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Un generale iraniano ha detto che l’Iran si bombarderà da solo pur di non farsi invadere e occupare dagli Usa Lo ha dichiarato alla tv di Stato iraniana il generale di brigata Mohammad Akrami-Nia, secondo il quale «questa è la logica della guerra».
Il Comune di Barcellona ha eliminato il bike sharing privato perché le persone abbandonavano sempre le bici in mezzo alla strada e non pagavano mai le multe Spariranno dalle strade 4500 bici delle flotte private. Ma resteranno 8 mila del servizio di bike sharing fornito dal Comune stesso.
Jennifer’s Body è diventato un film cult per la Gen Z ed è per questo che si è deciso di farne un sequel, con le stesse protagoniste dell’originale Le riprese del nuovo capitolo del film del 2009, con Megan Fox e Amanda Seyfried che ritornano ai ruoli di Jennifer e Needy, inizieranno a ottobre.
A Londra ci sarà la prima maratona corsa dentro un negozio Ikea Consiste nel fare 17 giri da un kilometro e mezzo. I posti disponibili sono 80 e non è ammesso il pubblico.
Sarà una coincidenza, ma negli USA durante i Mondiali si è registrato un grandissimo aumento delle richieste di giorni di malattia Il giorno dopo il Knockout Tuesday, la sconfitta negli ottavi di finale contro il Belgio, negli uffici c'era il 26 per cento di presenti in meno.
In Giappone hanno inventato i frigoriferi per tenere al fresco gli esseri umani durante le ondate di calore Costano 9 mila euro, all'interno c'è una sedia, la temperatura è a 15 gradi Celsius, quando ti siedi l'aria fresca viene soffiata verso testa, collo, spalle e schiena.
Il trend social del momento si chiama As Nolan Intended, cioè persone che guardano Odissea su dispositivi assurdi per prendere in giro Nolan e la sua fissazione con l’IMAX Sullo schermo di una lavatrice, su un Apple watch, su un Tamagotchi, sulla macchinetta obliteratrice del bus. Tutto pur di indispettire Nolan.
Dopo la cancellazione del concerto di Bad Bunny a causa della grandine, parecchie persone si sono convinte che fare concerti a Milano porti sfortuna È successo a lui, a Rosalia, a Bruce Springsteen, ad A$AP Rocky, ai Flaming Lips... Forse è il caso di iniziare a preoccuparsi?

Chi è Alaa, il blogger egiziano, e perché arrestano sempre lui

29 Novembre 2013

La notte tra giovedì e venerdì è stato arrestato Alaa Abd El-Fattah, uno dei più noti blogger egiziani. Chi segue le vicende mediorientali su Twitter, probabilmente lo conosce come @alaa e avrà certamnte notato l’hashtag #FreeAlaa. A dare la notizia dell’arresto è stata, proprio su Twitter, sua moglie Manal (@manal).

Tra i famosi blogger egiziani (Mahmoud Salem, più noto come Sand Monkey, BigPharaoh, Zeinobia e Mona Eltahawy, per dirne alcuni) Alaa è quello che è stato arrestato più spesso negli ultimi anni. Tanto che c’è chi sostiene che il suo recente arresto sia una sorta di termometro della situazione politica egiziana.

Al momento l’Egitto si trova sotto il controllo dell’esercito, che ha effettuato un colpo di Stato in cui ha deposto il presidente islamista Morsi, uno dei leader dei Fratelli Musulmani. Morsi, a sua volta, era giunto al potere dopo le prime elezioni democratiche della storia dell’Egitto, ma una volta giunto al potere si era comportato da autocrate, mettendo in galera gli oppositori politici e sparando sulla folla di manifestanti. Prima di lui, c’era Hosni Mubarak, dittatore giunto al potere nel 1981 dopo la morte del suo predecessore.

Tutti e tre questi governi hanno arrestato Alaa Abd El-Fattah almeno una volta.

Maggio 2006

Alaa Abd El-Fattah, a quel tempo 25 anni, era un giovane attivista anti-Mubarak che aveva messo insieme con la fidanzata, poi moglie, il blog manalaa. Viene arrestato durante una manifestazione pacifica a favore di una magistratura indipendente. La moglie organizza una campagna per liberarlo. In un periodo in cui i social media non erano diffusi, apre un sito intitolato FreeAlaa. Contemporaneamente, cerca di lanciare una “Google bomb” facendo associare alla parola “Egypt” il sito “FreeAlaa”, ma l’esperimento fallisce. Alaa comunque viene liberato dopo 45 giorni di detenzione. A quei tempi c’era Mubarak. Alaa parteciperà alla rivoluzione di piazza Tahrir, senza però essere arrestato.

Ottobre 2011

Alaa partecipa alle manifestazioni di Maspero (nome dell’edificio della TV egiziana al Cairo) in difesa dei diritti dei cristiani, dove le forze dell’ordine uccidono almeno 27 manifestanti. Verrà scarcerato dopo due mesi. In quel periodo era al potere lo Scaf, il consiglio delle Forze Armate che si era auto-incaricato di traghettare l’Egitto dalla caduta di Mubarak alle prime elezioni.

Marzo 2013

Alaa partecipa alle manifestazioni contro il presidente Mohammed Morsi. Viene accusato di “incitamento” contro il governo e questa volta si costituisce di sua spontanea volontà. La sua detenzione dura solo un giorno, ma ottiene molta visibilità. Al potere ci sono i Fratelli Musulmani.

Novembre 2013

Manal dà la notizia di un nuovo arresto. Su Twitter racconta di come la polizia sia entrata in casa loro sfondando la porta, picchiando lei e prendendo a forza Alaa, che ora si troverebbe in una prigione in mezzo al deserto. Manal ha successivamente postato su Twitter le foto del pavimento di casa insanguinato: la natura cruenta dell’arresto è aggravata dal fatto che la coppia, 31 anni lui e 30 lei, ha un bambino piccolo.

Da almeno un decennio Alaa è uno dei blogger filo-democrazia più attivi in Egitto, cosa che di per sé fa di lui un bersaglio. A differenza di altri noti attivisti (i sopracitati Mahmoud Salem, BigPharaoh e Zeinobia), che sono attivi sia in arabo che in inglese, scrive soprattutto in arabo. È dunque molto conosciuto in Egitto e un po’ meno in occidente, cosa che fa di lui una “preda più facile” per il regime.

Per saperne di più: il resoconto sul blog Egyptian Chronicles, in inglese.

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