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C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.

Il discorso di Faulkner che conquistò la platea dei Nobel

10 Gennaio 2014

Accanto alla kermesse dei premi Nobel, negli anni si è sviluppato un sottogenere che gli appassionati e gli addetti ai lavori non considerano meno importante e simbolico della cerimonia stessa: quello degli acceptance speech, i discorsi che i freschi vincitori del Nobel consegnano alla Storia.

Nell’ottobre del 1954 Ernest Hemingway, dopo essersi visto consegnare il Nobel per la letteratura, fece un celebre discorso in cui disse «scrivere, nella sua forma migliore, è una vita solitaria» e lodò il valore insito nel lavorare in solitudine. Alice Munro, la canadese ultima vincitrice del titolo, l’anno scorso rivoluzionò la pratica facendosi intervistare dall’Accademia di Svezia. Ma uno dei discorsi più ispirati e riusciti fu quello del 1949 dello scrittore William Faulkner, premiato col Nobel per la letteratura per il suo L’urlo e il furore (1929).

Il suo discorso, ascoltabile in fondo a questo articolo, esordì così:

Ladies and gentlemen,

I feel that this award was not made to me as a man, but to my work – a life’s work in the agony and sweat of the human spirit, not for glory and least of all for profit, but to create out of the materials of the human spirit something which did not exist before. So this award is only mine in trust. It will not be difficult to find a dedication for the money part of it commensurate with the purpose and significance of its origin. But I would like to do the same with the acclaim too, by using this moment as a pinnacle from which I might be listened to by the young men and women already dedicated to the same anguish and travail, among whom is already that one who will some day stand here where I am standing.

Si trattò essenzialmente di uno speech incentrato sul valore non soltanto della scrittura, ma dell’umanità in quanto tale, che Faulkner – nell’era dei conflitti mondiali e della bomba atomica – si rifiuta di considerare condannata; crede invece che il ruolo del poeta e dello scrittore sia esattamente quello di perpetuarla «innalzando i cuori» degli uomini dai travagli della loro vita quotidiana.

I decline to accept the end of man. It is easy enough to say that man is immortal simply because he will endure: that when the last dingdong of doom has clanged and faded from the last worthless rock hanging tideless in the last red and dying evening, that even then there will still be one more sound: that of his puny inexhaustible voice, still talking.

I refuse to accept this. I believe that man will not merely endure: he will prevail. He is immortal, not because he alone among creatures has an inexhaustible voice, but because he has a soul, a spirit capable of compassion and sacrifice and endurance. The poet’s, the writer’s, duty is to write about these things. It is his privilege to help man endure by lifting his heart, by reminding him of the courage and honor and hope and pride and compassion and pity and sacrifice which have been the glory of his past. The poet’s voice need not merely be the record of man, it can be one of the props, the pillars to help him endure and prevail.

(via)

Nella foto: William Faulkner (1897-1962).

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