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20:47 giovedì 1 gennaio 2026
Martin Scorsese ha scritto un editoriale sul New York Times in cui spiega perché Misery è il miglior film di Rob Reiner In un commosso editoriale, Scorsese ha individuato nel thriller del 1990 l’apice della filmografia del collega, ricordando la loro amicizia.
Dopo il documentario su Diddy arriverà un documentario sui figli di Diddy che parlando di Diddy Justin e Christian Combs racconteranno il rapporto col padre in una docuserie che uscirà nel 2026 e di cui è già disponibile il trailer.
La crisi climatica sta portando alla velocissima formazione del primo deserto del Brasile La regione del Sertão sta passando da arida a desertica nell'arco di una generazione: un cambiamento potenzialmente irreversibile.
L’episodio di Stranger Things in cui Will fa coming out è diventato quello peggio recensito di tutta la serie E da solo ha abbassato la valutazione di tutta la quinta stagione, nettamente la meno apprezzata dal pubblico, almeno fino a questo punto.
Il progetto europeo di rilanciare i treni notturni sta andando malissimo Uno dei capisaldi del Green Deal europeo sulla mobilità, la rinascita dei treni notturni, si è arenato tra burocrazia infinita e alti costi.
Un’azienda in Svezia dà ai suoi lavoratori un bonus in busta paga da spendere in attività con gli amici per combattere la solitudine Il progetto, che per ora è solo un'iniziativa privata, prevede un’ora al mese di ferie e un bonus di 100 euro per incentivare la socialità.
Diverse celebrity hanno cancellato i loro tributi a Brigitte Bardot dopo aver scoperto che era di estrema destra Chapell Roan e altre star hanno omaggiato Bardot sui social per poi ritirare tutto una volta scoperte le sue idee su immigrazione, omosessuali e femminismo.
È morta la donna che restaurò così male un dipinto di Cristo da renderlo prima un meme, poi un’attrazione turistica Nel 2012, l'allora 81enne Cecilia Giménez trasformò l’"Ecce Homo" di Borja in Potato Jesus, diventando una delle più amate meme star di sempre.

I segreti dell’arte del beatboxing

24 Gennaio 2013

Si è concluso un lungo studio realizzato team di ricercatori dell’University of Southern California ha studiato sul beatboxing, ovvero la tecnica vocale con cui si imitano i suoni percussivi tipici delle drum machine elettroniche. Per quanto esistano tracce di questa tecnica che arrivano alla Preistoria, il beatboxing moderno viene perlopiù associato all’hip-hop ed è nato a New York con alcuni pioneri come Doug E. Fresh e Darren Robinson.

Lo studio, condotto da Michael Proctor, Shirkanth Narayana e Krishna Nayak, si è concentrato sulla caratteristica principale di questa tecnica: la creazione di più suoni vocali contemporaneamente, una capacità che – come hanno spiegato a Wired UK – è «fortemente individuale» e non per forza generalmente diffusa. Il team ha anche scoperto che alcuni beatboxer sono in grado di emettere un range larghissimo di suoni, anche se non appertengono a quelli tipici della loro lingua nativa. Alcuni di loro, per esempio, emettono suoni che ricordano gli schiocchi di lingua che si possono sentire in idiomi africani come lo Khoekhoe (parlato in Sudafrica, Botswana e Namibia) e lo Nuxálk, lingua tipica della Columbia Britannica.

Gli scienziati hanno utilizzato una tecnica chiamata rtMRI (Real-time Magnetic Resonance Imaging) che permette di visualizzare i movimenti simultanei che avvengono nell’apparato vocale di una persona (vedi immagini seguenti).

(Immagine in evidenza: Doug E. Fresh in concerto)

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