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02:02 venerdì 2 gennaio 2026
Martin Scorsese ha scritto un editoriale sul New York Times in cui spiega perché Misery è il miglior film di Rob Reiner In un commosso editoriale, Scorsese ha individuato nel thriller del 1990 l’apice della filmografia del collega, ricordando la loro amicizia.
Dopo il documentario su Diddy arriverà un documentario sui figli di Diddy che parlando di Diddy Justin e Christian Combs racconteranno il rapporto col padre in una docuserie che uscirà nel 2026 e di cui è già disponibile il trailer.
La crisi climatica sta portando alla velocissima formazione del primo deserto del Brasile La regione del Sertão sta passando da arida a desertica nell'arco di una generazione: un cambiamento potenzialmente irreversibile.
L’episodio di Stranger Things in cui Will fa coming out è diventato quello peggio recensito di tutta la serie E da solo ha abbassato la valutazione di tutta la quinta stagione, nettamente la meno apprezzata dal pubblico, almeno fino a questo punto.
Il progetto europeo di rilanciare i treni notturni sta andando malissimo Uno dei capisaldi del Green Deal europeo sulla mobilità, la rinascita dei treni notturni, si è arenato tra burocrazia infinita e alti costi.
Un’azienda in Svezia dà ai suoi lavoratori un bonus in busta paga da spendere in attività con gli amici per combattere la solitudine Il progetto, che per ora è solo un'iniziativa privata, prevede un’ora al mese di ferie e un bonus di 100 euro per incentivare la socialità.
Diverse celebrity hanno cancellato i loro tributi a Brigitte Bardot dopo aver scoperto che era di estrema destra Chapell Roan e altre star hanno omaggiato Bardot sui social per poi ritirare tutto una volta scoperte le sue idee su immigrazione, omosessuali e femminismo.
È morta la donna che restaurò così male un dipinto di Cristo da renderlo prima un meme, poi un’attrazione turistica Nel 2012, l'allora 81enne Cecilia Giménez trasformò l’"Ecce Homo" di Borja in Potato Jesus, diventando una delle più amate meme star di sempre.

Al MIT hanno reinventato la ruota?

12 Dicembre 2013

L’invenzione della ruota è generalmente presente nelle prime pagine dei testi di storia della scuola dell’obbligo, presentata come l’idea capostipite dell’intero progresso umano. Circa settemila anni dopo l’apparizione delle prime ruote, al Massachusetts Institute of Technology hanno deciso di dare una nuova veste a uno degli oggetti più comuni, progettando la Copenhagen Wheel.

Il prototipo consiste essenzialmente in una ruota posteriore da applicare alla propria bicicletta. Pur somigliando molto alle ruote tradizionali, la Copenhagen Wheel ha diverse particolarità: grazie a una serie di sensori, un motore e una batteria ricaricabile presenti al suo interno riesce ad adeguarsi alla pedalata del guidatore, aiutandolo nel percorrere salite e percorsi accidentati.

Come suggerisce il nome, il progetto è stato testato nella capitale danese, tradizionalmente all’avanguardia nelle questioni ciclistiche. Il motore della Copenhagen Wheel – sostiene il MIT nel video di presentazione del progetto – «aumenta da 3 a 10 volte la forza di pedalata», mentre una studiata integrazione con smartphone e wi-fi permette a chi è in sella di monitorare la propria attività e le condizioni del percorso. Nella stessa clip si può anche vedere la “nuova ruota” all’opera sulle strade danesi.


 

Nella foto: uno dei primi prototipi di Copenhagen Wheel.

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