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12:55 martedì 24 febbraio 2026
Tra le ultime aggiunte alla prestigiosissima Criterion Collection c’è anche KPop Demon Hunters Sarà contento Park Chan-wook, che ha detto di essere anche lui un grande appassionato di KPop Demon Hunters.
C’è un sito che digitalizza vecchie musicassette trovate per caso in tutto il mondo Si chiama Intertapes e ggni musicassetta viene catalogata non solo per la musica o le registrazioni che contiene ma anche per la grafica e i colori.
La bandiera di One Piece è arrivata anche a Sanremo grazie a Tommaso Paradiso Il cantante è un fan sfegatato del manga di Eiichiro Oda e ha deciso di portarsi questa sua passione anche sul green carpet dell'Ariston.
Il Vaticano ha annunciato che le messe nella basilica di San Pietro avranno una traduzione simultanea in 60 lingue fatta dall’AI L'AI in questione si chiama Lara e verrà presentata in occasione dei festeggiamenti per i 400 anni della Basilica.
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.
Alla cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina, Ilia Malinin si è esibito indossando dei jeans Balmain da 1100 dollari Il pezzo era abbinato a una felpa del rapper NF: nel suo insieme, il look sembrava suggerire una riflessione sulla salute mentale nello sport.
Giorgia Meloni ha dovuto pubblicare un comunicato stampa ufficiale per smentire le voci di una sua partecipazione a Sanremo È stata costretta a farlo perché da giorni questa voce circolava insistentemente, tanto che i giornalisti hanno anche chiesto a Carlo Conti se fosse vera.
La cosa più discussa dei BAFTA non sono stati i film né i premi ma le censure riuscite e fallite della BBC Un insulto razzista non è stato rimosso dalla differita della cerimonia, un "Free Palestine" e una battuta su Trump sono invece sparite. Non è chiaro il metodo applicato dall'emittente.

Il Wall Street Journal “recensisce” la Galleria Vittorio Emanuele di Milano

24 Maggio 2016

Il Wall Street Journal ha dedicato in questi giorni un articolo della sua sezione “arts in review” alla Galleria Vittorio Emanuele II di Milano, definita una «meraviglia architettonica» che mantiene vivo «il tocco della Belle époque». Il lato più interessante del pezzo, intitolato “A city under glass”, cioè “una città sotto-vetro”, sta nel fatto che racconta di come Mark Twain restò impressionato dalla galleria meneghina e si sofferma sulla tragica storia del giovane architetto che la progettò, Giuseppe Mengoni.

«Mi piacerebbe trascorrere qui tutto il mio tempo», scrisse Twain a proposito della galleria nel 1879. «Alti edifici dei più eleganti, arricchiti da ornamenti ed abbelliti da statue; le strade in mezzo sono coperte da altissimi vetri, i pavimenti di marmo lucido e variopinto, disposto con ottimo gusto».

Il progetto di costruire una galleria commerciale al coperto a Milano risale al 1861, data dell’unità d’Italia. Si trattava di un genere architettonico non nuovo e piuttosto popolare in Europa. «Il concetto di centro commerciale coperto da una cupola di vetro nasce a Parigi nel 1798 con Passage du Caire, seguito dalla Burlington Arcade di Londra (1819)» scrive il Wsj. Tuttavia, aggiunge il giornale, la galleria milanese si «distingue dalle altre per l’ampiezza del suo volume, il suo design allettante e tocchi ornamentali».

Around Milan

Nel 1863 fu scelto un giovane architetto per costruirla, Giuseppe Mengoni, che all’epoca aveva 33 anni. I lavori proseguirono a singhiozzo per una serie di questioni, inclusa la carenza di fondi. La prima pietra è stata posata nel 1865  e la galleria fu inaugurata nel 1867, ma a quei tempi era ancora priva del suo celebre arco d’ingresso che dà su piazza Duomo, probabilmente la parte più nota ed elaborata.

Per realizzarlo Mengoni impiegò altri 10 anni: tali ritardi lo spinsero a una difficile situazione economica e inasprirono i suoi rapporti con l’amministrazione cittadina, che alla fine lo mise sotto pressione con un ultimatum. Il grande arco della galleria fu inaugurato il 31 dicembre del 1877. Ma la sera prima l’architetto precipitò dall’arco, forse una disgrazia o più probabilmente un suicidio.

Due anni dopo Mark Twain, il celebre scrittore americano, fece un viaggio in Europa, visitando l’Italia settentrionale, la Francia e la Germania del Sud. Le impressioni di questi viaggi, incluso il passaggio citato sopra a proposito della galleria Vittorio Emanuele, furono pubblicate nel testo A Trump Abroad, titolo italiano: Vagabondo in Italia

Foto di Vittorio Zunino Celotto/Getty Images
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