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18:28 mercoledì 29 aprile 2026
Secondo uno studio, nelle città europee sta diventando quasi impossibile spostarsi senza la macchina Milano è una delle poche in cui si riesce a muoversi almeno un po' con i mezzi pubblici. A Roma, invece, la situazione è disastrosa.
Mentre faceva uscire il nuovo singolo, preparava un tour continentale e invitava a boicottare l’Eurovision, Robert Del Naja dei Massive Attack ha trovato anche il tempo di farsi arrestare a una manifestazione pro Palestina Stava manifestando a Trafalgar Square esponendo un cartello con su scritto «Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action».
Quest’anno in concorso al Festival di Cannes ci sono soltanto film lunghissimi Oltre la metà durano più di due ore, ben otto superano le due ore e mezza, ce n'è uno che arriva a tre ore e un quarto.
Il Met Gala starebbe abbassando i prezzi perché con Jeff Bezos e Lauren Sánchez a finanziarlo nessuno ha granché voglia di andarci Dagli iniziali 75 mila dollari per l'ingresso e 350 mila per un tavolo da 10, i prezzi adesso si starebbero abbassando sensibilmente.
Con tutto quello che sta succedendo nel mondo, Donald e Melania Trump stanno impiegando tempo ed energie per litigare con Jimmy Kimmel (di nuovo) Stavolta i Trump si sono arrabbiati per una battuta in cui Kimmel definiva Melania «una vedova in divenire».
Acne Paper ha messo in mostra per la prima volta 70 disegni di René Bouché che ritraggono 70 donne che hanno fatto la storia Tra i ritratti dello storico illustratore di Vogue compaiono i volti di Lee Radziwill, Billie Holiday, Helena Rubinstein e Babe Paley.
Adesso anche TikTok fa la sua classifica dei bestseller Uscirà ogni mese e incrocerà le vendite dei libri con le visualizzazioni che i contenuti dedicati a quel libro ottengono sul social.
Quentin Tarantino ha fatto di tutto per fare il film crossover di Django e Zorro, ha convinto un produttore a finanziarlo ma all’ultimo momento ha detto che lui non ha voglia di dirigerlo Film basato, tra l'altro, su un fumetto scritto dallo stesso Tarantino. Che però, a quanto pare, di tornare sul set non vuole proprio saperne.

Gli imperativi morali cambiano a seconda del linguaggio?

21 Maggio 2014

Una lingua contiene al suo interno anche una visione della realtà? La scrittrice Eva Hoffman, nelle sue memorie di figlia bilingue di immigrati polacchi negli Stati Uniti, ricorda come a una stessa domanda formulata nelle sue due lingue madri seguissero due risposte diverse. Numerosi team di scienziati si sono già interrogati su come e perché il passaggio da un idioma all’altro possa non solo tradurre un’informazione ma anche cambiarne il senso. Un recente studio pubblicato su Plos One e diretto da Albert Costa ha affrontato per la prima volta la questione dal punto di vista morale, cercando di comprendere se le nostre scelte etiche possono cambiare a seconda della lingua in cui le esprimiamo.

Per dare una risposta a questo dilemma gli scienziati hanno condotto due studi e ne hanno poi confrontato i risultati. Il primo funziona più o meno così: immaginate il carrello di un treno che si muove velocemente verso cinque operai, che non se ne accorgono e che quindi non riusciranno a mettersi in salvo prima che il veicolo li travolga. Pensate, allo stesso tempo, di essere vicino a un interruttore che, se premuto, cambierà la direzione del carrello verso un altro binario, dove si trova solo un operaio. È moralmente giusto sacrificare la vita di una persona per salvarne cinque?

Prima di verificare le differenze nelle risposte a questa domanda nelle varie lingue, i ricercatori hanno chiesto agli intervistati di figurarsi un altro caso simile. La questione di fondo è la stessa (evitereste la morte di cinque persone provocando quella di qualcun altro?), ma la responsabilità aumenta: ipotizzate di camminare su un ponte, sotto il quale c’è un binario. Vedete il carrello di cui sopra accelerare verso gli stessi cinque operai, ma questa volta accanto a voi c’è un uomo robusto con indosso uno zaino molto pesante. Gettarlo giù dal ponte bloccherebbe il carrello e metterebbe in salvo i cinque. Anche questo è eticamente ammissibile? Premere un interruttore implica una responsabilità nettamente inferiore rispetto all’azione di spingere giù una persona da un passaggio sopraelevato. E infatti i risultati dei due sondaggi paralleli sono molto diversi.

Nel caso della prima domanda, sia che venisse posta nella lingua madre degli intervistati che in una lingua diversa, le risposte non cambiavano molto: circa il 71% delle persone consideravano ammissibile l’atteggiamento. Per quanto riguarda invece il secondo quesito, gli studiosi hanno riscontrato un maggior coinvolgimento emotivo tra le persone e, di conseguenza, un cambiamento nelle reazioni a seconda della lingua utilizzata. In media il 18% degli intervistati ha ritenuto condivisibile il gesto di gettare giù dal ponte l’uomo con lo zaino rispondendo alla domanda nella propria lingua, mentre in un idioma straniero la percentuale è salita al 44%.

I risultati dei due esperimenti dimostrano come la partecipazione emotiva alla realtà è più forte se espressa nella propria lingua, mentre quando il pensiero umano utilizza delle informazioni tradotte è sempre più razionale. Nel caso di persone bilingue – come ipotizzato da Catherine Caldwell-Harris, professore associato di psicologia alla Boston University – le differenze linguistiche si assottigliano fino a scomparire quasi del tutto.

(via)

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