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00:06 venerdì 20 marzo 2026
Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.
Gli impallinati di alieni sono convinti che gli Usa stiano per dire che gli alieni esistono perché il governo ha registrato il dominio aliens.gov Tutti quelli che non sono impallinati di alieni, invece, dicono che è solo un altro tentativo di Trump di distrarre l'opinione pubblica dagli Epstein Files.
Qualcuno si è inventato un traduttore che traduce qualsiasi cosa dici nella ridicola lingua tipica di LinkedIn Si chiama Kagi Translate e vi insegnerà come trasformare qualsiasi cosa vi succede sul lavoro in un «nuovo emozionante capitolo!».
Dopo averci investito 80 miliardi di dollari e averci guadagnato zero dollari, Zuckerberg ha chiuso il metaverso di Meta Quattro anni a ripetere che in futuro avremmo tutti vissuto in Horizon Worlds. Oggi Horizon Worlds non esiste più.
Per i 25 anni della saga si terrà un rave party a tema Signore degli Anelli in cui il dj sarà Elijah Wood, cioè Frodo Baggins Insieme all’attore Zach Cowie, suo partner nel duo Wooden Wisdom, Wood guiderà un «rave in pieno stile Terra di Mezzo» il prossimo 31 maggio.
Zendaya sarà la protagonista di tutti i film più attesi del 2026 Sette film in un anno, uno più atteso dell'altro: si inizia con The Drama l'1 aprile e si finisce a dicembre con Dune 3.
Tulsi Gabbard, la Direttrice dell’Intelligence Usa, ha detto che non c’è nessuna prova che l’Iran stesse costruendo una bomba atomica Contraddicendo apertamente Trump, che il 4 marzo aveva detto che «se non avessimo attaccato entro due settimane, avrebbero avuto l'atomica».
Elio Germano si è fatto un profilo Instagram solo per far campagna per il No al referendum sulla giustizia La “canzone” che Germano canticchia nel video riprende quella che cantava Gigi Proietti in uno spot per il no al referendum sul divorzio.

Il mistero della polvere lunare

08 Novembre 2013

Quando Neil Armstrong e Buzz Aldrin tornarono dalla loro storica missione sulla luna, l’11 luglio 1969, portarono anche circa venti chili di materiale geologico, chiuso in una scatola sigillata in modo da mantenere la bassa pressione dell’ambiente lunare. Al loro ritorno a Houston, con grande stupore, si accorsero di avere un problema: le chiusure erano state distrutte dalla polvere lunare.

Questa polvere, finissima, è formata dalla collisione di meteoriti sul suolo della Luna, e – contenente silicio e materiali ferrosi – è dotata di contorni affilatissimi, dovuti alla totale assenza di forme di erosione da acqua e vento. In un suo libro uscito nel 2006, Return to the Moon, l’astronauta Harrison Schmitt arrivò a scrivere che «la natura invasiva della polvere lunare per i coloni e il design ingegneristico è un problema maggiore delle radiazioni».

La moon dust non ricopre soltanto la superficie lunare, ma fluttua anche a un’altezza di 100 chilometri. Negli anni Sessanta alcune sonde notarono per la prima volta la formazione di nuvole di polvere che stazionavano a poca distanza dal suolo durante l’alba lunare. Tempo dopo Gene Cernan, astronauta della missione Apollo 17, registrò un fenomeno simile sulla linea che separa il giorno dalla notte sulla Luna (anche conosciuta come “linea grigia”).

La formazione di queste nuvole, tuttavia, rimane un mistero per gli esperti: non essendoci alcun vento, la loro origine è difficilmente comprensibile. Nessuna delle ipotesi presentate finora è stata confermata da dati empirici. Nel settembre scorso la NASA ha lanciato una sonda per approfondire la questione, nell’ambito della missione Lunar Atmosphere and Dust Environment Explorer (LADEE). Il suo obiettivo, nei prossimi mesi, sarà analizzare la composizione molecolare delle polveri che gravitano intorno al satellite terrestre.

(via)

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