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Bad Bunny, Burna Boy, Robyn, Alex Consani, Lana Del Rey, il marito di Lana Del Rey e tutte le moltissime celebrity che interpreteranno i dj delle stazioni radiofoniche di GTA VI Sei di queste stazioni radiofoniche si possono già ascoltare sul sito del videogioco, in attesa del giorno dell'uscita, il 19 novembre.
Il governo israeliano ha preso piuttosto male il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, cioè la presidente della Commissione Onu che per prima ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza Il Ministero degli Esteri israeliano lo ha addirittura definito «la grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l'odio e il pregiudizio».
Il Pentagono trasmetterà in diretta streaming la fucilazione del terrorista responsabile della strage di Fort Hood L'ultima esecuzione militare negli Stati Uniti risale al 1961. Il Segretario della Guerra Pete Hegseth ha deciso che "l'evento" va diffuso in ogni modo possibile e immaginabile.
La cosa migliore vista su internet questa settimana sono senza dubbio le reaction dei vincitori e delle vincitrici del Nobel alla notizia che avevano vinto il Nobel Pubblicate dagli stessi account social del Premio Nobel. Su tutte, spicca la foto di una esterrefatta Anne Carson.
Questo influencer non esiste ma ha comunque un sacco di follower, guadagna un sacco di soldi e vuole venderti un sacco di criptovalute Si chiama Jean Philanthrope, è comparso dal nulla a metà settembre, tira di boxe contro l'aria vestito sempre elegante e in tre giorni ha fatto milioni di visualizzazioni.
Al Met c'è una mostra dove vengono esposti solo quadri di nuvole Il Metropolitan Museum di New York ricostruisce, con dipinti, disegni e fotografie, come artisti e scienziati hanno rappresentato il cielo tra l'inizio dell'Ottocento e gli anni Venti del Novecento.
Un’artista ha realizzato un film su Luigi Mangione fatto solo di soli post su Luigi Mangione Si chiama «Deny, Defend, Depose», dura trenta minuti e Stanya Kahn ha cominciato a raccoglierne il materiale la mattina stessa dell'omicidio di Brian Thompson, andando avanti per più di un anno.
Abbiamo scoperto che in Avengers: Doomsday c'è anche Sandra Hüller solo grazie a Reddit Marvel non l'ha mai annunciato, ma il profilo di una stuntwoman britannica e un commento su Reddit indicano che l'attrice di «Anatomia di una caduta» è nel cast del prossimo film degli Avengers.

La primavera dietrologa

Da Mario Monti a Bilderberg, come le teorie del complotto si diffondono online - e come fermarle

17 Febbraio 2012

Se si digita “Mario Draghi” su Google senza premere invio si può osservare come il sito completi la ricerca sulla base del materiale più popolare nel web. Il primo consiglio è “Mario Draghi ECB” (ovvero la Bce, la Banca centrale europea di cui è presidente). Il secondo è “Mario Draghi Jewish”, ebreo. Per quale ragione l’algoritmo di una corporation californiana ritiene così importante segnalare le origini religiose di un banchiere?

Non è certo colpa di Google ma dei contenuti web che questo scansiona, ordina e poi gestisce a favore dell’utente. La causa è quindi umana e ha radici piuttosto profonde che hanno poco a che fare con le sofisticate tecnologie digitali quanto con un’opera chiamata Protocolli dei Savi di Sion, un falso prodotto dal regime zarista agli inizi del Novecento in cui si illustrava un fantomatico complotto ebraico per la conquista e la sottomissione del mondo. Un palese falso (basato anche su testi satirici dell’epoca riadattati in chiave antisemita) che tanto fu cruciale nella formazione di Adolf Hitler. I Protocolli non sono l’unica opera di disinformazione e propaganda ai danni della comunità ebrea ad avere avuto successo ma è ormai il simbolo del complotto anti-sionista che dalle antiche pagine bibliche arriva fino a oggi, dopo essere passata per la fredda tundra russa.

La leggenda dell’ebreo perfido, potente e origine di ogni male è un meme culturale millenario: nel corso della storia è sempre circolato di bocca in bocca, e torna buono ad ogni crisi di sistema. Quando l’economia crolla, la ricchezza scompare e lo spettro della fame fa capolino, anche in società benestanti come la nostra, comincia la caccia al capro espiatorio. Si cerca uno sfogo. Un bersaglio. Qualcuno a cui dare la colpa. E se la grande crisi che viviamo dal 2008 ha tra i suoi protagonisti-responsabili banche, banchieri, istituti finanziari e governi sprofondati nel debito, in molti casi si è cercato di riassumere questa moltitudine di persone e agenti con uno solo: gli ebrei, certo, ma non solo.

Il discorso, infatti, non può essere limitato solo alla religione. Le teorie cospiratorie post-Undici settembre, quasi olistiche, tentano di spiegare gli eventi tirando in ballo istituzioni di qualunque tipo: la Cia in primis ma anche la famiglia miliardaria Rockfeller, i servizi segreti israeliani e, perché no, i rettiliani (una specie aliena che, secondo la leggenda, ha colonizzato la terra migliaia di anni fa e ha finito per mischiarsi tra gli umani, riducendoli in miseria). Teorie nuove e vecchie, vecchi classici del settore che si ibridano con new entry figlie di idee e paranoie moderne. Ma a cosa si deve la Primavera dietrologa di questi giorni?

Fino ai primi anni Novanta, per conoscere la storia del gruppo Bilderberg bisognava sudare. Comprarsi un libro edito da qualche piccola casa editrice, intercettare in una svendita di VHS usati un documentario strillato sul Nuovo ordine mondiale. Metodi analogici, lenti. Tutto era affidato alla tenacia delle persone e, una volta entrati nella Terra del complotto, era comunque complicato ricevere aggiornamenti sulle scie chimiche, per tacere del progetto HAARP e dei rettiliani. Oggi invece i nuovi media hanno costruito un mondo in cui le teorie del complotto sono tutte intorno a noi. Un qualsiasi feed di Facebook può contenere un link a un sito complottista in grado di traghettare l’ingenuo navigatore da una tranquilla serata di relax a un mondo in cui tutto è deciso e la colpa è di… (inserite il “colpevole” che più vi aggrada). E che dire di Youtube? La sezione “video correlati” del sito di streaming è spesso una miniera di favole apocalittiche, testimonianze “scioccanti” e documentari in cui dei testimoni sospetti svuotano il sacco e dicono che sì, è vero, il cugino di un suo amico vuole infilare dei chip sottocutanei a tutti per ridurre l’umanità in schiavitù.

(A proposito di rettiliani: la rete è piena di gemme di incredibile valore. Video in cui si dovrebbero vedere uomini potenti e noti chiudere gli occhi in modo anomalo: rettile. Sono brevi video in cui gli occhi di personaggi famosi e potenti vengono zoomati alla ricerca della prova della loro diversità maligna. Scegliendo fior da fiore, ecco il caso di un giornalista della CNN, di George H. W. Bush – che è potente, ergo cattivo e quindi alieno – e di Fabio Fazio – per motivi invece meno chiari.)

Infilitrazioni

Ma non sono solo i social network. È l’intero web a pullulare di teorie cospiratorie. All’ignaro utente basta digitare su Google o Bing una query sulle cause della guerra in Iraq o la bontà delle vaccinazioni, affinché dati documentati e scientifici siano visualizzate a pochi pixel da siti paranoici. Evgeny Morozov, teorico del mondo digitale da sempre attento al lato oscuro del web (il suo ultimo libro è The Net Delusion, L’illusione del web) ha affrontato recentemente la questione, arrivando a chiedere ai motori di ricerca di controllare i siti che linkano, etichettando quelli che forniscono informazioni «sospette e discutibili». Nel suo j’accuse pubblicato da Slate l’autore fa riferimento a un’indagine della rivista scientifica Vaccine sui gruppi che lottano contro i vaccini, considerati un business delle multinazionali farmaceutiche dannoso per gli umani. Consultabile a pagamento, l’articolo fotografa la condotta dei complottisti e la loro tattica propagandistica, basata su alcune costanti: una fitta presenza online e social; un uso smodato e disinvolto della censura delle voci contro; gli attacchi sistematici a esperti o scienziati che smontano le loro teorie – vengono subito marchiati come venduti e schiavi delle suddette multinazionali (altrove li chiamerebbero invece servi della Cia, del Mossad, delle banche, ecc.). La tattica funziona: l’adepto della teoria del complotto viene introdotto nel sito e gli agenti esterni vengono accusati di favorire il nemico, di dire bugie, di essere pagati dai “cattivi”. Perché ascoltarli, quindi, se tutto quello che dicono è falso e malvagio? Al neo-adepto non resta che fidarsi della community, composta da personaggi pittoreschi ma eroici nella loro battaglia di libertà. E chi non vuole stare dalla parte della minoranza illuminata? Tra Davide e Golia, si sceglie il primo. Sempre. E il cerchio si chiude.

La proposta di Morozov, per quanto estrema, ha fondamenti scientifici. Uno studio del 2008 (consultabile a pagamento) firmato dai professori di Harward Cass Sunstein e Adrian Vermeulei, parla di “infiltrazione cognitiva”, la tecnica con cui i complottisti (soprattutto quelli che sostengono la teoria del completto dell’Undici settembre) si inseriscono negli ambienti digitali – social network, forum, chat, commenti ad articoli di giornale o blog. Un’azione di massa e diffusa atta a seminare tracce della teoria sostenuta (con link utili) per fare più proseliti possibili. L’obiettivo è il lettore ignaro e ingenuo. L’impegno di questi gruppi è massiccio. (Nel 2009 Sunstein, su mandato di Barack Obama, è diventato capo dell’Oira, Office of Information And Regulatory Affairs).

Il successo di tali teorie non può però essere spiegato solo parlando di trucchetti comunicativi. Il cospirazionismo risponde a una domanda insita in ognuno di noi. Un’urgenza comune. «Cosa succede in questo mondo? E perché?» Dopotutto queste teorie aiutano a capire la realtà. Per farlo la deformano alla bisogna, certo, ma il risultato finale è la chiarezza (per quanto drogata).

La teoria cospiratoria della società, secondo il filosofo austriaco Karl Popper (1902-1994), rappresentava l’idea per cui «qualunque cosa capita in una società – incluse cose che le persone in quanto tali disprezzano, come la guerra, la disoccupazione, la povertà e le carestie – sono effetti diretti del disegno di individui o gruppi potenti». Un disegno imperscrutabile, noto solo a individui illuminati che vengono per questo osteggiati dall’élite malvagia. Una dura lotta tra il Bene e il Male che divide il mondo in due parti sproporzionate: le vittime (la maggior parte degli abitanti del pianeta) e i responsabili (una minoranza ricca e spietata). Secondo Popper, il fenomeno ricordava molto le opere di Omero, autore dell’Iliade e l’Odissea, in cui le cospirazioni degli dei erano responsabili dell’andamento della Guerra di Troia e altri eventi notevoli. «Solo che ora», scriveva lo studioso austriaco, «il posto degli dei dell’Olimpo è occupato dai Savi di Sion, o dai monopolisti, oppure dai capitalisti».

Tra le cause di questa Primavera dietrologa c’è ovviamente la Grande recessione, causata da banche e istituti di credito. Ma la realtà dei fatti, ovvero la responsabilità di Lehman Bros. & Co., spesso apre la strada a idee estreme come quella del Nuovo ordine mondiale del gruppo Bilderberg che, secondo i sostenitori della teoria, sarebbe in corso di realizzazione. La prova? Be’, Mario Monti, innanzitutto. E, perché no, anche quel Mario Draghi presidente della Bce che, in quanto ebreo, sarebbe al potere per secondi fini apocalittici.

Rimane la nostalgia per i tempi andati di cui parlò Karl Popper, quando a decidere la sorte dell’Umanità c’erano Zeus e altri esseri onnipotenti. Sovrumani. Oggi invece siamo costretti ad accontentarci dell’inquilino della porta accanto, adducendogli le colpe delle nostre tragedie, sperando così di dimenticarle. Almeno per un po’.

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