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12:56 mercoledì 16 settembre 2026
Per salvare i suoi cittadini dal brainrot, Singapore ha deciso di pagarli per leggere almeno 15 minuti al giorno Quindici minuti valgono venti monete virtuali, per arrivare a un dollaro di Singapore ne servono mille, cioè cinquanta giorni di lettura.
Dopo che Ed Sheeran ha cacciato Macklemore dal suo tour per aver urlato Free Palestine dal palco, tutti i musicisti che lavoravano al tour lo hanno abbandonato per protesta Finneas O'Connel, Lukas Graham, Aaron Rowe e i Beoga si sono ritirati dal Loop Tour subito dopo la cacciata di Macklemore, in aperta polemica con Sheeran.
A quanto pare, il nuovo ayatollah Mojtaba Khamenei ha due grandi passioni: i film di Christopher Nolan e le startup tech Lo hanno detto il cognato e la suocera, parenti della moglie Zahra Haddad-Adel, uccisa nello stesso attacco in cui è morto il padre Ali, a diversi media vicini al regime.
Per la prima volta nella storia, e “grazie” agli Stati Uniti, ci sono armi anche nello spazio aperto Non esistono dettagli sul tipo di armi ma la US Space Force ha detto che «possono essere impiegate sia a scopo difensivo che offensivo».
Non contento di stare girando già una dozzina di film contemporaneamente, Luca Guadagnino ha pure disegnato una collezione di arredamento e abbigliamento di 140 pezzi per Zara 65 pezzi tra mobili e oggetti per la casa, a cui si affiancano 75 capi tra abbigliamento e accessori. Realizzati nei ritagli di tempo tra un set e un red carpet, si capisce.
La colonna sonora più incredibile dell’anno è quella di un documentario sulla scena rave ucraina in cui suonano Fred Again, Brian Eno, Aphex Twin, Sega Bodega e gli Idles Si intitola Black Sunflowers, ha debuttato al Toronto International Film Festival l'11 settembre e, anche e soprattutto grazie alla musica, è già uno dei documentari più chiaccherati dell'anno.
Secondo una ricerca pubblicata su Lancet, basterebbe una patrimoniale del 3 per cento sulla ricchezza dei miliardari per salvare la vita a 30 milioni di persone Un minuscolo contributo dei 3 mila miliardari che vivono nel nostro mondo, che collettivamente possiedono un patrimonio di 17 mila miliardi.
Bernie Sanders ha proposto una legge per punire chi sviluppa una “super AI” con la stessa pena di chi sviluppa un’arma nucleare illegale Proposta di legge (che difficilmente verrà approvata) a cui ha dato l'esplicativo titolo di Ban Artificial Superintelligence Act.

Da dove viene il correttore automatico

09 Giugno 2014

«Quanto velocemente correggerà i refusi il nuovo Word 6.0? E con che velocità puoi farne?»: era l’ottobre del 1993 quando con questo annuncio, pubblicato su una rivista di informatica, la Microsoft introduceva il correttore automatico. In origine il dispositivo era in grado di individuare e correggere gli errori di spelling non facendo riferimento a un dizionario, ma piuttosto confrontando ogni parola digitata dall’utente con una lista dei refusi più comuni (e dei termini esatti  corrispondenti; ad esempio “teh” con “the”, “friday” con “Friday”).

Con il passare del tempo i programmi alla base dei correttori ortografici sono diventati sempre più sofisticati e, dagli anni Novanta, la verifica dei testi avviene attraverso il raffronto con un dizionario. Nel 1995 un gruppo di ricercatori ha adattato l’utilizzo del correttore automatico ai cellulari, inventando quel software che tutti conosciamo come T9: in base ai tasti digitati suggerisce un elenco di possibili parole sostitutive, in un ordine legato alla loro frequenza di utilizzo. E ovviamente, con l’avvento del touch-screen e degli smartphone, il correttore automatico è stato applicato anche alle loro tastiere.

Il principio alla base della nascita del correttore ortografico risale al 1960, quando un informatico di nome Warren Teitelman inventò il tasto “undo” e pose le prime basi per lo sviluppo del metodo di calcolo Dwim (ossia, “Do what I mean), secondo cui  i computer dovevano essere programmati non solo per riconoscere ed eseguire gli input ricevuti dall’esterno, ma anche per individuare e correggere gli errori umani.

Secondo una statistica realizzata da Jeong Ho Kim, docente al College of Engineering and Engineering Technology alla Northen Illinois University, e pubblicata (paywall) sulla rivista scientifica Applied Ergonomics, su un computer (sia portatile che non) scriviamo a una velocità media di 63 parole al minuto; la precisione del correttore automatico è del 95 per cento. Con il touch-screen, invece, la media di parole al minuto scende a 24, mentre la percentuale di accuratezza del correttore all’84%.

(via)

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