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La tregua tra Usa e Iran prevederebbe un pedaggio di 2 milioni di dollari per ogni nave che passa per lo Stretto di Hormuz. Prima della guerra non c’era nessun pedaggio Il problema è che, secondo l diritto internazionale, non si può imporre un pedaggio in acque internazionali. Ma sia Iran che Usa hanno promesso di farlo.
L’autrice del best seller The Housemaid ha rivelato la sua vera identità perché era stanca di chi sosteneva che fosse un maschio Ha venduto milioni di copie in tutto il mondo con lo pseudonimo Freida McFadden, ma alla fine è deciso di rivelare il suo vero nome, Sara Cohen.
Un’importante associazione americana ha chiesto la rimozione di Trump in base al 25esimo Emendamento, quello che permette di destituire un Presidente perché mentalmente instabile La National Association for the Advancement of Colored People ricorrerà a questa misura estrema, usata, e solo in parte, in altri tre casi nella storia.
Dopo le polemiche sul mancato finanziamento da parte del Ministero della Cultura, decine di cinema in tutta Italia stanno riportando in sala il film su Giulio Regeni Oltre 60 cinema tra Roma, Milano, Torino, Bologna e Firenze hanno deciso di ricominciare a proiettare il film. E altri se ne stanno aggiungendo ora dopo ora.
Una biblioteca di Chicago cerca persone che sappiano leggere il corsivo per trascrivere dei testi antichi ma fatica a trovarle perché sempre meno persone sanno leggere il corsivo La Newberry Library sta trascrivendo tutti i documenti in corsivo conservati nel suo archivio, ma il progetto prosegue a rilento perché la lettura del corsivo è una competenza rara, ormai.
L’ultimo trend nel turismo è l’extreme daytrip, cioè viaggi all’estero, con voli low cost, che durano un giorno solo e in cui si visita tutto il visitabile in 24 ore senza fermarsi mai È la gitarella in giornata portata all'estreme conseguenze. Di stress, di turistificazione e di impatto ambientale, soprattutto.
Asghar Farhadi ha scritto una lettera in cui chiede a tutto il mondo del cinema di protestare contro Stati Uniti e Israele per quello che stanno facendo in Iran «Al di là di qualsiasi convinzione o posizione, uniamoci per fermare queste azioni disumane, illegali e distruttive», ha scritto il regista.
La partecipazione di Kanye West al Wireless Festival di Londra ha causato un disastro commerciale e una crisi politica Gli sponsor hanno abbandonato il festival, il governo ha negato il visto a Ye, il festival è stato cancellato. Tutto in 48 ore.

Il paniere del terrorismo mondiale

05 Dicembre 2012

È stato pubblicato ieri il rapporto annuale sulla situazione del terrorismo mondiale, chiamato Global Terrorism Index, e le notizie che porta non sono rassicuranti: negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a una preoccupante escalation di violenza in quasi ogni angolo della terra, con ovvi picchi nelle zone più tristementi famose.

Innanzitutto, una specifica: cosa si intende in questo rapporto per terrorismo? La definizione utilizzata è quella della University of Maryland: “The threatened or actual use of illegal force and violence by a non-state actor to attain a political, economic religious or social goal through fear, coercion or intimidation”. Anche la strage norvegese di Utoya, infatti, è inserita nella classifica. Il Global Terrorism Index è compilato con l’aiuto della già citata università, dell’Institute for Economics and Peace,  e dei dati del Global Terrorism Database forniti dal National Consortium for the Study of Terrorism and Responses to Terrorism.

In cima alla classifica dei paesi più colpiti dagli attacchi, quest’anno, c’è l’Iraq. In seconda posizione il Pakistan, seguito da Afghanistan e India. I dati dicono che dal 2002 al 2011 il mondo ha assistito a 22.678 iniziative terroristiche: il picco si è avuto nel 2007, e da lì il numero annuale non è mai sceso.

Prima dell’intervento statunitense in Iraq, il numero di attacchi era sceso a livelli pre-2000, ma dal 2003 in poi è iniziata la rapida escalation. Nel paese un tempo governato da Saddam Hussein si è concentrato un terzo del totale “bottino terroristico” mondiale dell’ultima decade, mentre nei paesi che occupano le prime tre posizioni in classifica (oltre all’Iraq, come già detto, il Pakistan e l’Afghanistan) addirittura il 50% del totale.

Gli attacchi sono in costante crescita: nel 2002 se ne registrarono 982, mentre nel 2011 ben 4564. Eppure le vittime, in rapporto, sono in calo. 3823 nell’anno post 11 Settembre, 7473 nel 2011. Il rapporto segnala inoltre che la maggior parte delle iniziative terroristiche causano meno di dieci morti, ma solo il 6% di questi sono gli stessi terroristi. Dal 2003 a oggi, la percentuale di offensive è aumentata del 460%. L’escalation più preoccupante, nell’ultimo anno, riguarda lo Yemen, al quinto posto nella classifica mondiale, seguito da Somalia, Nigeria, Thailandia, Russia e Filippine. Soltanto 31 paesi, su 158 studiati, non hanno registrato attacchi dal 2002 in poi. E quale, tra questi, è il più sicuro del pianeta? Non dovrebbe suonare troppo strano: gli Stati Uniti d’America.

L’intera ricerca è consultabile qui.

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