Hype ↓
12:50 venerdì 14 agosto 2026
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.

Perché guardare gente che si gratta fa venire il prurito

21 Marzo 2017

Come e perché avvertiamo il bisogno di grattarci è una questione più scientificamente complessa di quanto non si tenderebbe a pensare. Il prurito non è soltanto una reazione a un’irritazione o alla possibile presenza di parassiti, ma è anche legato a fattori genetici e, non ultimo, sociali. Presso la facoltà di medicina della Washington University, nel Missouri, esiste un istituto interamente dedicato allo studio di questo fenomeno: si chiama Center for the Study of Itch, centro per lo studio del prurito. Il direttore del centro, Zhou-Feng Chen, che è sia psichiatra che anestesista, ha fatto parlare di sé una decina di anni fa per avere scoperto i geni responsabili di una maggiore predisposizione al prurito. Più recentemente, ha pubblicato un paper scientifico dove prova a rintracciare le cause del cosiddetto “prurito socialmente contagioso”.

Si tratta di un fenomeno che risulterà familiare a molti: si vede qualcuno che si gratta e ci viene voglia di grattarci anche noi. Il nome “contagio sociale” deriva dal fatto che il prurito passa da persona a persona non perché esiste una trasmissione delle cause organiche, ma per il semplice fatto di assistere a un’azione. Chen ha documentato l’esistenza di questo fenomeno nei topi di laboratorio, riassume un articolo divulgativo dello Smithsonian magazine: dopo avere preso due campioni di roditori, iniettando nel primo una sostanza che provocava il prurito e tenendo l’altro gruppo vicino, lo scienziato ha notato che anche il secondo gruppo, quello dove non era presenta alcuna causa organica di prurito, tendeva a grattarsi maggiormente per il solo fatto di vedere altri topi che si grattavano.

Il lato più interessante dello studio, però, non consiste nell’avere documentato il fenomeno, tutto sommato già noto, ma nell’averne appurate le cause. Dopo una serie di esperimenti, infatti, Chen ha concluso che il “prurito socialmente contagioso” scatta grazie alla presenza di alcune proteine presenti nel cervello. Lo ha scoperto inibendo queste proteine nel secondo gruppo di topi, quelli cui non era stato iniettata la sostanza che provocava il prurito: una volta inibite queste proteine, infatti, i roditori smettevano di grattarsi per il solo fatto di vedere altri farlo. Si tratta di proteine associate al ritmo circadiano, cioè il ciclo di sonno veglia. Una possibile spiegazione, ha detto lo scienziato, è che la presenza di queste proteine si sia sviluppata perché costituivano un vantaggio evolutivo: «Immaginate una mandria di vacche che porta un sacco di zanzare o parassiti con sé. Quando un animale inizia grattarsi dopo essere stato morso il suo comportamento induce i suoi compagni a iniziare a grattarsi, evitando così di essere morsi».

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.