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04:21 venerdì 4 settembre 2026
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.
Per contrastare la denatalità, il governo di Singapore darà ai genitori 50 mila euro a figlio Si comincia con 10 mila dollari di Singapore alla nascita, poi ne arrivano 2 mila ogni anno dal primo compleanno fino ai sedici, poi altri sussidi: in totale quasi 70 mila dollari di Singapore per bambino, distribuiti fino ai diciassette anni.
Nel 2028 arriverà finalmente il sequel di Priscilla, regina del deserto Lo ha detto Guy Pearce, uno dei protagonisti. E le scene con il compianto Terence Stamp sono già state girate tutte.
Il nuovo report dell’Onu sulla crisi climatica dice sostanzialmente due cose: sta andando tutto molto male e andrà tutto sempre peggio Non solo non riusciremo a tenere l'aumento della temperatura sotto gli 1,5 gradi di media, ma entro la fine del secolo rischiamo che l'aumento tocchi i 3 gradi.
La nuova campagna di Valentino si chiama Interferenze ed è scattata in un ex centrale elettrica romana convertita in museo La campagna è stata scattata da Glen Luchford nella Centrale Montemartini di Roma, ex centrale elettrica convertita in museo nel 1997.

Il problema delle allucinazioni degli astronauti in orbita

09 Ottobre 2014

German Titov fu uno dei primi cosmonauti a viaggiare nello spazio. Uno dei primi due, a dire il vero, visto che fu il protagonista della missione sovietica Vostok 2, quella seguita allo storico primo viaggio spaziale di Yuri Gagarin. Tra i primati di Titov figura anche uno meno noto, ma ugualmente interessante: il sovietico sperimentò un insieme di fenomeni che oggi viene definito variamente “malattia dello spazio”, “demenza spaziale” o, in inglese, “space stupids”. Per dargli una definizione iniziale ma incompleta, si potrebbe parlare di sindromi allucinatorie degli astronauti in missione.

Quando Titov volò in orbita, appena dopo che la sua navicella si liberò dei razzi propulsori, ebbe l’impressione che il suo corpo volteggiasse. «All’improvviso mi sentii come se stessi facendo le capriole e poi volassi con le gambe per aria», dichiarò una volta rientrato sulla Terra il sovietico. Però in quei momenti non successe nulla di tutto ciò: quel che provava Titov era qualcosa di più simile a un’esperienza extrasensoriale.

Per la maggior parte degli astronauti queste sensazioni (che possono assumere le forme e i connotati più diversi, da una riduzione delle capacità intellettive a un senso di totale smarrimento) spariscono nel giro di un paio di giorni dall’inizio della missione, ma alcuni continuano ad accusarne i sintomi fino al ritorno a casa. Un equipaggio a bordo della stazione sovietica Salyut-5 una volta rientrò in Unione Sovietica dopo aver riportato alla base di un odore tossico a bordo della nave. Tuttavia, per quanto il caso specifico sia ancora dibattuto, alcuni psicologi hanno suggerito che si sia trattato di una forma di allucinazione dovuta all’alta pressione dello spazio occupato dagli astronauti.

Perché succedono queste cose? Le ricerche scientifiche degli ultimi decenni hanno dimostrato che la gravità gioca un ruolo fondamentale nel mantenere stabile il nostro senso di orientamento e la nostra consapevolezza spaziale. Laurence Harris, della canadese York University, ha diretto un team in un esperimento preposto al verificare quale fosse la soglia minima di forza gravitazionale necessaria al fine di non provare l’esperienza di Titov. Un gruppo di volontari si è coricata in una centrifuga che dava l’effetto di spostare il corpo verso il centro, e poco dopo gli è stato chiesto quale fosse l’allineamento di una lettera che sarebbe potuta apparire una “p” o una “d” a seconda della loro percezione dell’alto e del basso. Risultato: un essere umano ha bisogno (almeno) del 15% della gravità terrestre per una corretta percezione del proprio corpo nello spazio circostante. La gravità lunare, curiosamente, si situa proprio al limite di questa soglia, il che spiega le frequenti cadute dei cosmonauti sul suolo del nostro satellite.

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