- Sturtevant, “Warhol Flowers”, 1964-71Marcel Broodthaers, “Musée d’Art Moderne, Département des Aigles”, 1968-72Hans Haacke, “MoMA Poll”,1970Philip Guston, “Untitled (Poor Richard)“, 1971Judy Chicago, Miriam Schapiro and the CalArts Feminist Art Program, “Womanhouse“, 1972Lynda Benglis, “Artforum advertisement“, 1974Gordon Matta-Clark, “Splitting“, 1974Jenny Holzer, “Truisms“, 1977-79Dara Birnbaum, “Technology/Transformation: Wonder Woman“, 1978-79David Hammons, “Bliz-aard Ball Sale” 1983; “How Ya Like Me Now?”, 1988Barbara Kruger, “Untitled (When I Hear the Word Culture, I Take Out My Checkbook)“, 1985; “Untitled (I Shop Therefore I Am)”Nan Goldin, “The Ballad of Sexual Dependency“, 1985-86Cady Noland, “Oozewald“, 1989; “The Big Slide”, 1989Jeff Koons, “Ilona on Top (Rosa Background)”, 1990Mike Kelley, “The Arenas”, 1990Felix Gonzalez-Torres, “Untitled” (Portrait of Ross in L.A.), 1991Catherine Opie, “Self-Portrait/Cutting“, 1993Lutz Bacher, “Closed Circuit“, 1997-2000Michael Asher, “Michael Asher“, Santa Monica Museum of Art, 2008A.K. Burns and A.L. Steiner, “Community Action Center“, 2010Danh Vo, “We the People“, 2010-14Kara Walker, “A Subtlety, or the Marvelous Sugar Baby“, 2014Heji Shin, “Baby” (series), 2016Cameron Rowland, “New York State Unified Court System“, 2016Arthur Jafa, “Love Is the Message, the Message Is Death“, 2016Articoli SuggeritiCultura
The Fall-Off è un altro, l’ennesimo, bel disco di J. Cole ed è proprio questo il suo peggior difettoUscito il 6 febbraio, nell'album non c'è nulla che si possa definire sbagliato ma non c'è neanche nulla che si possa definire rischioso. Ed è per questo che, secondo molti, è l'ennesima occasione persa. Forse l'ultima, per J. Cole.
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A giudicare dalle vendite, dopo il ritorno dei vinili potrebbe essere arrivato il momento del ritorno dei cdI numeri sono in crescita negli Usa, in UK e anche in Italia: c'entrano collezionismo e nostalgia, ma pure il desiderio di "possedere" la musica che si ama, soprattutto per i più giovani.
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Bad Bunny avrà il suo primo ruolo da attore protagonista in un film che si intitola Porto Rico, che parla di Porto Rico e che è diretto da un regista di Porto RicoIl cast principale include anche Viggo Mortensen, Edward Norton e Javier Bardem, con Alejandro G. Iñárritu a fare da produttore esecutivo.
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Secondo il New York Times, queste sono le 25 opere che definiscono l’arte contemporanea
Il T Magazine ha chiesto a due ottimi curatori (David Breslin del Whitney Museum e Kelly Taxter del Jewish Museum) e tre tra i più interessanti artisti contemporanei – Rirkrit Tiravanija, Martha Rosler e Torey Thornton – di selezionare 25 opere d’arte create dopo il 1970 che, secondo loro, definiscono l’era contemporanea. La consegna, specifica il T Magazine, era volutamente piuttosto aperta: cosa renderebbe, infatti, un’opera più “contemporanea” di un’altra? Non è così facile definirlo. Trovare un accordo è infatti stato difficilissimo. La lista comprende le opere citate da più di un componente del gruppo. «Se l’incontro fosse avvenuto in un giorno diverso, con un gruppo diverso, i risultati sarebbero stati diversi», avvisa Thessaly La Force, autrice dell’articolo. Più che una dichiarazione, quindi, la lista esprime una particolare sensibilità: considerando la carriera curatoriale e artistica delle persone che l’hanno creata, c’è da fidarsi.

Gordon Matta-Clark’s “Splitting” (1974), © Estate of Gordon Matta-Clark/Artists Rights Society, New York, courtesy of the estate of Gordon Matta-Clark and David Zwirner

Jenny Holzer’s “Untitled” (1982), foto di by John Marchael. Artwork courtesy of Jane Dickson, project initiator and animator, and Public Art Fund, N.Y.

Barbara Kruger “Untitled (When I hear the word culture, I take out my check book)” (1985); “Untitled (I Shop Therefore I Am)” (1987), courtesy of Barbara Kruger

Kara Walker “A Subtlety, or the Marvelous Sugar Baby”, foto di Jason Wyche © Kara Walker, courtesy Sikkema Jenkins & Co