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04:59 mercoledì 5 agosto 2026
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.
Il Pentagono ha improvvisamente cambiato il modo in cui conta i morti e i feriti nella guerra in Iran Pare su richiesta diretta dalla Casa Bianca. Risultato: 4 morti "in meno" e circa 600 feriti in più.
Fred Again ha passato 50 ore consecutive in livestream su YouTube per completare il suo nuovo mixtape Lo ha fatto insieme al collettivo LATIN MAFIA, registrato tutto a Città del Messico e intitolato (didascalicamente ma efficacemente) 9 months & 50 hours.
I Massive Attack sono stati banditi a vita da Singapore dopo aver esposto la bandiera della Palestina durante un concerto Prima di essere espulsi hanno subìto perquisizioni e il sequestro dei passaporti. «Un'esperienza surreale», l'ha definita la band.
La crisi climatica sta causando un nuovo tipo di gentrificazione e stavolta la vittima non sarà la città ma la provincia Lo dimostra una ricerca della Universitat Autònoma de Barcelona: aree con più verde, meno popolate e lontane dal centro stanno diventando le più appetibili. E costose.
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.
Uno dei motivi della crisi di Ceuta sarebbe una sentenza della Corte Suprema spagnola che stabilisce che i migranti che arrivano in Spagna a nuoto non possono essere respinti Migliaia di persone sono entrate in una settimana aggirando a nuoto un frangiflutti. Non possono essere respinte perché non hanno aggirato nessuna barriera fisica.
Per festeggiare il 25esimo anniversario di Drukqs, Aphex Twin ha fatto una ristampa del disco in vinile, cd e pure musicassetta Con questa ristampa Aphex Twin raggiunge anche un traguardo personale: ora tutti i suoi album sono disponibili in vinile.

Dove va Matteo Renzi

Aggiornamenti dal mondo del sindaco di Firenze: la visita alla Merkel, le scelte, il trattino fra centro e sinistra, il suo futuro.

15 Luglio 2013

La questione è semplice: dove va Matteo Renzi? Le cronache politiche degli ultimi giorni, oltre al surreale caso kazako e accanto allo sciagurato caso Calderoli, hanno offerto ai lettori una notizia che (incredibilmente) ha diviso una buona parte del Pd: la visita del sindaco di Firenze ad Angela Merkel. Di per sé, a dire il vero, suonano un po’ come scombiccherate le accuse rivolte al rottamatore di essersi voluto accreditare con la Cancelliera tedesca – neanche l’avesse incontrata ad Arcore. E osservare le critiche ricevute dal sindaco di Firenze in merito all’inopportunità del gesto dalle stesse persone che da anni gli contestano di non avere lo spessore per andare a dialogare in Europa con i maggiori leader europei non può che mettere di buon umore. Eppure, il piccolo episodio del processo a Renzi per la sua visita alla Merkel nasconde un problema che il rottamatore non può non aver colto in queste settimane di pre-campagna elettorale. E il punto è evidente: Renzi è un leader predestinato che però non ha ancora spiegato che cosa farà da grande e che naviga in uno scivoloso limbo che lo costringe a stare con due piedi in tre staffe (un po’ candidato segretario, un po’ candidato premier, un po’ sindaco di Firenze) e che lo mette ogni giorno di fronte al rischio di finire con le gambe all’aria.

In questo senso, il balletto del “mi candido non mi candido mi candido non mi candido” messo in scena nelle ultime settimane dal Rottamatore non rafforza ma indebolisce il profilo di Renzi, non solo per via dell’ambiguità della sua partita ma anche perché per un leader che si candida a guidare il paese è mortificante anteporre la propria candidatura alla stesura delle regole dello statuto del Pd (o ci si candida o non ci si candida, via) ed è mortificante allo stesso tempo vedere i propri migliori parlamentari impegnati notte e giorno a discutere e a ragionare di regole, regole, regole. Ogni ora che Renzi trascorre portando avanti questo balletto giustifica una parte delle critiche che gli vengono rivolte da chi si chiede che partita stia giocando davvero Renzi, e il sindaco dovrebbe sapere che fino a quando non dirà chiaramente cosa vorrà fare da grande non potrà lamentarsi del fatto che ogni giorno ci sono politici, giornalisti e osservatori che provano a decifrare con la lente di ingrandimento ogni piccola mossa tracciata sul sismografo della rottamazione. All’interno di questo balletto, poi, Renzi dovrà stare attento a non commettere un errore nel quale il sindaco, tra una danza e un’altra, rischia di cadere.

Il sindaco di Firenze, da parte sua, sa che per conquistare il Pd è necessario spostare il baricentro della sua proposta politica verso sinistra, e in fondo si spiega così anche l’idea di andare “oltre la rottamazione” nel senso di lasciarsi alle spalle una parte delle idee declinate durante l’ultima campagna elettorale. Renzi però, da questo punto di vista, deve stare attento a non giocare con il fuoco e deve stare attento a costruire la sua leadership senza rinunciare a quegli ingredienti (dalla riduzione del fisco, alla flessibilità sul lavoro, passando per la produttività e il taglio della spesa) che potrebbero permettergli di aprire il perimetro della gauche anche laddove si vincono le elezioni: al centro. La missione del sindaco, seguendo la bella lezione offerta qualche giorno fa a  Falkirk da Ed Miliband, dovrebbe essere questa, e la sua candidatura alla segreteria ha un significato se Renzi non cadrà nella tentazione di buttarsi a sinistra solo per raccogliere qualche voto in più. Il Pd, e Renzi lo sa, deve riuscire nell’impresa di togliere il trattino tra le parole centro e sinistra. Ma per farlo occorre tempo e occorre educare i propri elettori. Verrebbe da dire: se non Adesso, caro Renzi, quando?

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