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22:32 giovedì 1 gennaio 2026
Martin Scorsese ha scritto un editoriale sul New York Times in cui spiega perché Misery è il miglior film di Rob Reiner In un commosso editoriale, Scorsese ha individuato nel thriller del 1990 l’apice della filmografia del collega, ricordando la loro amicizia.
Dopo il documentario su Diddy arriverà un documentario sui figli di Diddy che parlando di Diddy Justin e Christian Combs racconteranno il rapporto col padre in una docuserie che uscirà nel 2026 e di cui è già disponibile il trailer.
La crisi climatica sta portando alla velocissima formazione del primo deserto del Brasile La regione del Sertão sta passando da arida a desertica nell'arco di una generazione: un cambiamento potenzialmente irreversibile.
L’episodio di Stranger Things in cui Will fa coming out è diventato quello peggio recensito di tutta la serie E da solo ha abbassato la valutazione di tutta la quinta stagione, nettamente la meno apprezzata dal pubblico, almeno fino a questo punto.
Il progetto europeo di rilanciare i treni notturni sta andando malissimo Uno dei capisaldi del Green Deal europeo sulla mobilità, la rinascita dei treni notturni, si è arenato tra burocrazia infinita e alti costi.
Un’azienda in Svezia dà ai suoi lavoratori un bonus in busta paga da spendere in attività con gli amici per combattere la solitudine Il progetto, che per ora è solo un'iniziativa privata, prevede un’ora al mese di ferie e un bonus di 100 euro per incentivare la socialità.
Diverse celebrity hanno cancellato i loro tributi a Brigitte Bardot dopo aver scoperto che era di estrema destra Chapell Roan e altre star hanno omaggiato Bardot sui social per poi ritirare tutto una volta scoperte le sue idee su immigrazione, omosessuali e femminismo.
È morta la donna che restaurò così male un dipinto di Cristo da renderlo prima un meme, poi un’attrazione turistica Nel 2012, l'allora 81enne Cecilia Giménez trasformò l’"Ecce Homo" di Borja in Potato Jesus, diventando una delle più amate meme star di sempre.

La Grecia raccontata dalle infografiche

Schemi e tabelle molto (e per nulla, anche) seri per avere qualche dato in più sulla condizione economica del Paese di Alexis Tsipras.

07 Luglio 2015

All’indomani della consultazione elettorale che ha portato la Grecia a dire no alle condizioni imposte dai suoi creditori europei, abbiamo raccolto qualche grafico pubblicato sui principali media mondiali per spiegare e approfondire la sua condizione economica. Ad esempio, dato che in questi giorni si è parlato spesso della nefasta ipotesi di un suo fallimento economico: cosa succede quando un Paese fa default? Lo spiega questo grafico del Financial Times. Come si può notare, il procedimento è piuttosto complicato, e molto dipende dalla strada che Atene sceglierebbe di prendere a ognuno dei bivi rappresentati.

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Forbes nell’infografica di seguito passa invece in rassegna l’indice di realizzazione personale in quattordici Paesi – o meglio: la variazione che questo indice ha fatto rilevare nel periodo compreso tra il 2007 e il 2014. Come si nota, la Grecia è lo Stato dove il tenore di vita è precipitato maggiormente, con un calo di oltre il 25%.

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I due grafici seguenti, tratti da Quartz, danno invece una veste visuale a due dati molto significativi per la crisi ellenica: la variazione percentuale del Pil su base annuale e il tasso di disoccupazione. Tra il 2011 e il 2013, nel momento peggiore di flessione economica, il primo ha toccato il -10%, mentre il secondo si è avvicinato alla quota del 30%.

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Sul blog del Council on Foreign Relations, uno schema mostra quali sono i Paesi più esposti al debito greco: l’Italia è terza, con un prestito da 39 miliardi di dollari.

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Qui Forbes dà una veste grafica ai dati del Pew Research Center: che percentuale di cittadini di un determinato Stato si aspettava che le condizioni economiche del suddetto peggiorassero, nella primavera del 2014? In Grecia molti, pare: più della metà.

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Nonostante la crisi, l’economia in declino e le sue spiacevoli ripercussioni, c’è chi ha provato a sdrammatizzare. Lo stesso Quartz, ad esempio, ha creato questo piano cartesiano dove le ascisse e le ordinate sono rispettivamente «distruggere l’economia mondiale» e «austerity». Tra gli elementi messi in ordine, anche un «Pretendere le royalties ogni volta che un cretino dice “Questa è Sparta!”».

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Oh, e come fare a meno di un’infografica che documenta per filo e per segno le morti dell’Iliade? C’è anche una gustosa sezione dedicata agli eroi che si sono maggiormente distinti nel poema epico per eccellenza.

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