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12:24 martedì 18 agosto 2026
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.

La scoperta di un fiume leggendario in Amazzonia

18 Febbraio 2016

Parte delle storie della tradizione della foresta amazzonica, la leggenda del fiume bollente è un racconto mitico tramandato per generazioni dai peruviani. Andrés Ruzo, geologo, l’ha sentita per la prima volta a 12 anni, quando viveva ancora in Perù e passava molto tempo con suo nonno. L’anziano aveva narrato che dopo che i conquistadores spagnoli detronizzarono l’ultimo imperatore Inca, si inoltrarono nella foresta pluviale in cerca di tesori e ricchezze. I pochi che tornarono, diceva la storia, parlarono di serpenti capaci di mangiare un uomo, malattie, infezioni, e di un fiume così caldo che la sua acqua letteralmente bolliva.

Anni dopo, Ruzo è diventato un ricercatore alla Souther Methodist University con una mappa geotermale dell’Amazzonia in preparazione come tesi di dottorato, quando si è ricordato delle parole del nonno. Appena ha provato a indagare maggiormente sul fiume della leggenda, tuttavia, lo studioso non ha ricevuto molti appoggi: i colleghi gli hanno detto che non c’era ragione di prendere per vero quel dettaglio (nella foresta non esistono attività vulcaniche tali da giustificare un fenomeno simile, d’altronde), e un professore, spazientito, una volta è arrivato a dirgli di non fare «domande stupide» se voleva davvero terminare il suo lavoro.

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Eppure il fiume esisteva, eccome, e alla fine Ruzo l’ha trovato grazie a una zia a cui era capitato di vederlo anni prima. Si trattava di Mayantuyacu, un centro termale noto da tempo al popolo indigeno Asháninka e nascosto nei recessi della foresta pluviale peruviana. La temperatura dell’acqua che scorre in questo luogo, un bacino profondo sei metri e largo fino a 25, è abbastanza alta da uccidere gli animali che vi cadono dentro, e per un breve tratto diventa così intensa da concretizzarsi nel bollore tramandato dal mito. Era il 2011 quando Ruzo è arrivato per la prima volta sulle sponde del fiume, e in quel momento da settant’anni nessuna pubblicazione scientifica aveva documentato questa peculiare meraviglia naturale.

Andrés Ruzo ha pubblicato un libro che parla della vicenda, The Boiling River: Adventure and Discovery in the Amazon, e ricevuto una somma da National Geographic per scovare le zone a rischio ambientale più elevato dell’Amazzonia. La stessa Mayantuyacu, d’altronde, è messa in serio pericolo da un disboscamento illegale incessante.

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