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04:19 martedì 7 aprile 2026
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

Almeno 8 pecore nel mondo sanno riconoscere Barack Obama

08 Novembre 2017

La pecora è il simbolo di chi non pensa con la sua testa. Seguire il gregge è sinonimo di ignavia e pigrizia mentale, di omologazione. Il gregge è il grande pubblico, la massa: l’insieme variegato di persone con cui la cultura pop si impegna a comunicare. Potrebbe sembrare normale, collegando questi elementi, che le pecore coinvolte in questo esperimento dell’Università di Cambridge riportato da Vice, abbiano dimostrato di saper distinguere tra il volto di una persona sconosciuta e quello di un personaggio noto del mondo dello spettacolo (nello specifico: Jake Gyllenhaal, Emma Watson,la giornalista televisiva Fiona Bruce e l’ex presidente degli Stati Uniti Barak Obama). Nel video pubblicato dall’Università, c’è una pecora che si avvicina a due ritratti: uno mostra una celebrità, l’altro una persona sconosciuta. La pecora si dirige verso uno dei due in cerca di cibo: la cosa sconvolgente è che 8 volte su 10 si avvicina alla faccia del Vip piuttosto che a quella della persona comune. Ancora più interessante è che quando le facce sui tablet non sono sorridenti, la precisione con la quale le pecore riconoscono il Vip scende soltanto del 15 per cento.Precedenti studi avevano mostrato che questi animali riconoscono i volti dei loro addestratori. Questo nuovo esperimento, pubblicato in Royal Society Open Science, conferma che le pecore sono al livello dei primati quando si tratta di riconoscere le persone.

Un esperimento in apparenza abbastanza idiota ma in realtà molto importante. La sua utilità, infatti, è quella di porre le basi per un’indagine su una particolare malattia detta disturbo di Huntington, un disturbo cerebrale progressivo che provoca problemi di cognizione e movimento e si crede possa influenzare la percezione delle espressioni facciali e quindi l’interpretazione delle emozioni di altre persone. Le pecore sono perfette per questo tipo di studi, perché il loro cervello, in quanto a grandezza e complessità, è molto simile a quello degli esseri umani. Studiando pecore che hanno una versione del disturbo di Huntington e le variazioni nelle loro capacità di riconoscere volti ed emozioni, sarà quindi possibile analizzare come la malattia agisce sul cervello e trovare nuovi modi per curarla.

Foto Getty
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