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10:36 lunedì 14 settembre 2026
Da gennaio la Svezia dà un “sussidio di rimpatrio” alle persone immigrate per andarsene via dal Paese, ma finora non lo ha richiesto praticamente nessuno Il programma è partito a inizio 2026. Finora ci hanno aderito soltanto 171 persone in tutta la Svezia. I cittadini stranieri sono più di due milioni, un quinto della popolazione totale.
C’è un videogioco in cui vivi le poche gioie e i tanti dolori di un dipendente di una piccola casa editrice indipendente Si chiama Small Press Tycoon, tutte le cose che si dicono e si vedono nel gioco fanno molto ridere perché, chi lavora nell'editoria indipendente può confermare, sono molto vere.
Secondo uno dei capi della sicurezza di Anthropic, «c’è il 10 per centro di probabilità che l’AI ci uccida tutti entro questo decennio» L'ennesimo dirigente di un'azienda AI che dice che le aziende AI stanno per far succedere qualcosa di grave. Senza che nessuno intervenga per fermarle.
Da oggi è disponibile in streaming La Superviviente, un incredibile documentario sulla donna che si inventò di essere una sopravvissuta all’11 settembre Diretto da Kike Maíllo, racconta la storia Alicia Esteve, che per sei anni finse di essere la sopravvissuta Tania Head. Finse tanto bene da diventare la presidente dell'Associazione dei sopravvissuti del World Trade Center.
Queste parole pronunciate nel 1979 da Emma Bonino sull’ipocrisia degli antiabortisti non sono mai state così attuali e così vere «Sono contro l'aborto, dicono. Però contro l'aborto clandestino nessuno faceva assolutamente niente», disse, in una storica puntata di Acquario di Maurizio Costanzo, andata in onda nel 1979 e disponibile su RaiPlay.
Che siano un record o meno poco importa, i 25 minuti di applausi per NAZA sono il momento più importante di questa Mostra del Cinema È l'unico documentario in concorso, il titolo è un acronimo militare israeliano che indica i civili che si prevede moriranno in un attacco e lo hanno realizzato due dei registi di No Other Land.
I Muse hanno dovuto cambiare nome utente su Instagram perché Muse ora è il nome del nuovo assistente AI di Meta La band è stata costretta ad abbandonare @Muse e accontentarsi di @Musetheband, perché l'AI, evidentemente, conta più della band.
Un’inchiesta di Haaretz sul 7 ottobre 2023 è valsa al giornale una querela di Benjamin Netanyahu in persona Il giornale sostiene che Netanyahu non prese alcuna iniziativa nonostante fosse stato avvertito di un imminente attentato di Hamas pochi giorni prima del 7 ottobre.

Quando il Congresso Usa “salvò” i diritti d’autore di Topolino (e quando sarà richiamato a rifarlo)

01 Novembre 2013

Le questione legate al copyright sono spesso alla ribalta negli Stati Uniti. Oggi i diritti d’autore possono durare anche più di un secolo, ma non è sempre stato così: ai tempi di Lincoln le licenze avevano una durata massima di vent’anni. A metà del XIX secolo la durata era già raddoppiata, mentre nel 1976 il Congresso fece passare una proposta di legge che estendeva il copyright alla vita del titolare dei diritti, più una copertura extra per i 50 anni seguenti.

La delibera del ’76 garantì anche un’estensione retroattiva ai lavori registrati prima della sua entrata in vigore: si passò da 56 a 75 anni di copertura: senza quest’ultima, i lavori pubblicati tra il 1922 e il 1941 sarebbero stati disponibili al pubblico tra il 1978 e il 1997. Tra queste opere figura anche Steamboat Willie (1928), il leggendario esordio di Mickey Mouse in un cartone animato, che sarebbe quindi diventato di “pubblico dominio”, ovvero utilizzabile liberamente da chiunque parecchi anni fa.

Negli anni Novanta, quando il termine del copyright delle opere coeve si avvicinava, i detentori dei diritti iniziarono a fare pressione sul Congresso americano, affinché venisse esteso ulteriormente. A premere sui legislatori di Washington furono soprattutto il gruppo Disney, gli eredi della famiglia Gershwin (compositori) e personaggi meno noti ma con interessi simili.

Il risultato fu che, esattamente 15 anni fa, il Presidente Bill Clinton firmò il Sonny Bono Copyright Term Extension Act, con i quale estese per altre due decadi il copyright delle opere degli anni Venti e Trenta. Dennis Karjala, docente di legge all’Università dell’Arizona, oggi dichiara al Washington Post che «non c’era un singolo argomento degno di qualunque tipo di analisi ragionevole»: si trattò di un favore concesso ai titolari dei diritti.

Tra cinque anni anche quest’ultima estensione scadrà, ma stavolta a battagliare per la liberalizzazione dei diritti di Topolino, William Faulkner e George Gershwin, il Congresso troverà molti amanti delle loro opere, che probabilmente sfrutteranno il web per far sentire la loro voce più di quanto accaduto in passato.

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