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10:46 giovedì 5 febbraio 2026
Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.
Un grave scandalo sessuale avvenuto sul set di Good Time potrebbe costare l’Oscar a Josh Safdie e a Marty Supreme E sarebbe anche la ragione, questo scandalo, della brusca separazione di Josh dal fratello Benny.
In Giappone ha aperto un bar solo per persone che vogliono licenziarsi Secondo la regola d'oro del locale, la persona che entra annunciando di aver finalmente deciso di licenziarsi beve gratis.
La figlia di David Lynch ha annunciato che l’ultima e inedita sceneggiatura scritta dal padre diventerà un libro Unrecorded Night è la serie tv che Lynch non è mai riuscito a farsi produrre. Dovremo accontentarci di leggerla.
Mamdani ha messo un ex detenuto e attivista per i diritti dei carcerati a capo del sistema penitenziario di New York Stanley Richards è chiamato a gestire il Department of Correction in un momento di grande difficoltà, dovuto soprattutto all'aumento delle morti in carcere.
L’affresco dell’angelo con il volto di Giorgia Meloni è già diventato un’attrazione turistica Dopo il restauro, ci sono sempre più turisti che accorrono alla Basilica di San Lorenzo per valutare di persona la somiglianza tra l'angelo e Meloni.
Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.
È uscita la prima campagna di Dario Vitale per Versace, che è anche l’ultima A firmare le immagini sono Steven Meisel, la fotografa messicana Tania Franco Klein e l'artista Frank Lebon. L'ispirazione, abbastanza evidente, è Richard Avedon.

La rassegna di Studio per il weekend

Da Super Mario ad Ancelotti, dall'abolizione delle elezioni al self-made man: tante domande e risposte nel consueto best of giornalistico della settimana.

25 Gennaio 2014

Vi siete mai chiesti chi è veramente Bob Dylan? Quando abbiamo cominciato a saltellare nei videogiochi? Quali sono le idee che la comunità scientifica dovrebbe rottamare? Se l’avete fatto, oggi troverete le risposte che cercavate: non ve le forniamo noi, ci hanno già pensato alcune tra le migliori testate del mondo, che come ogni sabato raccogliamo. La consueta salva di buone letture per il fine settimana. Poi non dite che non vi pensiamo mai.

Buona lettura.

“The rise of the jump” – Polygon

Da Donkey Kong a Super Mario, i saltelli hanno riscritto la storia dei videogiochi. Non è un caso che sia un’azione essenziale per noi umani: la storia del comando più importante dei videogame.

“Seven Questions for Bob Dylan” – Esquire

Perché Bob Dylan trascende le concezioni di privacy e “vita da star” e nonostante tutto, più di cinquant’anni dopo, non sappiamo ancora chi sia.

“Watch and Learn” – The Morning News

Cosa succede se si decide di affidare il proprio apprendimento ai tutorial e corsi che si trovano su Youtube?

“The rise of the self-made man, from Don Draper to Li Ka-shing” – The Financial Times

Da Gatsby a Don Draper, passando da veri imprenditori come Shadid Kahn, fenomenologia della figura del self-made man.

“The Lottocracy” – Aeon Magazine

Una modesta proposta per liberarci delle elezioni e lasciare che sia il caso a scegliere i nostri rappresentanti.

“The Six Things That Make Stories Go Viral Will Amaze, and Maybe Infuriate, You” – The New Yorker

Cosa rende un contenuto virale? Una risposta alla domanda che parte da Aristotele e arriva a BuzzFeed.

“Interview: Carlo Ancelotti” – Financial Times

Simon Kuper intervista Carlo Ancelotti. Come si lavora da dipendenti degli uomini più ricchi e capricciosi del pianeta, e fianco a fianco del giocatore più forte.

“The Pleasure and Pain of Speed” – Nautilus

Quale idea scientifica possiamo mandare in pensione quest’anno? Il sito Edge ha posto questa domanda a moltissimi scienziati e studiosi.

 
 

Immagine: particolare della redazione parigina dell’International New York Times (Guillaume Belvèze)

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