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08:37 giovedì 12 marzo 2026
L’unico Paese entusiasta della decisione di riammettere la Russia alla Biennale di Venezia è la Russia Quasi tutti Paesi europei si sono espressi contro la decisione della Biennale e in tanti hanno già iniziato a minacciare il boicottaggio.
C2C Festival ha pubblicato il set che Nicolas Jaar ha dedicato a Sergio Ricciardone nella serata finale dell’ultima edizione del festival Un set speciale e segreto che ora, nel giorno dell'anniversario della morte del fondatore, si può ascoltare e scaricare gratuitamente sulla pagina Bandcamp di C2C Festival.
La Spagna ha approvato una legge che garantisce assistenza medica gratuita anche ai migranti senza documenti «L'obiettivo è rispondere a un'ondata di odio ribadendo che la dignità non dipende dal possesso di un visto», ha detto la ministra della Salute Mónica García.
A quasi ottant’anni, Arnold Schwarzenegger tornerà a interpretare Conan il barbaro L'attore ha 78 anni ma è prontissimo a indossare di nuovo i panni del re distruttore, che però nel nuovo film sarà anche re vecchio e stanco.
Il sindacato delle librerie indipendenti francesi ha cacciato Amazon dalla Fiera del libro di Parigi Amazon avrebbe dovuto essere il main sponsor del Festival du Livre de Paris, principale fiera letteraria francese. Il Syndicat de la Librairie Française si è opposto.
A Londra hanno aperto due punti di controllo qualità della droga per prevenire overdose e morti Si trovano a Hackney e Camden, li gestisce l'associazione The Loop, assieme al Comune e alla polizia locale.
Chloë Sevigny e Gillian Anderson hanno sfilato per Miu Miu ricordandoci che gli anni ’90 sono stati bellissimi Lo show, chiamato "Mindful Intimacy", rifletteva sul rapporto tra corpo e abito in un mondo così grande e problematico: un pensiero che, di per sé, è già molto anni '90.
Il brand di Pat McGrath, una della make up artist più famose al mondo, ha dichiarato bancarotta E però ha già trovato nuovi investitori che sosterranno con 30 milioni la ristrutturazione dell'azienda.

A chi darà la precedenza l’auto che si guida da sola di Google?

06 Marzo 2012

La Google Car

Peter Stone è un informatico dell’Università di Austin, nel Texas. Quando cominciò a ragionare su una tecnologia in grado di produrre macchine auto-guidanti, ovvero in grado di viaggiare senza un pilota, era il 2003, molti anni prima che Google ne realizzasse alcuni esemplari perfettamente funzionanti. Al tempo, Stone pensò che queste vetture potessero “fondersi” col traffico esistente senza molti problemi: le auto tradizionali e quelle senza guidatore avrebbero percorso le stesse strade, rispettato le stesse regole e lasciato quindi le strade così come sono.

Dopo anni di studi, però, Stone i suoi collaboratori hanno cambiato drasticamente idea: le macchine à la Google cambieranno tutto. Lo dicono le simulazioni di traffico realizzate dal team, come ad esempio quella in cui si simula un grosso incrocio. Nel futuro auto-guidante, spiega lo studioso, non ci saranno semafori o segnali di STOP: le automobili capiranno quando attraversare la strada, a chi dare la precedenza, in quale momento fermarsi. Ci saranno però degli agenti del traffico particolari in grado di regolarlo «in modo molto più sofisticato rispetto alla luce rossa per una direzione e una verde per l’altra», ha spiegato Stone all’Atlantic Cities. Ecco il video della simulazione:

 

Untitled from Amanda Erickson on Vimeo.

L’articolo citato, pubblicato dal sito urbanistico del network dell’Atlantic Monthly, ha però sollevato qualche perplessità. David Alpert, direttore del sito Greater Greater Washington, ha per esempio fatto notare come nell’analisi di Peter Stone non sembra interessarsi a quella parte di traffico non a motore, come le biciclette o i pedoni; e come il modello dell’università texana prenda in considerazione un tratto di strada urbano degno di una grande città e non uno rurale, dove i problemi sarebbero differenti, e maggiori. Non solo:

Il video rappresenta un incrocio con 12 corsie per strada, proprio mentre la maggior parte degli esperti in trasporti hanno capito che il miglior approccio alla mobilità nelle metropoli sono le strade rurali, non le super-arterie stradali. Le macchine senza guidatore, quindi, sono destinate a cambiare ulteriormente l’aspetto degli incroci (…).

Il problema interesserebbe le zone rurali, meno moderne, tradizionalmente più povere e affette da quella che Alpert definisce “tirannia della maggioranza”: se in una strada ci sono molti pedoni, i pedoni fanno “lobbying” per chiedere più spazio e libertà, rubandoli alle macchine, e viceversa. Cosa succederebbe se alla dialettica pedoni-veicoli si aggiungesse – in parallelo – quella tra macchine con e senza guidatore?

Se le macchine auto-guidanti viaggiano veloci come quelle odierne e  vicine ad altri veicoli e ostacoli, come si vede nella simulazione del team texano, finiranno con l’uccidere più pedoni. Oppure il computer che le guida sarà in grado di operare così velocemente da evitare qualcunque pedone, anche quelli che gli capitano davanti all’improvviso. In tal caso, potremmo vedere qualcuno approfittarsene attraversando il traffico, sicuri che le macchine non lo uccideranno. Ciò rallenterà le macchine e i loro possessori chiederanno sempre più restrizioni alla circolazione dei pedoni (…).

La nuova tecnologia si prepara a sollevare questioni non solo legate alla sicurezza ma anche all’urbanistica, e potrebbe finire per stravolgere la strada così come la conosciamo, per creare infrastrutture che siano a misura di robot ma non dannose per l’uomo.

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