Hype ↓
14:15 giovedì 15 ottobre 2026
Grian Chatten dei Fontaines D.C. ha detto che Mina è stata una delle più importanti ispirazioni per Dopamine Chamber «Conosci la cantante italiana Mina?», ha chiesto all'intervistatrice. «È un’artista emersa negli anni Sessanta, capace di mantenere una carriera per decenni e ancora oggi in vita. Sono davvero innamorato della sua musica». Il nuovo album esce il 16 ottobre.
Il governo di Netanyahu adesso sta litigando anche con il Board of Peace di Trump Ad agosto il Board of Peace ha affidato a un'azienda americana il primo cantiere di "New Gaza". Due mesi dopo Israele non ha ancora fatto entrare né i camion né gli operai.
Un ingegnere ha creato un sistema di sorveglianza che sorveglia solo i poliziotti Anthony Sistilli, programmatore e youtuber canadese, ha costruito in casa un lettore automatico di targhe che riconosce solo le auto della polizia.
Netanyahu ha ordinato di identificare e processare i militari che hanno raccontato i crimini commessi dall’Idf in NAZA. Non per i crimini che hanno commesso, però: perché li hanno raccontati in NAZA Il Primo Ministro vuole sapere chi sono e chiede di processarli per aver danneggiato gli interessi del Paese. Parlando con i registi di NAZA, non commettendo crimini.
Se vivete a Berlino potete scaricare una app che fa adottare un albero e manda una notifica quando l’albero ha sete e va innaffiato Si chiama Gieß den Kiez, mappa oltre 900 mila alberi della città e dice ai cittadini quali hanno urgentemente bisogno di acqua.
In Finlandia c’è la prima edizione del “Quietchella”, un festival in cui si va nella foresta e si sta in silenzio ad ascoltare i suoni della natura Il vero nome dell'evento è Hiljaa Fest, che significa festival in silenzio. Si tiene nel parco nazionale di Valkmusa fino al 31 ottobre e il programma ufficiale prevede esibizioni di questi artisti: vento, fagiano di monte, muschio delle torbiere e della falena rämekulmumittari.
Per sabotare anche le lezioni in DAD, gli studenti francesi stanno invitando a partecipare decine di sconosciuti che fanno un fracasso infernale finché la lezione non salta Li chiamano e-blocus: fanno girare i link delle videolezioni, in modo che diventino così caotiche che il docente non può che lasciar perdere.
Il protagonista della campagna elettorale in Brasile è diventato il “Bono della Paulista”, un ragazzo fisicatissimo che è andato a manifestare per Lula a petto nudo, con la tuta, la balaclava e la bandiera della Palestina Si chiama Israel Augusto Gomes dos Santos, ha 24 anni e vive a San Paolo. Fino a ieri aveva 380 follower su Instagram. Oggi ne ha 300 mila.

La donna e i suoi derivati

Ritratto di Blythe Masters, semisconosciuta e potentissima numero 1 di Wall Street

15 Marzo 2012

Mentre l’Europarlamento ha appena approvato le quote rosa obbligatorie nelle aziende, c’è un settore che il soffitto di cristallo l’ha sfondato da un pezzo: è quello della grande finanza, che in questi ultimi giorni ha visto l’ultima consacrazione di una giovane signora, Blythe Masters, oscura ai più ma che ha e ha avuto un ruolo fondamentale negli ultimi anni. Masters oggi è alla guida della divisione mondiale materie prime di Jp Morgan. Qualche giorno fa, la banca d’affari ha rilasciato i dati sul 2011, che mostrano risultati record proprio per questa divisione, con un giro d’affari triplicato rispetto all’anno precedente e arrivato a 2,8 miliardi di dollari. Un risultato particolarmente brillante perché i rivali del settore in questo momento arrancano: tra questi soprattutto Morgan Stanley e Goldman Sachs; quest’ultima pure guidata da un’altra lady del ferro (e del petrolio, del gas, dei cereali), Isabelle Ealet.

Ma la Masters, quarantatreenne nativa di Oxford, “un accento da Bbc” secondo un raro ritratto apparso sul magazine del Financial Times nel 2006, appassionata di cavalli, tifosa, sponsor e amica di Hillary Clinton, e oggi in prima linea nella lotta al cancro al seno, non è solo la più grande movimentatrice di petrolio, gas naturale e grano del mondo, come un personaggio di una Poltrona per Due. E’ anche la donna più potente di Wall Street, ma soprattutto è l’inventrice dei derivati. Laureata e masterizzata in economia (ma con una grande passione per i modelli matematici) al Trinity College, ha scalato tutte le posizioni a Jp Morgan, dove ha messo a segno una carriera mirabolante. Entra nel 1987 come stagista, e nel 2004 (a 34 anni) è chief financial officer; dal 2006 responsabile appunto delle materie prime. L’episodio fondante della sua carriera è del 1994, quando si trova a capo del “dream team” (o, secondo i detrattori, della “Jp Morgan mafia”) che inventa “le armi di distruzione di massa” della finanza, secondo una celebre definizione di Warren Buffett.

Tutto nasce grazie a un disastro ecologico: il 24 marzo 1989 la petroliera Exxon Valdez urtava contro una scogliera in Alaska disperdendo nell’ambiente circa 42.000 metri cubi di greggio e inquinando 1.900 chilometri di coste. In vista dei maxi risarcimenti, la Exxon chiese una linea di credito da 5 miliardi di dollari a Jp Morgan. A quel punto il team di banchieri capitanato dalla Masters si trovò di fronte a un dilemma: per garantire i 5 miliardi a Exxon, secondo le regole bancarie, avrebbe dovuto tenere ferma una quota dell’8% in riserve liquide, cioè 400 milioni di dollari che non avrebbero fruttato un dollaro. La scelta era tra perdere un vecchio e buon cliente come Exxon o perdere soldi. L’idea geniale venne alla Masters durante un weekend di lavoro a Boca Raton, in Florida: vendere il rischio a un soggetto terzo, in quel caso alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), tenendosi la liquidità. La banca pubblica, che aveva denaro inutilizzato, cercava un modo per investire a basso rischio. Nella remota possibilità che Exxon fosse stata incapace di rimborsare i 5 miliardi di debito, sarebbe diventato un problema della Bers. In cambio, Jp Morgan le avrebbe pagato un interesse, e avrebbe potuto utilizzare tutta la sua liquidità con altri investimenti.

L’operazione fu un successo, e la Masters perfezionò il sistema negli anni, mettendo il suo know how e la sua passione per i modelli matematici al servizio di Jp Morgan: visto che era difficile trovare una controparte da 5 miliardi di dollari tutte le volte che serviva, spalmò il rischio dei crediti in tanti piccoli pezzetti, che venivano messi sul mercato, venduti e scambiati, con un sistema che in origine si chiamava Bistro (Broad Index Secured Trust Offering) ma che poi venne cambiato in Cdo perché, si dice, evocava atmosfere parigine fuori luogo. Erano nati, comunque, i derivati. Le banche, spogliate dal rischio, li impacchettavano in tutte le forme possibili (una fra tutte quella sui mutui) e nello stesso tempo avevano molto più denaro da investire.

Da allora la carriera della Masters è decollata. Oggi è una dei pochissimi manager ad aver superato indenne la crisi e anzi ad aver scalato ulteriori gradini della sua carriera. Non è stata neanche insultata per strada come alcuni suoi colleghi maschi (forse perché a differenza dei suoi colleghi maschi ha sempre tenuto un profilo molto basso e non si è mai vantata dei suoi bonus). Oggi è una tranquilla signora molto attiva nella raccolta fondi per diverse cause umanitarie, che si concede pochissime interviste, tra cui una che fece scalpore nel 2008 al Guardian. In cui disse che “i derivati sono solo uno strumento”, che “non vanno demonizzati, sono come gli attrezzi di lavoro di un operaio”. Due anni prima al Financial Times confessò che “i derivati mi sembravano interessanti, forse perché avevo un approccio quantitativo, forse in realtà perché sono molto creativi”. Qualche anno fa, nel 2009, uno studio dell’Università di Cambridge tentò di dimostrare che se la finanza fosse stata guidata da manager-donne la crisi non sarebbe mai potuta accadere. Erano i mesi in cui circolava la battuta: se ci fosse stata una “Lehman Sisters” invece che una “Lehman Brothers”, sarebbe stato tutto diverso. La carriera di Blythe Masters sembrerebbe smentire questa teoria.

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.