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06:59 venerdì 22 maggio 2026
Nel mondo ci sono così pochi ingegneri e ricercatori AI che le aziende di Big Tech li stanno pagando come le superstar dello sport Secondo le stime ce ne sono solo un centinaio in tutto il mondo. E in Silicon Valley sono disposti a spendere qualsiasi cifra per accaparrarseli.
Tra la rassegna Tuttomoretti al Nuovo Sacher e il ritorno in sala di Bianca e La messa è finita, questa si preannuncia come la Nanni Moretti Summer Lui odierebbe questa dicitura, ne siamo sicuri. Però siamo anche sicuri che suona proprio bene.
I fan di SOPHIE stanno costruendo un archivio libero e gratuito per preservare tutta la sua opera L'archivio si chiama Wholenew.world e vuole essere un racconto dei dieci anni di carriera di un'artista che ha cambiato la musica elettronica.
Il video di Itamar Ben-Gvir che tormenta e irride i membri della Global Sumud Flotilla ha unito tutto il mondo nel disgusto A condannarlo sono Francia, Canada, Olanda, Belgio, Spagna, Regno Unito e molti altri, persino gli Stati Uniti e l'Italia.
Succession è finita da un pezzo ma la saga dei Murdoch invece continua: adesso James ha comprato Vox e New York Magazine per farne l’anti Fox News e sfidare Rupert Il valore dell'operazione sarebbe attorno ai 300 milioni di dollari, con Murdoch Jr. che ha detto di voler puntare tutto sul giornalismo di qualità.
Il furto del Louvre, “il furto del secolo”, diventerà un film diretto da Romain Gavras Sarà l'adattamento di un libro-inchiesta che uscirà in Francia il 27 gennaio e che promette di rivelare i contenuti di documenti segretissimi.
L’epidemia di Ebola in Repubblica Democratica del Congo è dovuta anche al fatto che i primi contagiati risultavano negativi perché sono stati testati per la variante di Ebola sbagliata I sanitari hanno sottoposto tutti al test per rilevare la variante Zaire. Si è poi scoperto che le infezioni erano dovute a quella Bundibugyo.
Sally Rooney pubblicherà Intermezzo in Israele con un editore filopalestinese che si oppone all’occupazione e all’apartheid Negli ultimi 5 anni la scrittrice aveva rifiutato di essere tradotta e pubblicata in Israele, una scelta fatta per sostenere il movimento BDS (Boycott, Divestment, Sanctions).

Zabriskie Point

12 Luglio 2011

Di cosa si tratta: Zabriskie Point è un film di Michelangelo Antonioni del 1970, seconda (dopo Blow Up del 1966 e prima di The passenger del 1975) di tre pellicole che il regista italiano realizzò direttamente in inglese con la produzione di Carlo Ponti e la distribuzione di Metro Goldwin Mayer. I protagonisti principali sono Mark Frechette nel ruolo di… Mark e di Daria Alprin nel ruolo di… Daria. La colonna sonora include brani di Pink Floyd e Grateful Dead. Alcuni addirittura suonati in presa diretta da Jerry Garcia messo di fronte alle immagini della pellicola. Una curiosità: nel film Harrison Ford fa la sua prima apparizione in carriera. Come comparsa.

Che cos’era Ieri: A dispetto del suo successivo status di cult, quando uscì, Zabriskie Point fu un flop. Costato 7 milioni di dollari ne incassò negli USA appena novecento mila. Dal punto di vista della critica non andò meglio: fu rapidamente liquidato dai maggiori quotidiani americani come l’opera monca di un regista visionario che aveva fatto di meglio in passato. Una recensione del New York Times dell’epoca lo definiva come l’ennesimo, e nemmeno troppo riuscito, esempio di film controculturale; un genere per ovvi motivi allora in voga e rappresentato in particolare da una pellicola come Easy Rider: un altro cult ma con ambizioni artistiche e culturali decisamente diverse (minori). In poche parole l’opinione americana rigettò quasi in toto l’operazione di Antonioni, bollandola come il frutto “difficile” di un ingegno troppo “intelletualizzato”. E – peggio di tutto – l’ingegno di un europeo. Leggendo alcune vecchie recensioni del film, si riesce a sentire ancora oggi aleggiare la parola “cineasta”, una tipologia di regista con cui la cultura cinematografica statunitense non è mai riuscita davvero a scendere a patti, avendo con essa un rapporto intimamente conflittuale. Eufemismo.

Nel 1978 fu addirittura inserito nel libro di Harry Medvedev: The fifty Worst Film Of All Time.

P.S. C ‘è anche da dire che il film non fu aiutato da un trailer quantomeno fuorviante che tentava di far sembrare il film una specie di pellicola d’azione ed erotismo ad alto voltaggio.

Che cos’è Oggi: (Ri)visto col senno di poi e con il tempo e la Storia a proprio favore, Zabriskie Point si rivela un film assolutamente preveggente almeno per quanto riguarda uno dei suoi temi: la contestazione universitaria di fine anni ’60 in America. Che Antonioni racconta in modo assolutamente acuto, cinico e intenso, specie se si considera il fatto che A. non era americano. Sta tutto nella scena iniziale, in cui Antonioni riprende un’assemble studentesca a cui prendono parte universitari bianchi benestanti e giovani Black Panthers. Le seconde contestano ai primi di non essere disposti a portare il confronto con l’autorità fino a un’autentica escalation di violenza; mentre nel frattempo i giovani rivoluzionari borghesi cavillano su termini che finiscono tutti in “- ismo”. Ognuno parla, nessuno dice niente. A un certo punto un ragazzo di colore si dichiara disposto a morire per la causa. Gli risponde Mark, il protagonista – è alla sua prima riunione e ancora non lo conosce nessuno per cui tutti si girano a osservarlo. È a quel punto che dice: “Anche io sono disposto a morire”. Poi fa una pausa; l’aula lo osserva con un senso di crescente attesa. “Ma non di noia, però”. Quindi gira le spalle e se ne va. Brusio, sconcerto, discussioni. Alla fine qualcuno trova un -ismo con cui infamarlo. “Individualismo!”, l’oppio dei singoli. Sembra una scena di Ecce Bombo, sette anni prima e in un altro continente. O la versione fiction di un documentario uscito molti anni dopo sull’associazione terroristica Weather Underground, dove scorrono immagini dolorosissime di ex giovani idealisti, ormia non più giovani e non più idealisti che espiano il peccato di aver creduto di poter sovvertire la storia con il materialismo dialettico.

Mi piace credere che Antonioni in questa idea di rivoluzione e sovvertimento gerarchico non ci abbia mai creduto né confidato, e che il personaggio di Mark – lucido, cinico e insieme naif, anarchico e autarchico come uno Zarathustra che va incontro alla morte per eccessiva fiducia nella vita – completato da quello di Daria; ritragga perfettamente lo spirito dell’unica rivoluzione possibile: assoluta, interiore. Infernale e apocalittica nell’odio (la straordinaria sequenza finale); paradisiaca nell’amore e nel piacere (la famosa scena a Zabriskie Point). E viceversa.

Insomma, qualcuno faccia vedere questo film a un Black Bloc.

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