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16:43 martedì 10 marzo 2026
L’Iran è riuscito quasi ad azzerare il traffico nello Stretto di Hormuz usando le onde elettromagnetiche contro le navi È il jamming dei sistemi di navigazione che usano il Gps, una tecnica di guerra elettronica sempre più usata ed efficace.
Wikipedia ha modificato le pagine di diverse città della Striscia di Gaza descrivendole come se non esistessero più Dalle modifiche è nata un'accesa polemica, con molti che hanno ricordato come migliaia di persone vivano ancora in quei posti, anche se distrutti.
Il bilocale che fu la prima casa di Pasolini a Roma è diventato un museo e si può visitare L'appartamento fu acquistato nel 2024 dal produttore Pietro Valsecchi, che lo ha poi donato al Ministero della Cultura.
Diecimila scrittori hanno pubblicato un libro vuoto per protestare contro le aziende che “rubano” le loro opere per addestrare le AI Si intitola Don't steal this book e tra i firmatari ci sono anche Kazuo Ishiguro e Mick Herron, l'autore di Slow Horses.
Milena Gabanelli è diventata meritatamente virale per aver detto che «Dio non ci ha ordinato di metterci a 90 gradi» davanti agli Usa Lo ha detto durante un collegamento con il TgLa7 di Enrico Mentana, rimasto anche lui piuttosto sorpreso dalla severissima uscita della collega.
L’Unione europea ha scorte di petrolio sufficienti per tre mesi e c’è chi inizia a essere seriamente preoccupato Con il petrolio che ha superato i 100 dollari al barile e lo Stretto di Hormuz chiuso, l'Europa inizia a guardare con una certa inquietudine alle sue riserve energetiche.
Un bambino di 9 nove anni ha presentato la sua collezione couture alla fashion week di Parigi Si chiama Max Alexander, ha quasi 6 milioni di follower su Instagram, Sharon Stone come cliente, e in sogno ha scoperto di essere la reincarnazione di Guccio Gucci.
Tutti i teatri dell’opera del mondo stanno massacrando Timothée Chalamet, compresa la Scala di Milano L'attore ha detto che «a nessuno importa del balletto e dell'opera». Il teatro ha risposto con un video piuttosto piccato.

Perché le settimane sono di sette giorni

18 Settembre 2015

Vi siete mai chiesti perché la settimana è composta proprio da sette giorni? La risposta più banale, «perché è sempre stato così», sembra in realtà essere la più corretta. Al contrario di unità di tempo misurabili, basate in genere sui movimenti astrologici, come gli anni o i giorni, la ripartizione della settimana in sette giorni non poggia su evidenze che non siano legate a usanze, misurazioni sbagliate o superstizioni. Non c’è infatti nessuna motivazione scientifica alla base, tanto che anche culture che utilizzano calendari diversi, come quella ebraica o bengalese, adottano i canonici sette giorni per cadenzare le settimane.

Un articolo di Atlas Obscura riprende la storia della settimana da sette giorni, iniziata con i babilonesi e con il loro numero sacro, il 7, dal numero di pianeti presenti nel Sistema Solare osservabili. Numero che ben si adattava alla necessità di suddividere un periodo di circa 30 giorni (i babilonesi adottavano già la suddivisione in mesi). L’egemonia, soprattutto culturale, dei babilonesi fece sì che il sistema venne adottato da gran parte delle società mediterranee. Fino ad arrivare ai greci e poi ai romani, che cambiarono il loro calendario, adottando quello giuliano, passando da una settimana da otto giorni ad una di sette. Ci sono stati anche tentativi di “ribellione” al dominio delle settimane da sette giorni. L’URSS ci provò due volte – nel 1929 e ’31 – fallendo però nel progetto, definitivamente abbandonato nel 1940.

Per cercare di dare una spiegazione al fenomeno, su Atlas, viene citata la teoria di Eviatar Zerubavel, professore di sociologia alla Rutgers University:«L’unico modo in cui la società può garantire che la continuità della sua vita non venga interrotta da fenomeni naturali, come ad esempio un ciclo lunare, è stabilire un ciclo settimanale di una lunghezza standardizzata», che infine collega la nascita della settimana da sette giorni a necessità commerciali.
Di natura commerciale è anche la relativamente recente invenzione del weekend come lo conosciamo, avvenuta – negli States – nel 1908 nelle fabbriche del New England, e continuata con Ford fino alla firma, nel ’30 del Fair Labor Standards Act.

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