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20:34 martedì 15 settembre 2026
A quanto pare, il nuovo ayatollah Mojtaba Khamenei ha due grandi passioni: i film di Christopher Nolan e le startup tech Lo hanno detto il cognato e la suocera, parenti della moglie Zahra Haddad-Adel, uccisa nello stesso attacco in cui è morto il padre Ali, a diversi media vicini al regime.
Per la prima volta nella storia, e “grazie” agli Stati Uniti, ci sono armi anche nello spazio aperto Non esistono dettagli sul tipo di armi ma la US Space Force ha detto che «possono essere impiegate sia a scopo difensivo che offensivo».
Non contento di stare girando già una dozzina di film contemporaneamente, Luca Guadagnino ha pure disegnato una collezione di arredamento e abbigliamento di 140 pezzi per Zara 65 pezzi tra mobili e oggetti per la casa, a cui si affiancano 75 capi tra abbigliamento e accessori. Realizzati nei ritagli di tempo tra un set e un red carpet, si capisce.
La colonna sonora più incredibile dell’anno è quella di un documentario sulla scena rave ucraina in cui suonano Fred Again, Brian Eno, Aphex Twin, Sega Bodega e gli Idles Si intitola Black Sunflowers, ha debuttato al Toronto International Film Festival l'11 settembre e, anche e soprattutto grazie alla musica, è già uno dei documentari più chiaccherati dell'anno.
Secondo una ricerca pubblicata su Lancet, basterebbe una patrimoniale del 3 per cento sulla ricchezza dei miliardari per salvare la vita a 30 milioni di persone Un minuscolo contributo dei 3 mila miliardari che vivono nel nostro mondo, che collettivamente possiedono un patrimonio di 17 mila miliardi.
Bernie Sanders ha proposto una legge per punire chi sviluppa una “super AI” con la stessa pena di chi sviluppa un’arma nucleare illegale Proposta di legge (che difficilmente verrà approvata) a cui ha dato l'esplicativo titolo di Ban Artificial Superintelligence Act.
Sulle Dolomiti quest’anno ci sono davvero tutti, pure Timothée Chalamet Assieme a suo padre Marc, compagno di un'escursione che l'attore ha dettagliatamente raccontato in un post Instagram.
Il governo israeliano vuole revocare la cittadinanza ai registi di NAZA, Yuval Abraham e Rachel Szor, per alto tradimento Vincitori del Premio speciale della giuria a Venezia, i due si sono ritrovati accusati dal Ministro della Cultura Miki Zohar.

Il ruolo di Cuba nella lotta a Ebola

20 Ottobre 2014

Cuba è un’isola caraibica economicamente in condizioni di povertà, da oltre cinquant’anni colpita da un embargo commerciale statunitense. Le sue coste sorgono a una distanza di più di 7000 kilometri da quelle dell’Africa occidentale, in questo periodo tristemente note al mondo per l’incalzante avanzata dell’epidemia del virus Ebola. Eppure, come sottolinea il New York Times, Cuba sta giocando un ruolo da protagonista negli sforzi internazionali per contrastare la propagazione del virus. In particolare, l’isola è tra i soggetti leader nell’invio di personale medico specializzato nei luoghi del focolaio di Ebola.

Ciò che serve ai medici presenti in Africa occidentale è soprattutto la strumentazione adatta a isolare i pazienti ed effettuare diagnosi preventive. Come fa notare la column del Times, la situazione diplomatica tra Cuba e gli Stati Uniti ha conseguenze molto negative nella lotta a Ebola: Washington è la fonte della maggior parte degli aiuti finanziari, mentre L’Avana è per l’appunto il maggior contributore di personale medico, e il mancato coordinamento delle due impedisce di far segnare netti miglioramenti nel combattere l’epidemia.

Un team di medici cubani è alle dipendenze dell’Organizzazione mondiale della sanità, ma non è chiaro cosa avverrà in caso questi specialisti del settore dovessero contrarre il virus. Nel presentare la missione americana nella regione colpita dall’epidemia, l’amministrazione Obama ha evitato di specificare se ai medici cubani verrà fornita assistenza nel centro delle forze militari statunitensi a Monrovia, in Liberia.

Non è la prima volta che Cuba è in prima linea per fornire aiuti sul campo a popolazioni colpite da eventi spiacevoli: nel 2005 il governo dell’isola propose di creare una missione per aiutare gli abitanti di New Orleans dopo l’uragano Katrina; all’indomani del terremoto che distrusse Haiti nel 2010, un team di medici cubani si occupò dei malati di colera dell’ex colonia francese.

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