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04:42 domenica 25 gennaio 2026
Kim Jong-un che fissa le persone mentre fanno il bagno alle terme è già il miglior meme del 2026 Il leader supremo della Corea della Nord ha festeggiato l'inaugurazione di un nuovo Centro vacanze fissando le persone che facevano il bagno e la sauna.
Un giornale portoghese ha scambiato Dario Ballantini, l’imitatore di Valentino, per il vero Valentino Lo ha fatto Jornal Expresso, che ha poi rimosso il post, anche se lo stesso Ballantini ha ammesso che «la nostra somiglianza in passato ha confuso pure Calvin Klein».
Il trasferimento del Leoncavallo in via San Dionigi è saltato e adesso non si sa che ne sarà del centro sociale A cinque mesi dallo sgombero di via Watteau, l'ipotesi via San Dionigi è definitivamente tramontata e ora non si sa come procedere.
Oltre 800 artisti hanno lanciato un appello per chiedere che la repressione delle proteste in Iran sia trattata come un crimine contro l’umanità Tra i firmatari ci sono anche Shirin Neshat, Jafar Panahi Juliette Binoche, Marion Cotillard e Yorgos Lanthimos.
Arctic Monkeys, Pulp, Blur, Fontaines D.C., Depeche Mode, Cameron Winter, King Krule, Wet Leg, Anna Calvi: l’album Help 2 è il sogno realizzato degli amanti dell’indie E questi sono solo alcuni degli artisti e delle band riuniti dalla War Child Records per questo album di beneficenza che uscirà il 6 marzo.
Jeremy Strong è talmente fan di Karl Ove Knausgård che lo ha anche intervistato per Interview I due hanno parlato del nuovo romanzo di Knausgård ma soprattutto di quanto entrambi odino essere famosi.
A Davos gli Stati Uniti hanno presentato il piano per la costruzione di “New Gaza” ed è peggio delle peggiori aspettative Si è parlato molto di grattacieli e appartamenti di lusso affacciati sulla costa, molto poco, quasi per niente del futuro di istituzioni e popolo palestinese.
Cameron Winter dei Geese ha tenuto un concerto a sorpresa a un minuscolo evento di beneficenza per Gaza Si è esibito per 250 fortunati e ignari spettatori al Tv Eye di New York, presentandosi pure con un nome falso, Chet Chomsky.

Pane, amore e molta fantasia

27 Luglio 2011

Delle suocere, si sa, è molto facile pensare male. E io della mia ho sempre pensato che fosse un po’ tirchia. I motivi d’altra parte ci sono sempre stati tutti: pentole ormai senza manico ma non sostituibili perché “cucinano così bene”, la tendenza a scegliere sempre le sottomarche anche quando il prodotto non è all’altezza, l’incredulità nel vedere che una persona normale può decidere di disfarsi di un oggetto per il semplice gusto di possedere uno nuovo, la continua sofferenza – quasi fisica – nel doversi separare dai soldi, ciao ciao eurini vi ho voluto tanto bene ma adesso devo comprare il pane.

Eppure, di recente, mi sono reso conto che mia suocera non è tirchia. Perché chi è davvero tirchio non riesce mai a essere generoso e invece mia suocera lo è spesso: nei regali così come nelle necessità improvvise o nella semplice disponibilità. E che invece il vero motivo per cui lei non riuscirà mai a essere contenta, o anche solo soddisfatta o comunque in pace con se stessa, nello spendere dei soldi sta nel fatto che fa parte di una generazione (l’ultima, almeno per ora) che ha vissuto la privazione nella sua essenza, cioè nella mancanza o quanto meno nella scarsità dei generi alimentari. E che quindi una persona di questo tipo non riesca mai a dare per scontata l’abbondanza e che il fatto di poter mettere ogni giorno in tavola qualcosa da mangiare rappresenti sempre una sorta di piccolo miracolo.

La recente crisi economica, almeno fino a ora, sembra non aver intaccato la spesa delle famiglie per i prodotti alimentari. Lo spettro però è sempre dietro l’angolo e non è detto che non torni utile rispolverare quello che facevano (e cucinavano) le nostre nonne.

Negli anni ’30, durante il periodo delle sanzioni e dell’autarchia, circolavano volumetti indirizzati alle massaie come ad esempio Non sprecate, prezioso ricettacolo di consigli di economia domestica contraddistinto da motti quali “Lo spreco è il tarlo della ricchezza” e “La battaglia contro gli sprechi ha le sue prime trincee entro le pareti domestiche”.

Oltre a consigli su come utilizzare i vinaccioli dell’uva come ottimo surrogato del caffè o le foglie scartate di insalata e cavolo per pulire i tappeti, Non sprecate presentava alcune ricette, molte delle quali a base di pane come Gnocchetti di pane, Budino di pane e cioccolata, Torta di pane e canditi. E ancora Palline di verza, Sformato di foglie verdi d’insalata e Polpettone di magro (dove al posto della carne era presente il tonno).

Ma colei che della cucina economica, anzi economicissima, fece la sua bandiera fu la mantovana Petronilla – al secolo Amalia Moretti Foggia – che a partire dal 1927, dalle pagine della Domenica del Corriere, iniziò a dispensare alle massaie italiane consigli su come “sbarcare il lunario mangereccio”.

Tra i fornelli, questo il titolo della rubrica, suggeriva idee per sfruttare al massimo gli avanzi e le misere razioni delle carte annonarie, facendo fronte alla mancanza di ingredienti con la fantasia e la creatività.

Come presentare una salsiera colma di squisita maionese pur possedendo solo un uovo e un cucchiaio d’olio? Semplice, aggiungedo una pastella spumosa ricavata da una patata pestata a lungo nel mortaio.

Allo stesso modo, ingannando cioè il palato, si poteva mettere in tavola un budino realizzato senza latte né uova o una cioccolata in tazza che non prevedesse  la presenza della cioccolata ma solo di uova, latte e farina.

Il genio di Petronilla però sapeva andare ben oltre, arrivando persino a consigliare piatti quasi virtuali come frittelle di fiori di robinia,  soufflè di violette e minestra di alloro.

Una cucina insomma capace di solleticare la mente e lo stomaco (anche se forse più la prima del secondo).

Negli anni ’80 invece Sandro Fioriti, oggi un big della ristorazione in quel di New York, sembrò raccogliere il testimone della mantovana nel suo ristorante D’Artagnan situato ai Castelli, precisamente a Colonna. Qui Fioriti (nomen omen) fece scalpore proprio per i suoi piatti a base di fiori: insalata di rose, tulipani fritti, frittata di margherite, garofani in pinzimonio.

In fondo, la cosa più importante è saperli presentare, i piatti. Come diceva Petronilla: “Quando scarseggia la sostanza, diventa importante l’apparenza. Persino un piatto non eccezionale, se ben presentato, diventa di colpo un piatto desiderato”.

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