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02:22 venerdì 9 gennaio 2026
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.
Durante un raid a Minneapolis gli agenti dell’Ice hanno ucciso una donna che stava scappando e il sindaco ha detto che è meglio per loro se ora «si tolgono dalle palle» «Sparite. Non vi vogliamo qui», ha detto Jacob Frey dopo l'omicidio della 37enne Renee Nicole Macklin Good.
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.

Almeno 8 pecore nel mondo sanno riconoscere Barack Obama

08 Novembre 2017

La pecora è il simbolo di chi non pensa con la sua testa. Seguire il gregge è sinonimo di ignavia e pigrizia mentale, di omologazione. Il gregge è il grande pubblico, la massa: l’insieme variegato di persone con cui la cultura pop si impegna a comunicare. Potrebbe sembrare normale, collegando questi elementi, che le pecore coinvolte in questo esperimento dell’Università di Cambridge riportato da Vice, abbiano dimostrato di saper distinguere tra il volto di una persona sconosciuta e quello di un personaggio noto del mondo dello spettacolo (nello specifico: Jake Gyllenhaal, Emma Watson,la giornalista televisiva Fiona Bruce e l’ex presidente degli Stati Uniti Barak Obama). Nel video pubblicato dall’Università, c’è una pecora che si avvicina a due ritratti: uno mostra una celebrità, l’altro una persona sconosciuta. La pecora si dirige verso uno dei due in cerca di cibo: la cosa sconvolgente è che 8 volte su 10 si avvicina alla faccia del Vip piuttosto che a quella della persona comune. Ancora più interessante è che quando le facce sui tablet non sono sorridenti, la precisione con la quale le pecore riconoscono il Vip scende soltanto del 15 per cento.Precedenti studi avevano mostrato che questi animali riconoscono i volti dei loro addestratori. Questo nuovo esperimento, pubblicato in Royal Society Open Science, conferma che le pecore sono al livello dei primati quando si tratta di riconoscere le persone.

Un esperimento in apparenza abbastanza idiota ma in realtà molto importante. La sua utilità, infatti, è quella di porre le basi per un’indagine su una particolare malattia detta disturbo di Huntington, un disturbo cerebrale progressivo che provoca problemi di cognizione e movimento e si crede possa influenzare la percezione delle espressioni facciali e quindi l’interpretazione delle emozioni di altre persone. Le pecore sono perfette per questo tipo di studi, perché il loro cervello, in quanto a grandezza e complessità, è molto simile a quello degli esseri umani. Studiando pecore che hanno una versione del disturbo di Huntington e le variazioni nelle loro capacità di riconoscere volti ed emozioni, sarà quindi possibile analizzare come la malattia agisce sul cervello e trovare nuovi modi per curarla.

Foto Getty
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