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Netanyahu ha detto apertamente di aver ordinato all’IDF di occupare almeno il 70 per cento della Striscia di Gaza Questo nonostante sia formalmente in vigore un cessate il fuoco che già garantiva a Israele il controllo sul 53 per cento della Striscia.
In Toy Story 5 c’è anche Bad Bunny e si è scoperto che interpreta il personaggio Fetta di pizza con occhiali Personaggio al momento molto misterioso, di cui sappiamo solo che è una fetta di pizza, che indossa occhiali da sole e che è «estremamente cool».
C’è un tracker di voli aerei che segue solo i voli sui quali c’è qualcosa che non sta andando per il verso giusto Variazioni di altitudine, turbolenze, manovre inaspettate, rotte sbagliate: tutto quello che non vorremmo succedesse mai in volto, a portata di clic.
Il Tribeca è il primo grande festival al mondo a inserire in concorso un film fatto interamente con l’AI Dreams of Violets racconta le proteste in Iran del gennaio 2026, è costato 2 mila dollari ed è stato realizzato in tre mesi usando solo AI.
La nuova campagna di Jacquemus è un documentario su una giornata in compagnia di Pamela Anderson e dei suoi due figli Si intitola A Day With Pamela and Her Sons e ci sono i figli di Pamela Anderson che la prendono molto in giro.
C’è una proposta di legge di iniziativa popolare per tassare i grandi patrimoni anche in Italia Si tratta di un'imposta progressiva sui patrimoni superiori a 2 milioni di euro, che interesserebbe solo l'1 per cento della popolazione.
Firenze ha aumentato moltissimo le zone della città in cui è vietato aprire nuovi B&B e fare affitti brevi Nelle zone ora incluse nel blocco ci sono 67 mila abitazioni che ora non potranno essere destinate né all'uno né all'altro scopo.
Uno studio ha dimostrato che in un film è più probabile venga scelto come protagonista un uomo che si chiama Chris o un animale parlante piuttosto che una donna over 60 «Le donne sono metà della popolazione. E invecchiamo. Allora dove sono le storie su di noi?», ha commentato l'attrice Emma Thompson.

Chi è Alaa, il blogger egiziano, e perché arrestano sempre lui

29 Novembre 2013

La notte tra giovedì e venerdì è stato arrestato Alaa Abd El-Fattah, uno dei più noti blogger egiziani. Chi segue le vicende mediorientali su Twitter, probabilmente lo conosce come @alaa e avrà certamnte notato l’hashtag #FreeAlaa. A dare la notizia dell’arresto è stata, proprio su Twitter, sua moglie Manal (@manal).

Tra i famosi blogger egiziani (Mahmoud Salem, più noto come Sand Monkey, BigPharaoh, Zeinobia e Mona Eltahawy, per dirne alcuni) Alaa è quello che è stato arrestato più spesso negli ultimi anni. Tanto che c’è chi sostiene che il suo recente arresto sia una sorta di termometro della situazione politica egiziana.

Al momento l’Egitto si trova sotto il controllo dell’esercito, che ha effettuato un colpo di Stato in cui ha deposto il presidente islamista Morsi, uno dei leader dei Fratelli Musulmani. Morsi, a sua volta, era giunto al potere dopo le prime elezioni democratiche della storia dell’Egitto, ma una volta giunto al potere si era comportato da autocrate, mettendo in galera gli oppositori politici e sparando sulla folla di manifestanti. Prima di lui, c’era Hosni Mubarak, dittatore giunto al potere nel 1981 dopo la morte del suo predecessore.

Tutti e tre questi governi hanno arrestato Alaa Abd El-Fattah almeno una volta.

Maggio 2006

Alaa Abd El-Fattah, a quel tempo 25 anni, era un giovane attivista anti-Mubarak che aveva messo insieme con la fidanzata, poi moglie, il blog manalaa. Viene arrestato durante una manifestazione pacifica a favore di una magistratura indipendente. La moglie organizza una campagna per liberarlo. In un periodo in cui i social media non erano diffusi, apre un sito intitolato FreeAlaa. Contemporaneamente, cerca di lanciare una “Google bomb” facendo associare alla parola “Egypt” il sito “FreeAlaa”, ma l’esperimento fallisce. Alaa comunque viene liberato dopo 45 giorni di detenzione. A quei tempi c’era Mubarak. Alaa parteciperà alla rivoluzione di piazza Tahrir, senza però essere arrestato.

Ottobre 2011

Alaa partecipa alle manifestazioni di Maspero (nome dell’edificio della TV egiziana al Cairo) in difesa dei diritti dei cristiani, dove le forze dell’ordine uccidono almeno 27 manifestanti. Verrà scarcerato dopo due mesi. In quel periodo era al potere lo Scaf, il consiglio delle Forze Armate che si era auto-incaricato di traghettare l’Egitto dalla caduta di Mubarak alle prime elezioni.

Marzo 2013

Alaa partecipa alle manifestazioni contro il presidente Mohammed Morsi. Viene accusato di “incitamento” contro il governo e questa volta si costituisce di sua spontanea volontà. La sua detenzione dura solo un giorno, ma ottiene molta visibilità. Al potere ci sono i Fratelli Musulmani.

Novembre 2013

Manal dà la notizia di un nuovo arresto. Su Twitter racconta di come la polizia sia entrata in casa loro sfondando la porta, picchiando lei e prendendo a forza Alaa, che ora si troverebbe in una prigione in mezzo al deserto. Manal ha successivamente postato su Twitter le foto del pavimento di casa insanguinato: la natura cruenta dell’arresto è aggravata dal fatto che la coppia, 31 anni lui e 30 lei, ha un bambino piccolo.

Da almeno un decennio Alaa è uno dei blogger filo-democrazia più attivi in Egitto, cosa che di per sé fa di lui un bersaglio. A differenza di altri noti attivisti (i sopracitati Mahmoud Salem, BigPharaoh e Zeinobia), che sono attivi sia in arabo che in inglese, scrive soprattutto in arabo. È dunque molto conosciuto in Egitto e un po’ meno in occidente, cosa che fa di lui una “preda più facile” per il regime.

Per saperne di più: il resoconto sul blog Egyptian Chronicles, in inglese.

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