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La notizia di Martin Scorsese che decide di usare l’AI per disegnare gli storyboard dei suoi film non poteva essere accolta peggio Il regista ha annunciato una collaborazione con una start up AI tedesca. La reazione è stata notevolmente negativa.
ll governo tedesco ha approvato una riforma che equipara i club ai teatri e li protegge dalla speculazione immobiliare Si spera così di fermare la Clubsterben, la morte dei club, una crisi gravissima che in questi anni ha portato alla chiusura di decine di locali storici.
Il brand di skincare The Ordinary se la sta prendendo con l’assurdo marketing e i prezzi folli dei brand di skincare “Buy the ingredients, not the hype”, si intitola la nuova campagna del brand, in cui a prodotti di uso comune viene applicata la stessa maggiorazione di prezzo che si usa con gli ingredienti dei cosmetici.
Phoebe Bridgers ha organizzato un concerto a sorpresa al Madison Square Garden di New York e i biglietti costano un dollaro Il concerto è previsto per questa sera e varrà la solita regola a cui Bridgers tiene molto: niente telefoni.
Per la prima volta al mondo, una cittadina in California ha votato per impedire totalmente e permanentemente la costruzione di data center È successo a Monterey Park, dove l'86 per cento dei cittadini ha votato per vietare per sempre la costruzione di data center.
A Oxford sta per aprire la prima libreria che vende esclusivamente romantasy Si chiama Bad Girl Books e l'ha aperta Starlin Marot, che prima di diventare libraia faceva la tiktoker. La booktoker, per la precisione. Di romantasy, ovviamente.
L’ultima moda tra i miliardari è comprarsi lo scheletro di un dinosauro Vengono battuti per milioni di dollari dalle più prestigiose case d'asta del mondo e acquistati da miliardari che si sono un po' stufati delle "normali" opere d'arte.
Sempre più giovani si dedicano al solomaxxing, cioè rimanere single perché per trovare un partner servono troppo tempo e troppi soldi Essere single non per scelta sentimentale o filosofica, ma perché le relazioni hanno un costo che il reddito medio non copre più.

Chi è Alaa, il blogger egiziano, e perché arrestano sempre lui

29 Novembre 2013

La notte tra giovedì e venerdì è stato arrestato Alaa Abd El-Fattah, uno dei più noti blogger egiziani. Chi segue le vicende mediorientali su Twitter, probabilmente lo conosce come @alaa e avrà certamnte notato l’hashtag #FreeAlaa. A dare la notizia dell’arresto è stata, proprio su Twitter, sua moglie Manal (@manal).

Tra i famosi blogger egiziani (Mahmoud Salem, più noto come Sand Monkey, BigPharaoh, Zeinobia e Mona Eltahawy, per dirne alcuni) Alaa è quello che è stato arrestato più spesso negli ultimi anni. Tanto che c’è chi sostiene che il suo recente arresto sia una sorta di termometro della situazione politica egiziana.

Al momento l’Egitto si trova sotto il controllo dell’esercito, che ha effettuato un colpo di Stato in cui ha deposto il presidente islamista Morsi, uno dei leader dei Fratelli Musulmani. Morsi, a sua volta, era giunto al potere dopo le prime elezioni democratiche della storia dell’Egitto, ma una volta giunto al potere si era comportato da autocrate, mettendo in galera gli oppositori politici e sparando sulla folla di manifestanti. Prima di lui, c’era Hosni Mubarak, dittatore giunto al potere nel 1981 dopo la morte del suo predecessore.

Tutti e tre questi governi hanno arrestato Alaa Abd El-Fattah almeno una volta.

Maggio 2006

Alaa Abd El-Fattah, a quel tempo 25 anni, era un giovane attivista anti-Mubarak che aveva messo insieme con la fidanzata, poi moglie, il blog manalaa. Viene arrestato durante una manifestazione pacifica a favore di una magistratura indipendente. La moglie organizza una campagna per liberarlo. In un periodo in cui i social media non erano diffusi, apre un sito intitolato FreeAlaa. Contemporaneamente, cerca di lanciare una “Google bomb” facendo associare alla parola “Egypt” il sito “FreeAlaa”, ma l’esperimento fallisce. Alaa comunque viene liberato dopo 45 giorni di detenzione. A quei tempi c’era Mubarak. Alaa parteciperà alla rivoluzione di piazza Tahrir, senza però essere arrestato.

Ottobre 2011

Alaa partecipa alle manifestazioni di Maspero (nome dell’edificio della TV egiziana al Cairo) in difesa dei diritti dei cristiani, dove le forze dell’ordine uccidono almeno 27 manifestanti. Verrà scarcerato dopo due mesi. In quel periodo era al potere lo Scaf, il consiglio delle Forze Armate che si era auto-incaricato di traghettare l’Egitto dalla caduta di Mubarak alle prime elezioni.

Marzo 2013

Alaa partecipa alle manifestazioni contro il presidente Mohammed Morsi. Viene accusato di “incitamento” contro il governo e questa volta si costituisce di sua spontanea volontà. La sua detenzione dura solo un giorno, ma ottiene molta visibilità. Al potere ci sono i Fratelli Musulmani.

Novembre 2013

Manal dà la notizia di un nuovo arresto. Su Twitter racconta di come la polizia sia entrata in casa loro sfondando la porta, picchiando lei e prendendo a forza Alaa, che ora si troverebbe in una prigione in mezzo al deserto. Manal ha successivamente postato su Twitter le foto del pavimento di casa insanguinato: la natura cruenta dell’arresto è aggravata dal fatto che la coppia, 31 anni lui e 30 lei, ha un bambino piccolo.

Da almeno un decennio Alaa è uno dei blogger filo-democrazia più attivi in Egitto, cosa che di per sé fa di lui un bersaglio. A differenza di altri noti attivisti (i sopracitati Mahmoud Salem, BigPharaoh e Zeinobia), che sono attivi sia in arabo che in inglese, scrive soprattutto in arabo. È dunque molto conosciuto in Egitto e un po’ meno in occidente, cosa che fa di lui una “preda più facile” per il regime.

Per saperne di più: il resoconto sul blog Egyptian Chronicles, in inglese.

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