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20:49 giovedì 5 febbraio 2026
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.
Negli Epstein Files Donald Trump viene citato più volte di Harry Potter nella saga di Harry Potter 38 mila volte, per la precisione. Il conteggio lo ha fatto il New York Times, per dimostrare quanto solido fosse il rapporto tra Trump ed Epstein.
It’s Never Over, il documentario su Jeff Buckley arriverà finalmente anche in Italia, a marzo Soltanto per tre giorni, però: una proiezione-evento per celebrare 60 anni dalla nascita del cantautore di Grace.
Tra le centinaia di giornalisti licenziati improvvisamente dal Washington Post ce n’è una che lo ha scoperto mentre lavorava per il giornale in una zona di guerra La corrispondente Lizzie Johnson ha scoperto di essere rimasta senza lavoro mentre scriveva dal fronte ucraino, al freddo e senza corrente.
Darren Aronofsky si è guadagnato l’appellativo di “traditore del cinema” perché ha fatto una serie usando solo l’AI Sia i critici che i colleghi stanno commentando molto negativamente (per usare un eufemismo) sia la scelta di Aronosfsky che il pessimo risultato ottenuto.

Molestie sul lavoro, cinque uomini raccontano perché non sono intervenuti

08 Novembre 2017

Il caso Weinstein ha riaperto il dibattito sulle molestie sul luogo di lavoro. Un problema, dati alla mano, molto reale. Secondo un sondaggio del Washington Post, in America una donna lavoratrice su quattro ha subito, nel corso della sua carriera, una qualche forma di molestia, e lo stesso vale per un uomo su dieci. Una delle ragioni per cui il problema è così diffuso, sostengono alcuni, è che le vittime spesso non denunciano l’avvenuto. Un altro aspetto, però, di cui si parla meno, è che spesso le altre persone non intervengono. Che cosa spinge le persone a non intervenire in casi di molestie? Il New York mag ha raccolto cinque testimonianze di uomini – brave persone, uomini che non molesterebbero mai – che hanno raccontato, tra qualche senso di colpa, perché non sono intervenuti quando è capitato loro di assistere a situazioni in cui dei loro colleghi (uomini) molestavano delle donne.

luogo di lavoro

Per esempio c’è Steve, un dirigente informatico di 47 anni, che racconta di avere lavorato in un ambiente dove gli uomini, che erano la stragrande maggioranza, hanno creato una cultura lavorativa molto escludente per le donne (le uscite di lavoro si fanno agli strip club, i sistemi operativi si testano guardando porno, ecc): «Mi metteva a disagio l’idea di andare contro i miei colleghi perché erano anche amici», racconta. Bobby, un accademico di 36 anni, lavora con un professore che fa spesso domande inappropriate alle studentesse, per esempio chiedendogli della loro vita sessuale: non è mai intervenuto, dice, perché «non ne valeva la pena» e perché il professore era in una posizione di potere.

È interessante la testimonianza di Andrew, che ha un collega che si piazza davanti al bagno delle donne per fare commenti sgradevoli: vorrebbe intervenire… ma confessa di non sapere come fare. Charles invece ha tentato di intervenire, quando un suo collega ha iniziato a infastidire la centralinista vantandosi delle sue prestazioni sessuali: è stata la stessa donna a fermarlo, «gli uomini sono fatti così, cosa ci vuoi fare». Theo, un project manager trentenne, racconta di avere avuto un collega che faceva sempre commenti razzisti e sessisti: è andato alle risorse umane a parlarne, ma ha menzionato solo i primi perché «mi sembrava più facile indicare come sbagliato il razzismo che il sessismo».

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