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18:21 martedì 28 aprile 2026
Adesso anche TikTok fa la sua classifica dei bestseller Uscirà ogni mese e incrocerà le vendite dei libri con le visualizzazioni che i contenuti dedicati a quel libro ottengono sul social.
Quentin Tarantino ha fatto di tutto per fare il film crossover di Django e Zorro, ha convinto un produttore a finanziarlo ma all’ultimo momento ha detto che lui non ha voglia di dirigerlo Film basato, tra l'altro, su un fumetto scritto dallo stesso Tarantino. Che però, a quanto pare, di tornare sul set non vuole proprio saperne.
Il MoMA di New York ha organizzato una gara di sosia di Marcel Duchamp e della sua alter ego Rrose Sélavy Anche uno dei più importanti e prestigiosi musei del mondo cede al trend dei lookalike contest. L'appuntamento per i sosia è a New York il 30 aprile.
Dopo anni di digitalizzazione, la Svezia reintrodurrà carta e penna nelle scuole per contrastare il crescente analfabetismo di ritorno degli studenti Dopo che nel 2019 era stato deciso l'uso dei dispositivi digitali persino negli asili, ora il Paese spenderà oltre 200 milioni di euro in libri "veri e propri" da usare nelle scuole.
Il Cancelliere tedesco Mertz ha detto che nei colloqui di pace la diplomazia iraniana sta surclassando quella statunitense Secondo Merz, gli Usa hanno gravemente sottovalutato l'Iran e adesso non sanno come uscire da una situazione di stallo che loro stessi hanno creato.
Dopo quasi tre anni di distruzione, due ragazzi hanno aperto la prima nuova libreria di Gaza Si chiama Phoenix Library ed esiste grazie all'incessante lavoro di Omar Hamad e Ibrahim Massri.
Bon Iver ha fondato una cover band di Bob Dylan e l’ha chiamata Bon Dylan Band che farà soltanto due concerti, il 24 e il 25 luglio a Eau Claires, Wisconsin, città in cui Bon Iver ha vissuto tutta la vita.
C’è un’estensione per browser che quando passi troppo tempo a scrollare blocca il pc facendo comparire l’immagine di un gatto grassottello L'ha creata uno sviluppatore giapponese per frapporre tra sé e il doom scrolling un dissuasore felino a cui è difficile resistere.

Le scimmie che ci aiutano a scoprire l’origine del linguaggio

16 Settembre 2013

Si chiamano scimmie Gelada, sono della famiglia dei cercopitechi e abitano una zona molto ristretta in Etiopia, in un’altitudine che varia dai 2000 ai 4000 metri sul livello del mare. Non sono una specie rischio (classificate secondo il minimo livello) e sono oggetto di particolari attenzioni da parte degli studiosi perché il loro modo di comunicare può dirci molto su noi stessi e sugli stessi albori del linguaggio umano.

I fatti non sono nuovi, e l’importanza scientifica e antropologica delle scimmie Gelada è riconosciuta da tempo. Recentemente, un articolo della National Public Radio ha ospitato gli interventi di Morgan Gustison, ricercatore presso il Gelada Project della University of Michigan, e di Marcela Benitez, ricercatrice come Gustison. Gustison, in particolare, grazie a un sussidio ricevuto dalla National Geographic Society, sta studiando, armata di registratore, le scimmie direttamente nel loro habitat, il Parco Naturale dei Monti Semien.

La cosa sorprendente del modo in cui le Gelada comunicano, dice Morgan Gustison, è la varietà di vocalizzazioni che vengono emesse, e la quantità di espressioni facciali che le scimmie possiedono. A volte non emettono veri e propri suoni, ma si limitano a muovere le labbra facendole schioccare. Uno dei motivi per i quali, si sospetta, le comunicazioni delle Gelada siano più complicate di qualsiasi altra in natura, è che questi mammiferi vivono in gruppi enormi di più di mille elementi, un caso estremamente raro tra i mammiferi. Gli stessi ricercatori, per riuscire a distinguere i vari membri dell’enorme comunità, hanno dovuto assegnare alle famiglie delle lettere dell’alfabeto, riuscendo così anche a interpretare le alleanze tra i vari sottogruppi.

Le comunità di primati non umani, dice Marcela Benitez, solitamente vivono in gruppi molto ristretti in cui tutti conoscono tutti. Per le Gelada, invece, non è raro incontrare scimmie sconosciute all’interno della stessa comunità. Non essendoci una dimensione gerarchizzata in modo piramidale, allora, una delle ipotesi che sono state fatte sul particolare tipo di linguaggio utilizzato riguarda l’ordine sociale: un codice vocale elaborato è necessario in una complessa ed estesa comunità.

La società in cui sono organizzate le Gelada è tuttavia non del tutto pacifica: i maschi sono poligami, e i conflitti tra loro inevitabili. È proprio quando esplode un duello che le scimmie “dialogano” maggiormente, dice Benitez.

Una delle ipotesi “sul tavolo”, al momento, è quella che Gustison chiama «vocal grooming»: in un gruppo di scimmie molto largo, la comunicazione è necessaria a mantenere buone relazioni tra i membri, e i “gorgheggiamenti” delle Gelada potrebbe essere l’equivalente del cosiddetto “small talk” da cocktail party. Non è davvero importante cosa dici, ma il modo in cui lo dici. Ovvero: potrebbero non esserci specifici collegamenti tra un suono e un singolo significante, ma le diverse intonazioni potrebbero servire a esprimere condizioni come allerta, calma, minaccia, pericolo. Come facciamo noi stessi, tuttora, con i neonati, d’altronde.

Di qui l’importanza degli studi di Gustison e Benitez sulle scimmie Gelada: l’origine del linguaggio umano potrebbe aver seguito lo stesso percorso, nascendo in primo luogo come un veicolo soltanto “emozional-vocale” di comunicazioni basilari, per poi evolversi in qualcosa di sintatticamente definito.

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