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12:12 venerdì 3 aprile 2026
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».
La nuova opera di Maurizio Cattelan è un numero telefonico da chiamare per confessargli i vostri peggiori peccati Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.
Molte persone hanno scoperto le backrooms vedendo il trailer del film The Backrooms e non ci hanno capito niente Prodotto da A24, il film è diretto dal 20enne Kane Parsons, che ha fatto diventare le backrooms un mito internettiano grazie a dei corti pubblicati su YouTube quando di anni ne aveva appena 16.
L’Iran sta usando le criptovalute per aggirare le sanzioni e continuare a finanziare le milizie in tutto il Medio Oriente La preferita dalle Guardie Rivoluzionarie, e dalla banca centrale dell’Iran, sembrerebbe essere Bitcoin perché meno volatile delle altre.
Nel 2025 per la prima volta su internet sono stati pubblicati più testi scritti dall’AI che dagli esseri umani Centomila bilioni di parole scritti dalle macchine: l'ennesima splendida notizia per gli esseri umani che hanno ancora la velleità di guadagnarsi da vivere con la scrittura.
Il mondo sta scoprendo Stefano Rapone grazie a un’intervista ai doppiatori di Super Mario Galaxy in cui quello che doppia Luigi gli dice che il suo Luigi preferito della storia è Luigi Mangione La puntata speciale di Tintoria con il cast del film è diventata viralissima, grazie alle domande di Rapone che hanno lasciato interdetto e divertito il cast.

L’uomo del rinascimento

Uno degli scrittori più prolifici e sincretici, dimenticato dall'editoria italiana

23 Novembre 2011

Capita, a volte, di rimanere schiacciati tutta la vita sotto il peso di un capolavoro. Capita ai musicisti, capita ai calciatori, o agli allenatori. Capita agli scrittori, soprattutto. Potrebbe sembrare il caso di Anthony Burgess, una fama e una carriera nascosti dietro l’ombra di un libro e del conseguente film. L’ombra ha la sagoma triangolare della “A” sulla copertina di A Clockwork Orange, con il drugo Alex, ciglia degne della miglior pubblicità Maybelline, a brandire un minaccioso coltello rivolto all’improvvido lettore. Invece no, invece non è così o almeno non del tutto. L’ammissione della spettinata figurina di Burgess nell’album dei sottovalutati (traducibile anche come “assolutamente da rivalutare”) è sì una questione di ambito europeo, ma pone un problema più specificatamente italiano (guarda un po’). Il tema in tal caso è atavico: le nostrane librerie hanno spesso un deficit di titoli imperdonabile. Certo la colpa non va fatta ricadere sui placidi scaffali, piuttosto su poco savie politiche editoriali. E nel caso di Anthony Burgess la questione è ancora più eclatante, perché non parliamo dell’esclusione di tre, quattro o cinque titoli, ma (stando alla produzione per ora accertata dell’inglese confrontata con la disponibilità Amazon e Ibs dei suoi libri tradotti) ben 57 (cinquantasette/00).

Una sottovalutazione riguarda certo sempre la sfera qualitativa, ma in questo caso il giudizio non può prescindere in primis dall’invasione della sfera quantitativa. Insomma, ignorato più che sottovalutato. E dire che un libro come Arancia Meccanica continua a vendere (libro facile da fraintendere, causa trasposizione su pellicola, ma proprio per questo best-seller continuativo), e dire anche che non si tratta di un autore di nicchia o un culto per pochi: nel 2008 il Times lo selezionò alla posizione 17 nella classifica dei più importanti scrittori inglesi del dopoguerra, nel 2006 l’Observer valutò Earthly Powers come il terzo miglior romanzo del Commonwealth degli ultimi 25 anni; in patria è uno dei “panzer” dei Penguin Modern Classics. E dire pure un’altra cosa: Burgess visse in Italia, sposò un’Italiana, tradusse testi dall’italiano (i sonetti di Gioacchino Belli, per fare un esempio) e lavorò con Zeffirelli (sua la sceneggiatura di Gesù di Nazareth). Se volessimo trovare una motivazione puranco ruffianamente nazionalista per pubblicarlo, ce l’avremmo bell’e pronta.

Personaggio bizzarro, frainteso e interpretato sotto varie angolazioni, probabilmente tutte faziose, Anthony Burgess deve la sua incredibile mole di produzione a un curioso aneddoto (uno dei tanti che hanno caratterizzato la sua nomade vita): nel 1959, mentre tiene una lezione di storia in un college del Brunei, sviene. I medici gli diagnosticano un incurabile cancro al cervello, dandogli un anno di vita. Lui, per tutta risposta, inizia a scrivere, più di prima, più di chiunque. Anche dopo il fatidico anno, quando il tumore si rivela una bufala, un errore, una provvidenza. Tra il 1960 e il 1964 compone undici romanzi, tra cui Arancia Meccanica e Il Seme Inquieto. Quest’ultimo è una delle più controverse e geniali opere del Burgess di stampo orwelliano. Il topos del futuro riconoscibile ma disastroso viene sviluppato in ottica sessuale più che politica: la mancanza di cibo e la sovrappopolazione portano il governo a promuovere l’omosessualità e proibire il rapporto uomo-donna; la guerra viene abolita ma gli eserciti continuano a essere rinforzati e spediti verso uno sconosciuto fronte, che si rivelerà una macelleria di stato (questa sì, nel vero senso della parola) per incrementare il conservificio di carne (umana). Per Il seme inquieto fu sia accusato di omofobia che celebrato come smascheratore della silenziosa repressione statale, dagli immancabili estremismi di sorta.
Linguista e filologo coltissimo, autore anche di tre sinfonie e oltre 250 composizioni musicali, Burgess racconta la sua esperienza con il cancro (e la glottologia) in Il dottore è ammalato, romanzo che ondeggia tra il picaresco, il dickensiano e l’onirico, in cui i personaggi – come spesso accade nelle sue opere – paiono usciti dal Paese delle meraviglie di Carroll, ma popolano una suburbia londinese straordinariamente vivida e maleodorante. Il lungo periodo che trascorse nella periferia dell’Impero in disfacimento (Malesia e Brunei) è invece lo sfondo per La trilogia malese, altro arazzo multiculturale e multilinguistico, realistico e comico nel fotografare, come in un quadro di Bruegel, la confusione razziale e la sciatteria morale degli inglesi e dei loro sottoposti, in piena tradizione kiplinghiana.
Ancora, in Notizie dalla fine del mondo, Trotsky e Freud dialogano parallelamente all’ombra di una catastrofe spaziale imminente, in cinquecento pagine che trascendono le tradizionali barriere spazio-temporali. Quattro titoli un tempo editi e ora tristemente fuori catalogo (rispettivamente Fanucci, Fanucci, Einaudi e ancora Fanucci).

Di Anthony Burgess sono stati recentemente ritrovati a Manchester, nella sua vecchia abitazione, un’enorme quantità di inediti comprendente romanzi, racconti, testi teatrali, sceneggiature e partiture musicali. Andrew Biswell, direttore della Burgess Foundation, ha confidato di riuscire a pubblicare qualcosa nel 2012 (saranno 50 anni dall’uscita di Arancia Meccanica). Materiale che va ad aggiungersi alla già enorme nebulosa di argomenti trattati: filologia, biografia (c’è l’ottima L’importanza di chiamarsi Hemingway di minimum fax), storia e colonialismo, religione e morale, musica e teatro, Burgess ha sempre cercato di trattare temi ambiziosi, forse a volte troppo, con un linguaggio ricercato e a tratti rivoluzionario (vedi alla voce Nadsat). Un vero e proprio uomo del rinascimento le cui opere trascendono gli anni e le stagioni politiche e sociali. Per questo la sua gigantesca mancanza è triste, nello scaffale della B delle librerie italiane.

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