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Quando il Congresso Usa “salvò” i diritti d’autore di Topolino (e quando sarà richiamato a rifarlo)

Le questione legate al copyright sono spesso alla ribalta negli Stati Uniti. Oggi i diritti d’autore possono durare anche più di un secolo, ma non è sempre stato così: ai tempi di Lincoln le licenze avevano una durata massima di vent’anni. A metà del XIX secolo la durata era già raddoppiata, mentre nel 1976 il Congresso fece passare una proposta di legge che estendeva il copyright alla vita del titolare dei diritti, più una copertura extra per i 50 anni seguenti.

La delibera del ’76 garantì anche un’estensione retroattiva ai lavori registrati prima della sua entrata in vigore: si passò da 56 a 75 anni di copertura: senza quest’ultima, i lavori pubblicati tra il 1922 e il 1941 sarebbero stati disponibili al pubblico tra il 1978 e il 1997. Tra queste opere figura anche Steamboat Willie (1928), il leggendario esordio di Mickey Mouse in un cartone animato, che sarebbe quindi diventato di “pubblico dominio”, ovvero utilizzabile liberamente da chiunque parecchi anni fa.

Negli anni Novanta, quando il termine del copyright delle opere coeve si avvicinava, i detentori dei diritti iniziarono a fare pressione sul Congresso americano, affinché venisse esteso ulteriormente. A premere sui legislatori di Washington furono soprattutto il gruppo Disney, gli eredi della famiglia Gershwin (compositori) e personaggi meno noti ma con interessi simili.

Il risultato fu che, esattamente 15 anni fa, il Presidente Bill Clinton firmò il Sonny Bono Copyright Term Extension Act, con i quale estese per altre due decadi il copyright delle opere degli anni Venti e Trenta. Dennis Karjala, docente di legge all’Università dell’Arizona, oggi dichiara al Washington Post che «non c’era un singolo argomento degno di qualunque tipo di analisi ragionevole»: si trattò di un favore concesso ai titolari dei diritti.

Tra cinque anni anche quest’ultima estensione scadrà, ma stavolta a battagliare per la liberalizzazione dei diritti di Topolino, William Faulkner e George Gershwin, il Congresso troverà molti amanti delle loro opere, che probabilmente sfrutteranno il web per far sentire la loro voce più di quanto accaduto in passato.

 

 

 

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