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Dopo che la Francia ha rifiutato di unirsi al Board of Peace per Gaza, Trump ha iniziato a tormentare pubblicamente Macron Dalle minacce di dazi sullo champagne alla diffusione di messaggi privati, Trump sta "punendo" Macron per la decisione di non partecipare al suo progetto di ricostruzione di Gaza.
Per entrare nel Board of Peace per Gaza istituito da Trump bisogna pagare un miliardo di dollari Tutti soldi che verranno investiti nella ricostruzione della Striscia, ha giurato l'amministrazione americana.
Julian Barnes ha annunciato che il suo prossimo libro, Partenze, sarà anche l’ultimo Il romanzo uscirà il 20 gennaio anche in Italia per Einaudi. Dopo questo non ce ne saranno altri, come confermato dallo stesso scrittore.
È morto Valentino Garavani «Si è spento nella serenità della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari», si legge nella nota stampa della fondazione Valentino.
Il regime iraniano avrebbe intenzione di “scollegare” definitivamente il Paese da internet e farsi la sua Rete nazionale Il modello sarebbe l'internet della Corea del Nord e sistemi simili sperimentati in Russia e Cina: chiusi, inaccessibili, efficacissimi strumenti di censura.
Britney Spears si è chiesta «da dove ca**o salta fuori» la mela di Pistoletto in Stazione Centrale a Milano L'ha scritto sotto la foto di uno sconosciuto che, senza alcun apparente motivo, Britney ha voluto postare sul suo profilo Instagram.
Era dal 2013 che non si verificava un incidente ferroviario grave come quello in Andalusia Al momento sono 39 le vittime e 150 i feriti accertati nell'incidente, numeri che, purtroppo, quasi sicuramente saliranno.
Si è scoperto che a difendere la Groenlandia in caso di un attacco americano dovrebbe essere un viceammiraglio americano Doug Perry, 58 anni, veterano della navigazione sottomarina, è l'uomo che i Paesi membri della Nato hanno scelto per proteggere l'Artico.

BimboMinkia e PCS

Siamo sicuri che dare dei cretini a una nutrita fetta di prossimi adulti italiani sia una buona idea per il futuro del paese?

21 Settembre 2012

Da un po’ tempo mi sembra che il termine Bimbominkia (BM) abbia abbandonato i più reconditi anditi del web, anche noti come forum, dove è nato e ha trascorso la sua infanzia tra un flame e l’altro, per approdare con sempre maggiore frequenza sulle tastiere, negli articoli e nei tweet dei cosiddetti opinion maker. Tra chi ne fa generosamente uso mi viene in mente lo scrittore Giuseppe Genna, per esempio, e diversi altri tra giornalisti e opinionisti. Alcuni di questi sono probabilmente infastiditi dal predominio dei BM sui mezzi che prediligono per comunicare. Quasi quotidianamente infatti, i Trending Topic di Twitter sono intasati dagli argomenti prediletti dai BM (ovvero essenzialmente Justine Bieber e i turbamenti emotivi dell’adolescenza) tanto che il sito ha una batteria di server interamente dedicati a gestire il traffico prodotto dal solo teen-idol americano. Prima che venissero introdotti i topic su misura d’utente, non era raro trovarsi quotidianamente di fronte a liste di TT così composte: #BieberSeiTroppoCarino, #IlMioPrimoBacio, #KiAmaBieberSkrivaQui.

Essenzialmente il Bimbominkia è la versione contemporanea dell’adolescente-massa che esiste da quando esistono le masse, con la sola differenza che l’adolescente-massa del XXI secolo non si limita a incassare passivamente gli input della cultura pop che consuma ma dispone di strumenti per produrre output in modo più chiassoso e visibile di un tempo, causando non poco disturbo a chi vorrebbe che su Twitter etc si parlasse solo delle buone vecchie “Cose serie”. Si può dire che i BM siano la prima generazione di adolescenti-massificati nella storia, complessivamente in grado di dare autentiche grane ai “grandi” e ai “parlatori di cose serie”, i PCS. Ora, dopo aver subito per mesi il fuoco frontale dei BM, i PCS sono andati all’attacco e BimboMinkia è entrato a far parte del vocabolario “culturese” italiano come sinonimo di “cretino minorenne” o di “giovane coglione”, scegliete voi. BM è stato sdoganato negli articoli di giornale, nei tweet di influencer culturali, nei discorsi sullo stato delle cose del Paese, usato da scrittori e giornalisti con la stessa leggerezza con cui lo userebbe il più anonimo degli anonimi utenti di un anonimo forum nel corso del più anonimo flame. Lo dico qui: mi sembra una grande stupidaggine.

L’abuso di BM nel discorso d’opinione sulla gioventù italiana mi pare rispondere allo stesso istinto semplificatore, paternalista e sostanzialmente bacucco con cui, da che esiste la cultura pop, specialmente in Italia si sono incasellate generazioni di adolescenti: un atteggiamento pigro e pilatesco che si rifiuta di cercare risposte un po’ meno superficiali sui fenomeni giovanili, con l’aggravante che a differenza del passato – si trattasse di paninari, di rapper o di punk – BimboMinkia è una definizione che contiene un giudizio di valore piuttosto evidente ed è “letteralmente” un insulto. Questo equivale a dire che sdoganando il termine all’interno di vetrine pubbliche e mediatiche di rilievo nazionale, stiamo implicitamente dando dell’idiota a una nutrita fetta della prossima generazione di Italiani adulti, con tutto ciò che ne consegue in termini di consapevolezza generazionale, fiducia in se stessi e senso di responsabilità individuale e collettivo. Se davvero, come ci stiamo dicendo da un po’, abbondiamo di adolescenti demenziali nel nostro paese, piuttosto che esporli al pubblico ludibrio sarebbe meglio porsi qualche domanda su quello che abbiamo fatto o non fatto perché crescessero diversamente da quello che sono o su quello che possiamo fare da qui in poi per migliorare la situazione. Non è questa la sede per provare a ipotizzare, specie senza scadere in scenari da Cura Ludovico,  come o cosa si potrebbe fare in concreto ma di sicuro mi sento di poter dire che ripetere a loro e ripeterci tra noi PCS, dandoci di gomito l’un l’altro  “Ma guarda un po’ che rincoglioniti questi giovani” non serva a nessuno. Se vogliamo parlare di cose serie, parliamone seriamente.

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