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15:57 lunedì 10 agosto 2026
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.

Il 99% della plastica finita negli oceani è sparita

03 Luglio 2014

Il rapporto tra l’uomo e la plastica, il materiale sintetico più diffuso al mondo, inizia ufficialmente attorno al 1950, anno in cui le industrie chimiche produssero oltre 2 milioni di tonnellate di questa nuova invenzione. Le materie plastiche ebbero poi un successo istantaneo e duraturo: negli anni Settanta  la produzione era già aumentata di venti volte, e la plastica diventata un materiale di utilizzo sempre più comune, quotidiano.

La questione, ovviamente, ha anche un risvolto ambientale: come spiega Quartz, almeno lo 0,1% di questi enormi cumuli di poliestere, bachelite e polivinilcloruro è regolarmente finito negli oceani a partire dal 1970: un milione di tonnellate, stando alle stime più caute. Eppure, incredibilmente, di tutta quella plastica nei nostri mari, negli oceani non c’è quasi alcuna traccia. Una ricerca pubblicata da un’equipe internazionale di scienziati ha catalogato i rimasugli di questo materiale che vagano alla deriva in superficie, giungendo a stimare che solo tra le 7 mila e le 15 mila tonnellate di plastica galleggiano su Pacifico, Atlantico e Indiano. In altre parole: tra il 97 e il 99% dei depositi accumulatisi in sessant’anni sarebbe andato perso.

La spiegazione più probabile dietro questo fenomeno è che i pesci più piccoli, come il pesce lanterna e altri della zona mesopelagica, si cibano di plastica. Secondo la teoria più plausibile elaborata dai ricercatori infatti, questi esseri viventi, i più diffusi degli oceani ma di solito confinati alla profondità, di notte risalirebbero in superficie per mangiare. Trovando, appunto, sacchetti di plastica e altri rifiuti alla deriva. Una prova del fatto sarebbe che le creature di cui sono soliti cibarsi questi pesci hanno le stesse dimensioni dei frammenti di plastica andati persi: tra gli 0,5 e i 5 millimetri.

La dieta a base di plastica dei pesci mesopelagici potrebbe, almeno potenzialmente, avere conseguenze anche sull’uomo: i frammenti plastici di cui sopra, dice lo studio, sono stati rinvenuti anche in predatori come il tonno e lo sgombro.

(via)

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