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Per entrare nel Board of Peace per Gaza istituito da Trump bisogna pagare un miliardo di dollari Tutti soldi che verranno investiti nella ricostruzione della Striscia, ha giurato l'amministrazione americana.
Julian Barnes ha annunciato che il suo prossimo libro, Partenze, sarà anche l’ultimo Il romanzo uscirà il 20 gennaio anche in Italia per Einaudi. Dopo questo non ce ne saranno altri, come confermato dallo stesso scrittore.
È morto Valentino Garavani «Si è spento nella serenità della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari», si legge nella nota stampa della fondazione Valentino.
Il regime iraniano avrebbe intenzione di “scollegare” definitivamente il Paese da internet e farsi la sua Rete nazionale Il modello sarebbe l'internet della Corea del Nord e sistemi simili sperimentati in Russia e Cina: chiusi, inaccessibili, efficacissimi strumenti di censura.
Britney Spears si è chiesta «da dove ca**o salta fuori» la mela di Pistoletto in Stazione Centrale a Milano L'ha scritto sotto la foto di uno sconosciuto che, senza alcun apparente motivo, Britney ha voluto postare sul suo profilo Instagram.
Era dal 2013 che non si verificava un incidente ferroviario grave come quello in Andalusia Al momento sono 39 le vittime e 150 i feriti accertati nell'incidente, numeri che, purtroppo, quasi sicuramente saliranno.
Si è scoperto che a difendere la Groenlandia in caso di un attacco americano dovrebbe essere un viceammiraglio americano Doug Perry, 58 anni, veterano della navigazione sottomarina, è l'uomo che i Paesi membri della Nato hanno scelto per proteggere l'Artico.
Josh Safdie ha detto che nella prima versione del finale di Marty Supreme Marty diventava un vampiro Persino un produttore dalla mente aperta come A24 ha pensato che fosse un finale troppo strano e l'ha costretto a cambiarlo, ha spiegato il regista.

Bambini felici? O intelligenti? Come cambia la percezione dell’infanzia nel mondo

15 Aprile 2013

Com’è avere due anni negli Stati Uniti? E in Olanda? E in Italia? Lo descrive uno studio sociale dell’Università del Connecticut. La titolare della ricerca, Sara Harkness, ha chiesto ai genitori di sessanta famiglie provenienti da sei diversi Stati di parlare dei propri figli. Gli attributi maggiormente ricorrenti nelle descrizioni delle mamme e dei papà sono quindi stati inseriti in un grafico.

I risultati dell’indagine lasciano spazio ad alcune considerazioni. Innanzitutto, negli Stati Uniti i genitori appaiono più inclini a fare riferimento alle qualità intellettuali del “pupo”, mentre in Europa le qualità più menzionate sono “felicità” e “semplicità”.

Gli autori considerano che questa differenza rifletta divergenze di carattere culturale che riguardano il ruolo sociale del bambino. Se, ad esempio, in USA i figli sono abituati a svolgere attività extrascolastiche, in Francia – come racconta un libro di Pamela Druckerman, Bringing up Bebe – l’essere buoni genitori spesso implica non iscrivere il bambino a troppi corsi e competizioni.

Inoltre, una sottolineatura più accentuata delle capacità intellettive del proprio figlio potrebbe essere connessa – sostiene Harkness – al fatto che gli americani lavorano in media più degli europei, premiando caratteristiche maggiormente valorizzabili nel mondo del lavoro.

Così, se il 6% dei genitori italiani definisce il proprio fanciullo “simpatico” e quasi il 10% “tranquillo”, oltreoceano a dominare sono “intelligente” e “fa domande”. Lontani dal fuggire, i “cervelli” negli States sono oggetto di attenzione fin dalla tenera età.


(via)

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