Hype ↓
11:34 venerdì 20 marzo 2026
Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.
Gli impallinati di alieni sono convinti che gli Usa stiano per dire che gli alieni esistono perché il governo ha registrato il dominio aliens.gov Tutti quelli che non sono impallinati di alieni, invece, dicono che è solo un altro tentativo di Trump di distrarre l'opinione pubblica dagli Epstein Files.
Qualcuno si è inventato un traduttore che traduce qualsiasi cosa dici nella ridicola lingua tipica di LinkedIn Si chiama Kagi Translate e vi insegnerà come trasformare qualsiasi cosa vi succede sul lavoro in un «nuovo emozionante capitolo!».
Dopo averci investito 80 miliardi di dollari e averci guadagnato zero dollari, Zuckerberg ha chiuso il metaverso di Meta Quattro anni a ripetere che in futuro avremmo tutti vissuto in Horizon Worlds. Oggi Horizon Worlds non esiste più.
Per i 25 anni della saga si terrà un rave party a tema Signore degli Anelli in cui il dj sarà Elijah Wood, cioè Frodo Baggins Insieme all’attore Zach Cowie, suo partner nel duo Wooden Wisdom, Wood guiderà un «rave in pieno stile Terra di Mezzo» il prossimo 31 maggio.
Zendaya sarà la protagonista di tutti i film più attesi del 2026 Sette film in un anno, uno più atteso dell'altro: si inizia con The Drama l'1 aprile e si finisce a dicembre con Dune 3.
Tulsi Gabbard, la Direttrice dell’Intelligence Usa, ha detto che non c’è nessuna prova che l’Iran stesse costruendo una bomba atomica Contraddicendo apertamente Trump, che il 4 marzo aveva detto che «se non avessimo attaccato entro due settimane, avrebbero avuto l'atomica».
Elio Germano si è fatto un profilo Instagram solo per far campagna per il No al referendum sulla giustizia La “canzone” che Germano canticchia nel video riprende quella che cantava Gigi Proietti in uno spot per il no al referendum sul divorzio.

L’invasione dei neonati su Internet

19 Maggio 2014


Non sono più solo nativi digitali. Oramai spesso i bambini, oltre a crescere fianco a fianco con la tecnologia, si ritrovano sul web prima ancora di poter scegliere di farlo autonomamente. Spesso anche pochissime ore dopo la nascita. Un articolo sul New York Times spiega la tendenza dei genitori a fornire un’identità digitale ai figli quando essi sono ancora neonati. E perché, nonostante non si tratti ancora di un fenomeno capillarmente diffuso, ne sia già nato un dibattito.

Il gesto più comune è quello di creare ai bambini una casella di posta elettronica, in modo da inviargli costantemente foto, video e aneddoti sulla loro infanzia che un giorno potranno riguardare. Insomma, il vecchio album su cui le mamme incollavano le prime foto dei loro neonati e annotavano il giorno in cui avevano parlato e per la prima volta è stato (in parte) sostituito dai supporti digitali. Alcuni genitori decidono anche di attivare ai figli degli account Facebook,  Twitter, Instagram e Tumblr. Altri ancora, invece, pubblicano molte immagini dei figli sui social network: anche senza un loro profilo o account, ai futuri adolescenti basterà scorrere quelli dei genitori per ripercorrere la loro storia.

La discussione sull’argomento verte attorno a un nodo centrale: che effetto fa scoprire di avere già una ricca storia digitale nel momento in cui si diventa capaci di andare su Internet? Secondo Kaveri Subrahmanyam, direttore associato del Children’s Digital Media Center dell’Università della California, «I genitori dovrebbero essere del tutto consapevoli di quello che fanno con la tecnologia, e non credo che siamo già arrivati a questo punto».

Alcuni ritengono addirittura che, in un’era votata al digitale come la nostra, i figli senza documentazione della loro infanzia sul web potrebbero sentirsi non amati. Secondo altri, invece, ognuno deve essere lasciato libero di scegliere cosa e in che misura condividere con il mondo intero quando ha l’età giusta per farlo. Una delle persone iscritte a questa corrente di pensiero è Derrick Harris, che nel 2012 pubblicò su Gigaom una lettera rivolta alla figlia all’interno di un articolo intitolato proprio “Why I’ll let my daughter shape her own digital identity” (“Perché lascerò che mia figlia crei la sua identità digitale”).

Articoli Suggeriti
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Leggi anche ↓
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero