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16:57 giovedì 23 aprile 2026
I produttori di Project Hail Mary stanno facendo di tutto per candidare all’Oscar come Miglior attore non protagonista James Ortiz, che però non è un attore ma il burattinaio che nel film muove l’alieno Rocky E a quanto pare potrebbero riuscirci, perché quella di Ortiz – che a Rocky presta anche la voce – è considerabile come una vera e propria prova attoriale.
Il prezzo dei preservativi aumenterà (almeno) del 30 per cento a causa della guerra in Medio Oriente Lo ha detto una fonte abbastanza attendibile: Goh Miah Kiat, il Ceo di Karex, il più grande produttore di preservativi del mondo.
C’è una nuova Global Sumud Flotilla in viaggio verso la Striscia di Gaza per portare aiuti umanitari Per imbarcazioni e persone coinvolte questa missione è grande il doppio della precedente. Secondo gli organizzatori, si tratta della più grande mai fatta per la Striscia.
Lo Studio Ghibli ha fatto un nuovo film ma lo potrà vedere solo chi quest’estate andrà al Ghibli Park Si chiama Notte nella valle delle streghe e verrà proiettato l'8 luglio alla presenza dei registi.
Per festeggiare i 50 anni di Io sono un autarchico, Nanni Moretti è andato al podcast Hollywood Party a raccontare tantissimi aneddoti, segreti e chicche sul film La puntata è disponibile su RaiPlaySound, assieme a Moretti c'è anche l'attore e amico Fabio Traversa.
ChatGPT è “indagato” nel caso di uno school shooting in Florida perché secondo gli inquirenti avrebbe contribuito all’organizzazione della strage Secondo l'accusa, l'imputato Phoenix Ikner avrebbe utilizzato il chatbot non solo come fonte di informazioni ma come un vero e proprio "consulente stragista".
Il Regno Unito vieterà la vendita di qualsiasi prodotto contenente nicotina ai nati dopo il 2009 per creare la prima generazione smoke free della storia Niente sigarette vere e proprie, niente sigarette elettroniche, niente nicotine pouch, niente di niente sarà accessibile a chi è nato dall'1 gennaio 2009 in poi.
Nel Diavolo Veste Prada 2 c’era anche Sydney Sweeney ma la sua parte è stata tagliata per una “scelta creativa” Il cameo dell'attrice, che doveva apparire nei panni di sé stessa, è stato cancellato. E, secondo molti, in questa decisione c'entrano gli scandali e la politica.

Farsi rimborsare un’app come un paio di jeans

07 Luglio 2014

Per restituire farsi rimborsare un telefono oppure un paio di pantaloni, basta avere tenuto lo scontrino, presentarsi in negozio entro i termini stabiliti e dimostrare di non avere utilizzato la merce. Farsi rimborsare un’app, invece, è una faccenda un po’ più complicata. Anche se, a breve, le cose potrebbero cambiare: infatti un tribunale coreano ha appena obbligato Apple ad adeguare la politica dei resi dell’App store a quelle dei negozi “normali”, e  secondo alcuni il colosso dell’informatica starebbe pensando di estendere la pratica ad altri paesi.

Per il momento, l’App store non prevede una “return policy” paragonabile a quella dei negozi standard. Tanto che nelle “iTunes Store Terms and Conditions” si legge chiaramente che «tutte le vendite sono definitive». È però possibile restituire e farsi rimborsare un’app rivolgendosi alla sezione «Report a Problem», anche se Apple non è tenuta ad accettare la richiesta.

Nella Corea del Sud, però, si è creato un movimento di genitori, preoccupati dal download selvaggio dei loro figli, che si sono rivolti a un tribunale, il quale ha accolto le loro richieste. Secondo il sito appleinsider.com la decisione del tribunale coreano potrebbe influenzare le politiche globali dell’azienda, che starebbe pensando di introdurre anche in altri paesi una return policy automatica.

Infatti anche in altri paesi ci sono stati casi di genitori sul piede di guerra a causa dei download effettuati dai figli: negli Stati Uniti, per esempio, Apple è stata costretta a rimborsare 32 milioni di dollari a una coppia il cui bambino aveva scaricato qualche app di troppo. Secondo alcuni osservatori, inoltre, la mancanza di un’accettazione automatica dei resi rappresentava di per sé un’anomalia.


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