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Stasera La chimera di Alice Rohrwacher arriva per la prima volta in tv, su Rai 3 Un film d'autore per festeggiare l'apertura della Mostra del Cinema di Venezia 2025.
Emma Stone, che in Bugonia interpreta una donna accusata di essere un alieno, crede nell’esistenza degli alieni E ha spiegato anche perché: lo ha capito guardando la serie Cosmos di Carl Sagan.
Miley Cyrus è diventata la prima celebrity a fare da testimonial a Maison Margiela La campagna scattata da Paolo Roversi è una rivoluzione nella storia del brand.
Andrea Laszlo De Simone ha rivelato la data d’uscita e la copertina del suo nuovo album, Una lunghissima ombra Lo ha fatto con un post su Instagram in cui ha pubblicato anche la tracklist completa del disco.
Il Van Gogh Museum di Amsterdam rischia la chiusura a causa di lavori di ristrutturazione troppo costosi Lo dice il museo stesso: servono 121 milioni di euro per mettere a posto la struttura. Il Van Gogh Museum pretende che a pagare sia il governo olandese. Il governo olandese non è d'accordo.
C’è grande attesa attorno a The Voice of Hind Rajab, il film che potrebbe essere la sorpresa di questa Mostra del cinema Per i nomi che lo producono, per il regista che lo dirige e soprattutto per la storia vera che racconta: quella di una bambina di 6 anni, morta a Gaza.
La stylist di Julia Roberts non vuole rivelare il brand del cardigan con la faccia di Luca Guadagnino Il misterioso cardigan indossato dall'attrice al suo arrivo a Venezia è già diventato l'oggetto del desiderio della Mostra del Cinema.
In Corea del Sud è stata approvata una legge che vieta l’uso dello smartphone a scuola a tutti gli studenti È una delle più restrittive del mondo ed è stata approvata dal Parlamento con una larga maggioranza bipartisan.

Un concerto per il Giappone

02 Maggio 2011

Subito dopo il devastante terremoto di marzo in Giappone, un gran numero di iniziative ammirevoli sono spuntate in tutto il mondo, guidate da una cerchia di artisti, sportivi e businessman, e sono riuscite a raccogliere miliardi di dollari in poche settimane. Nel campo della musica è successo più o meno lo stesso, e una catastrofe di tale entità è riuscita a creare collaborazioni e apparizioni di alcuni tra i più grandi artisti del mondo, che altrimenti non  avremmo forse mai avuto l’opportunità di vedere.Anche se i concerti di beneficenza di oggi non raggiungeranno, probabilmente, i mastodontici livelli degli anni ’80 e ’90, la risposta al disastro di marzo è stata decisamente buona. Per esempio, Lady Gaga è riuscita a raccogliere più di 250.000 dollari in solamente 48 ore attraverso la vendita del suo braccialetto “We Pray for Japan”, mentre i Sonic Youth hanno venduto “some simple yet equally cool stunts” su eBay. Allo stesso tempo, a Londra, i Primal Scream, Richard Ashcroft e Graham Coxon organizzavano un prestigioso concerto alla Brixton O2 Academy.

A New York l’evento di spicco è stato organizzato da The Japan Society, un’organizzazione nonprofit che si occupa di storia e cultura giapponese, situata a pochi isolati dal grattacielo delle Nazioni Unite. In mezzo a un programma di dodici ore che abbracciava eventi artistici, corsi di origami e show con artisti nipponici, il piatto forte della giornata sono stati due concerti organizzati dal musicista jazz-fusion John Zorn, con una headline comprendente Philip Glass, Lou Reed, Yoko Ono e Ryuichi Sakamoto.

Nel primo concerto il produttore Hal Willner ha letto poesie di Allen Ginsberg, accompagnato dall’unico Philip Glass al piano. Al principio è sembrato che il contenuto delle poesie fosse in qualche modo fuori contesto con la causa giapponese, ma a poco a poco l’incredibile talento di Glass e l’emozione di Wilner nel leggere uno dei più grandi poeti del nostro tempo hanno preso il sopravvento, e immediatamente si è capito che si trattava di un evento assolutamente unico. In parole povere: un gruppo di leggende straordinariamente creative hanno potuto esprimersi come preferivano.

Dopo “Footnote to Howl” e un finale da solista di Philip Glass, Lou Reed, sua moglie Laurie Anderson e John Zorn si sono buttati in una jam session di venti minuti. Il concerto, assolutamente impossibile da descrivere a parole, può essere illustrato tramite la performance di Zorn al sassofono, che passava da momenti tristi, quasi di lamento, a intensissime “frasi” di furia e rabbia. Per molti ascoltatori può essere sembrato incomprensibile, e non si poteva fare a meno di domandarsi se stessero suonando insieme per la prima volta. Non si saprà mai, ma se c’è qualcuno che può destreggiarsi con roba del genere, è sicuramente Lou Reed.

Così come le catastrofi riescono a unire sul palco artisti assolutamente diversi, così riescono anche a mettere insieme il pubblico più disparato e inaspettato. Una buona maggioranza della piccola (più o meno 200 persone) audience che era principalmente composta dall’upper class newyorchese che deve aver avuto innumerevoli occasioni di vedere Lou Reed suonare e cantare dagli anni ’60 agli ’80, ora stava assistendo a una stranissima jam session, fuori dalla comprensione di chiunque. .

Dopo uno show (gratuito) di due ore con vari artisti giapponesi, seguito da una performance finale di Sakamoto, la giornata ha dimostrato quanto l’arte e la musica possano lenire e rapportarsi con le più grandi catastrofi a vari livelli. Oltre al sostegno generale riaggiunto tramite media e pubblicità, e il fatto che la Japan Society ha raccolto oltre un milione di dollari per lo show, la giornata ha anche  creato una sensazione comunitaria e generale di calma, dando una sensazione quasi lenitiva.

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