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07:47 martedì 1 settembre 2026
Four Tet ha pubblicato su YouTube un set di 4 ore e mezza 58 tracce condensate in 4 ore e 24 minuti. Nel video ci sono inediti, remix, canzoni dal suo repertorio fantasma e numerose collaborazioni.
A Gaza non si possono più far volare gli aquiloni perché Israele li considera una minaccia terroristica Lo ha annunciato il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, secondo il quale «Un aquilone viene trattato come un drone, con o senza esplosivi».
Ci sono così tanti video dell’inondazione in Nepal generati con l’AI che il governo nepalese ha intimato alle piattaforme di rimuoverli tutti immediatamente E ha pure creato una task force di polizia esclusivamente dedicata alla caccia di questi contenuti e alla denuncia delle persone che li creano e diffondono.
Ib Kamara lascia Off White ed è l’ennesima brutta notizia per lo streetwear Sono previste però special capsule firmate da lui con dieci collaboratori esterni, tra cui il musicista Kid Cudi e lo stilista Raul Lopez.
Il governo serbo concederà a Ratko Mladic, il boia di Srebrenica, il funerale di Stato perché «era pur sempre un generale» «Il generale Mladic è un generale, e ci sono dei protocolli da seguire», questo si è limitato a dire il Ministro della Giustizia serbo, Nenad Vujic.
La ragione per cui le aziende AI stanno addestrando le AI usando solo libri vecchi e che i libri vecchi sono gli unici che sicuramente non sono stati scritti con l’AI Cause giudiziarie e inchieste giornalistiche hanno rivelato che questa è una pratica ormai diffusissima. Anche perché le AI non possono più essere addestrate con contenuti presenti su internet, perché troppi contenuti presenti su internet sono ormai fatti con l'AI.
Le operazioni di soccorso al confine tra Nepal e Tibet stanno diventando impossibili a causa della piena di un lago che si è formato dopo la frana che ha causato l’inondazione Operazioni che erano già difficili per via dalle infrastrutture distrutte e dalle linee di comunicazione danneggiate.
Dopo 25 anni di attesa, il regista di Donnie Darko ha finalmente pronto il sequel, solo che non è un film ma un romanzo epistolare di 800 pagine sui viaggi nel tempo Richard Kelly, regista, sceneggiatore e adesso anche scrittore, ha già detto che questo è solo il primo passo nell'esplorazione dell'universo di Donnie Darko.

Da dove viene il correttore automatico

09 Giugno 2014

«Quanto velocemente correggerà i refusi il nuovo Word 6.0? E con che velocità puoi farne?»: era l’ottobre del 1993 quando con questo annuncio, pubblicato su una rivista di informatica, la Microsoft introduceva il correttore automatico. In origine il dispositivo era in grado di individuare e correggere gli errori di spelling non facendo riferimento a un dizionario, ma piuttosto confrontando ogni parola digitata dall’utente con una lista dei refusi più comuni (e dei termini esatti  corrispondenti; ad esempio “teh” con “the”, “friday” con “Friday”).

Con il passare del tempo i programmi alla base dei correttori ortografici sono diventati sempre più sofisticati e, dagli anni Novanta, la verifica dei testi avviene attraverso il raffronto con un dizionario. Nel 1995 un gruppo di ricercatori ha adattato l’utilizzo del correttore automatico ai cellulari, inventando quel software che tutti conosciamo come T9: in base ai tasti digitati suggerisce un elenco di possibili parole sostitutive, in un ordine legato alla loro frequenza di utilizzo. E ovviamente, con l’avvento del touch-screen e degli smartphone, il correttore automatico è stato applicato anche alle loro tastiere.

Il principio alla base della nascita del correttore ortografico risale al 1960, quando un informatico di nome Warren Teitelman inventò il tasto “undo” e pose le prime basi per lo sviluppo del metodo di calcolo Dwim (ossia, “Do what I mean), secondo cui  i computer dovevano essere programmati non solo per riconoscere ed eseguire gli input ricevuti dall’esterno, ma anche per individuare e correggere gli errori umani.

Secondo una statistica realizzata da Jeong Ho Kim, docente al College of Engineering and Engineering Technology alla Northen Illinois University, e pubblicata (paywall) sulla rivista scientifica Applied Ergonomics, su un computer (sia portatile che non) scriviamo a una velocità media di 63 parole al minuto; la precisione del correttore automatico è del 95 per cento. Con il touch-screen, invece, la media di parole al minuto scende a 24, mentre la percentuale di accuratezza del correttore all’84%.

(via)

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