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06:31 giovedì 2 luglio 2026
Per puro caso è stato ritrovato il diario di un sopravvissuto a Hiroshima, che adesso diventerà un libro e un film Scritto da Kiyoshi Tanimoto, rimasto per decenni negli archivi dell'università di Yale, adesso il diario diventa un libro e un film intitolati Hiroshima, 8:15.
In Messico c’è un vigilantes che dà la caccia ai ladri di biciclette, li cattura e li attacca con lo scotch ai pali stradali È successo a Lagos de Moreno, nello Stato di Jalisco. Il vigilantes è stato ribattezzato da media e cittadini "il Batman messicano".
Al movimento contro i data center si è unita anche Erin Brockovich, quella vera «Combattiamo contro chi possiede tutti i soldi del mondo», ha detto, annunciando la sua discesa in campo contro i data center.
I lefebvriani hanno il vizio di farsi scomunicare dalla Chiesa Cattolica per l’ordinazione di vescovi senza il permesso del Papa Era già successa la stessa identica cosa nel 1988, quando Marcel Lefebvre in persona fu scomunicato da Giovanni Paolo II. Ora, Leone XIV è stato costretto alla stessa decisione.
Tom Verlaine dei Television aveva una collezione di 4 mila vinili e adesso quella collezione è in vendita I vinili del frontman dei Television si potranno acquistare sulla piattaforma Discogs oppure nel negozio di dischi Academy Recors, a Brooklyn.
Quest’anno il Glastonbury non ci sarà perché gli organizzatori vogliono far “riposare” il terreno sul quale si tiene il festival Lo chiamano anno di maggese, ce n'è uno ogni cinque edizioni del festival, serve a far ricrescere l'erba e a far brucare tranquille le mucche.
In Francia hanno approvato una legge che equipara l’ultra fast fashion a sigarette e alcolici Una legge che va a limitare fortemente le attività di colossi come Shein, Temu e AliExpress, imponendo una nuova tassa e il divieto di pubblicità.
L’ondata di caldo è stata una catastrofe per i festival musicali indipendenti, che già se la passavano piuttosto male Solo nello scorso fine settimana ci sono state una mezza dozzina di cancellazioni di concerti e festival annullati. Alcuni rischiano di non tornare più.

A lezione da Bezos

Ecco cinque cose a proposito della vendita editoriale dell'anno che possono tornare utili anche agli editori e ai giornalisti italiani.

06 Agosto 2013

L’annuncio dell’acquisto del Washington Post da parte del proprietario di Amazon Jeff Bezos per 250 milioni di dollari, è arrivata ieri a mercati chiusi ed è rapidamente diventato La notizia con la L maiuscola del giorno (un po’ perché è effettivamente un fatto epocale per il sistema politico e economico americano e un po’ anche perché, va da se, i giornalisti di tutto il mondo sono entrati in fibrillazione).
Si è già detto tutto in queste ore e molto si dirà nelle prossime; tutti i dettagli dell’operazione li si trova sull’ampio speciale che lo stesso WaPo ha dedicato alla faccenda.
Proprio oggi ho scritto per Il Foglio un pezzo in cui cerco di mettere insieme le vicende recenti del New York Times e di Newsweek per spiegare una cosa fondamentale: oggi conta il brand (“brands matter” ha scritto a proposito della vicenda del WaPo Chris Hughes, il proprietario del New Republic), e questa cosa di Bezos lo dimostra maggiormente.
Per una riflessione generale, e per chi avesse piacere di approfondire, vi rimando a quel pezzo: ci limitiamo qui, da osservatori, a stilare un elenco in cinque punti di aspetti di quest’acquisizione che potrebbero far comodo anche alla riflessioni sulla tanto bistrattata editoria di casa nostra.

1) Jeff Bezos, da quando entro sessanta giorni avrà concluso l’operazione, sarà il proprietario UNICO del Washington Post, prendendo il posto di una public company. “È l’ultima di una serie di acqusizioni di società editoriali storiche da parte di individui facoltosi o piccoli gruppi” ha scritto lo stesso Post. “Non faremo nulla che non sarebbe stato fatto lo stesso” ha aggiunto Bezos in persona. Vero. Con la differenza sostanziale che lo farà lui e solo lui.
Lezione: è tempo di guide societarie chiare, sicure, snelle, in cui è evidente chi si prende la responsabilità di cosa. Il mito dell’editore puro è un falso mito, il mito dell’azionariato diffuso è un falso mito. Servono imprenditori capaci, ricchi, intelligenti e che apprezzano i giornali. E con margini di manovra e potere decisionale.

2) Bezos compra il quotidiano Washington Post, una serie di altri asset ad esso strettamente legati, ma lascia sul tavolo gli immobili in centro in cui si trova adesso la redazione del giornale (che restano in vendita), deciso a perseguire una decisione già presa dalla “vecchia” proprietà: ci si trasferisce in periferia, in leasing.
Lezione: non è più tempo di diversificare, gli investimenti si fanno sul giornale vero e proprio, e il giornale si può fare un po’ ovunque tagliando costi inutili.

3) Fra le cose di proprietà della The Post Co. figura anche una testata digitale del calibro di Slate (oltre che Foreign Policy). Non se ne conoscono ancora i motivi, ma quel che è certo è che Bezos per ora non la compra.
Lezione: domandarsi perché un imprenditore (e miliardario) digitale di primissimo livello sembra credere di più al valore in prospettiva di un vecchio giornale di carta rispetto a un giovine, scoppiettante e rilevante sito – gratuito – di news.

4) Dan Graham, nell’annunciare la vendita a Bezos, ha detto fra le altre cose che ormai l’industria dei giornali incominciava a porre dei quesiti a cui loro sentivano di non essere più in grado di dare risposte. Bezos, di suo, ha sostanzialmente fatto capire di non avere ricette magiche in tasca, ma di crederci molto e di avere molto rispetto del ruolo del WaPo.
Lezione: è il tempo delle domande e non delle verità assolute, dei tentativi e non delle ricette magiche. Servono tempo, soldi, ingegno, amore per il mercato e rispetto per il mezzo.

5) La holding che Bezos ha creato per comprare il Washington Post si chiama Explore Holding.
La lezione è nel nome. E vale per gli editori certo, ma anche e soprattutto per noi giornalisti, mai veramente disposti a lasciare un vecchio (per molti pieno di privilegi) che non esiste più, per esplorare un nuovo (per tutti pieno di incertezze).

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