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21:10 venerdì 7 agosto 2026
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.
Il Pentagono ha improvvisamente cambiato il modo in cui conta i morti e i feriti nella guerra in Iran Pare su richiesta diretta dalla Casa Bianca. Risultato: 4 morti "in meno" e circa 600 feriti in più.
Fred Again ha passato 50 ore consecutive in livestream su YouTube per completare il suo nuovo mixtape Lo ha fatto insieme al collettivo LATIN MAFIA, registrato tutto a Città del Messico e intitolato (didascalicamente ma efficacemente) 9 months & 50 hours.

Zabriskie Point

12 Luglio 2011

Di cosa si tratta: Zabriskie Point è un film di Michelangelo Antonioni del 1970, seconda (dopo Blow Up del 1966 e prima di The passenger del 1975) di tre pellicole che il regista italiano realizzò direttamente in inglese con la produzione di Carlo Ponti e la distribuzione di Metro Goldwin Mayer. I protagonisti principali sono Mark Frechette nel ruolo di… Mark e di Daria Alprin nel ruolo di… Daria. La colonna sonora include brani di Pink Floyd e Grateful Dead. Alcuni addirittura suonati in presa diretta da Jerry Garcia messo di fronte alle immagini della pellicola. Una curiosità: nel film Harrison Ford fa la sua prima apparizione in carriera. Come comparsa.

Che cos’era Ieri: A dispetto del suo successivo status di cult, quando uscì, Zabriskie Point fu un flop. Costato 7 milioni di dollari ne incassò negli USA appena novecento mila. Dal punto di vista della critica non andò meglio: fu rapidamente liquidato dai maggiori quotidiani americani come l’opera monca di un regista visionario che aveva fatto di meglio in passato. Una recensione del New York Times dell’epoca lo definiva come l’ennesimo, e nemmeno troppo riuscito, esempio di film controculturale; un genere per ovvi motivi allora in voga e rappresentato in particolare da una pellicola come Easy Rider: un altro cult ma con ambizioni artistiche e culturali decisamente diverse (minori). In poche parole l’opinione americana rigettò quasi in toto l’operazione di Antonioni, bollandola come il frutto “difficile” di un ingegno troppo “intelletualizzato”. E – peggio di tutto – l’ingegno di un europeo. Leggendo alcune vecchie recensioni del film, si riesce a sentire ancora oggi aleggiare la parola “cineasta”, una tipologia di regista con cui la cultura cinematografica statunitense non è mai riuscita davvero a scendere a patti, avendo con essa un rapporto intimamente conflittuale. Eufemismo.

Nel 1978 fu addirittura inserito nel libro di Harry Medvedev: The fifty Worst Film Of All Time.

P.S. C ‘è anche da dire che il film non fu aiutato da un trailer quantomeno fuorviante che tentava di far sembrare il film una specie di pellicola d’azione ed erotismo ad alto voltaggio.

Che cos’è Oggi: (Ri)visto col senno di poi e con il tempo e la Storia a proprio favore, Zabriskie Point si rivela un film assolutamente preveggente almeno per quanto riguarda uno dei suoi temi: la contestazione universitaria di fine anni ’60 in America. Che Antonioni racconta in modo assolutamente acuto, cinico e intenso, specie se si considera il fatto che A. non era americano. Sta tutto nella scena iniziale, in cui Antonioni riprende un’assemble studentesca a cui prendono parte universitari bianchi benestanti e giovani Black Panthers. Le seconde contestano ai primi di non essere disposti a portare il confronto con l’autorità fino a un’autentica escalation di violenza; mentre nel frattempo i giovani rivoluzionari borghesi cavillano su termini che finiscono tutti in “- ismo”. Ognuno parla, nessuno dice niente. A un certo punto un ragazzo di colore si dichiara disposto a morire per la causa. Gli risponde Mark, il protagonista – è alla sua prima riunione e ancora non lo conosce nessuno per cui tutti si girano a osservarlo. È a quel punto che dice: “Anche io sono disposto a morire”. Poi fa una pausa; l’aula lo osserva con un senso di crescente attesa. “Ma non di noia, però”. Quindi gira le spalle e se ne va. Brusio, sconcerto, discussioni. Alla fine qualcuno trova un -ismo con cui infamarlo. “Individualismo!”, l’oppio dei singoli. Sembra una scena di Ecce Bombo, sette anni prima e in un altro continente. O la versione fiction di un documentario uscito molti anni dopo sull’associazione terroristica Weather Underground, dove scorrono immagini dolorosissime di ex giovani idealisti, ormia non più giovani e non più idealisti che espiano il peccato di aver creduto di poter sovvertire la storia con il materialismo dialettico.

Mi piace credere che Antonioni in questa idea di rivoluzione e sovvertimento gerarchico non ci abbia mai creduto né confidato, e che il personaggio di Mark – lucido, cinico e insieme naif, anarchico e autarchico come uno Zarathustra che va incontro alla morte per eccessiva fiducia nella vita – completato da quello di Daria; ritragga perfettamente lo spirito dell’unica rivoluzione possibile: assoluta, interiore. Infernale e apocalittica nell’odio (la straordinaria sequenza finale); paradisiaca nell’amore e nel piacere (la famosa scena a Zabriskie Point). E viceversa.

Insomma, qualcuno faccia vedere questo film a un Black Bloc.

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