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C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.

I panorami più surreali di Google Earth

03 Aprile 2013

A Mountain View, la città californiana della contea di Santa Clara, Google Earth arrivò nel 2005. Precedentemente era noto come “Keyhole” – dal nome della società di mappe digitali che l’aveva originariamente sviluppato, prima che venisse acquistato, l’anno precedente, dal gigante dei motori di ricerca. Nel 2011 il numero di download del software toccò il traguardo di un miliardo: basta questa cifra a spiegare il successo del prodotto, da allora entrato nel novero dei programmi must-have tanto dei professionisti quanto dei neofiti dell’informatica.

Clement Valla è un artista francese che risiede da anni negli Stati Uniti e si occupa di design grafico e sistemi di algoritmi. Proprio la sua passione l’ha condotto a passare al setaccio le vedute aeree del motore 3D di Google Earth, fino a scovare panorami quantomeno surreali. È il caso di questa superstrada, all’apparenza un’opera spuria di Picasso.

Valla, professore associato alla Rhode Island School of Design, ha raccolto le vedute di questo tipo in un sito, Postcards from Google Earth. Viadotti, ponti e autostrade deformati dominano la raccolta di capture del sito. Le linee sinuose dei percorsi stradali, universalmente considerate esempi di realismo fotografico, negli scorci di Valla diventano molli e oniriche come gli orologi di Dalí.

Il motivo di questi presunti errori del software – che errori non sono, a ben vedere – è chiarito dallo stesso autore in un’intervista:

Le immagini 3D come quelle di Google Earth sono generate attraverso un processo chiamato texture mapping. Si tratta di una tecnologia sviluppata da Ed Catmull negli anni Settanta. Nella modellazione 3D, una texture map è un’immagine piatta che viene applicata sulla superficie di un modello 3D […] Le texture sono più simili ad una scannerizzazione che ad una fotografia. La superficie che rappresentano coincide con quella di un piano immagine, mentre una foto rappresenta lo spazio oltre il piano. Questa differenza potrebbe essere riassunta in un altro modo: noi vediamo attraverso una fotografia, ma guardiamo una texture. Questa è una distinzione importante nel modeling 3D, dal momento che le texture si estendono sulla superficie di un modello tridimensionale, diventandone essenzialmente le skin.

In parole povere, assurdità grafiche di questo tipo non sono errori del sistema, ma sono ricomprese nel sistema stesso, in quanto parte del conflitto tra il modello a tre dimensioni utilizzato da Google Earth e alcune fotografie aeree con inclinazioni, profondità e ombre particolari. Per dirla con le parole di Valla, nel generarle «il computer sta facendo esattamente ciò che gli è chiesto di fare.»

(via & via)

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