Hype ↓
09:55 lunedì 16 marzo 2026
Due episodi di Doctor Who degli anni ’60 che si pensava fossero andati perduti sono stati ritrovati in uno scatolone nella casa di un collezionista Si tratta, tra l'altro, di due puntate molto importanti perché raccontano la storia dei Dalek, i villain più famosi dell'universo di Doctor Who.
Kim Jong-un e sua figlia vestiti uguali che sparano assieme al poligono di tiro sono la più surreale immagine di genitorialità mai vista La giovane Kim Ju Ae, erede designata del Supremo leader, ha mostrato le sue doti balistiche in una splendida giornata padre-figlia al poligono.
Degli scrittori hanno creato un logo da apporre sui libri per far sapere ai lettori che sono scritti da un umano e non dall’AI La Society of Authors chiede a tutti gli editori di appore il logo "Human Authored" sulla quarta di copertina dei libri, per salvare l'editoria dall'AI.
I Fugazi hanno pubblicato un album “scartato” che avevano registrato trent’anni fa con Steve Albini È la prima versione dell'album che è poi diventato In on the Kill Taker. Tutti i proventi andranno all'ente benefico fondato da Albini, Letters Charity.
Dopo quasi un millennio, l’Inghilterra si è decisa ad abolire definitivamente i seggi ereditari della Camera dei Lord Ne erano rimasti 92, che il governo laburista ha cancellato. Concedendo ad alcuni Lord, però, di diventare parlamentari a vita.
I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.
È stato annunciato il sequel di KPop Demon Hunters ma i registi hanno già detto che ci sarà molto da aspettare prima di vederlo Maggie Kang e Chris Appelhans hanno messo le mani avanti e avvisato i fan: i tempi di lavorazione saranno lunghi, molto lunghi.
La nuova Guida suprema dell’Iran ha detto di aver scoperto di essere la nuova Guida suprema dell’Iran guardando la tv Lo ha fatto nel suo primo messaggio alla nazione, letto da un annunciatore sui canali della tv di Stato. Per il momento, il nuovo ayatollah ancora non si è fatto vedere in pubblico.

La Sfinge e il Gattopardo

Vuoi vedere che, a sei mesi dalla caduta di Mubarak, in Egitto è cambiato tutto perché non cambiasse nulla?

02 Agosto 2011

Cominciamo dalle date. Il prossimo 11 agosto l’Egitto festeggerà i primi sei mesi del dopo-Mubarak, il presidente-dittatore salito al potere nel 1981 e dimessosi lo scorso 11 febbraio, dopo 18 giorni di proteste di piazza. Il mese prossimo, invece, l’Egitto avrebbe dovuto festeggiare le prime elezioni democratiche della storia del Paese. Dico “avrebbe dovuto” perché le prime elezioni democratiche sono state rimandate, “a ottobre, forse novembre.”

Decisioni dei militari, che ora stanno gestendo la fase di transizione, giacché quando si è dimesso Mubarak ha messo il potere nelle mani delle Forze Armate e della Corte Suprema. E in Egitto, è forse il caso di puntualizzare, le Forze Armate contano molto più della Suprema Corte.

Ah, un piccolo particolare: in Egitto l’esercito è al potere dal 1956. Da quando Nasser e “gli ufficiali liberi” hanno organizzato il loro colpo di Stato. Nasser ha governato il paese fino alla sua morte, avvenuta nel 1970. Dopo Nasser il potere è passato nelle mani del suo delfino Sadat, passato alla Storia come “quello che ha fatto la pace con Israele,” che ha regnato fino a quando un estremista islamico non l’ha ucciso, nel 1981. E a quel punto il potere è passato nelle mani del suo delfino, Mubarak, che ha sua volta ha gestito il potere per un trentennio, ovvero fino allo scorso inverno. Quando il potere è passato in mano alle Forze Armate.

Perdonate questo bignami di Storia-egiziana-recente-in-un-paragrafo, che probabilmente rischia di essere troppo semplicistico. Tutto questo per dire: in Egitto c’è una dittatura militare dal 1956, Mubarak faceva parte di questa dittatura militare e ancora oggi, fino a prova contraria, in Egitto è l’esercito, non il popolo, a comandare.

Ora, si legge molto in questi giorni, sulla stampa estera come su quella italiana, del “fattore Fratelli Musulmani,” ovvero quel partito politico islamista, clandestino fino a pochi mesi fa, che secondo alcuni potrebbe salire al governo quando (e se?) elezioni democratiche ci saranno. Una segnalazione: il Time, in un bellissimo speciale estivo dedicato al mondo musulmano offre un interessante articolo alla transizione dei Fratelli Musulmani da movimento clandestino (ergo estremista, sostiene il giornalista Bobby Ghosh) a partito parlamentare (dunque più incline a spostarsi al centro, sempre secondo Ghosh). Seriamente, lo speciale del Time è da leggere. Quanto all’articolo sui Fratelli Musulmani, non so se condivido l’ottimismo dell’autore. Ma il punto è un altro.

Il punto è che, per il momento, il problema non sono i Fratelli Musulmani. Il problema, la vera minaccia alla democrazia egiziana in fase embrionale, sono i militari. Che non sembrano tanto disposti a cedere il potere. E che, anche in caso di elezioni (semi) libere, avrebbero discrete possibilità di continuare a governare ancora per un po’. Se è vero che i sondaggi danno per favorito Amr Moussa, ex apparatjik del regime Mubarak.

Cosi, la domanda da porsi è questa: vuoi vedere che, dopo tutti i furori di piazza Tahrir, in Egitto è cambiato tutto perché non cambiasse nulla? Per chi è sceso in piazza nei giorni della rivolta, si trattava di chiedere libertà e democrazia. Ma i militari, come ha candidamente spiegato ai microfoni della Reuters lo studioso Ammar Ali Hasan del Middle East Studies Center, lo hanno interpretato in tutt’altro modo: “L’esercito considera quello che è accaduto sei mesi fa come una protesta contro i piani di successione di Mubarak, non come una vera rivoluzione che mirasse a sconvolgere la struttura del potere.” Tradotto: il popolo non vuole Mubarak perché non vuole che suo figlio Gamal salga al potere, ma questo non significa che voglia mandare a casa noi militari, che governiamo dal ’56. Questione di prospettiva.

Articoli Suggeriti
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Leggi anche ↓
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero