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19:54 lunedì 2 febbraio 2026
In Portogallo il centrodestra sta chiedendo ai suoi elettori di votare per i socialisti al ballottaggio pur di non far vincere l’estrema destra Diversi esponenti del centrodestra hanno annunciato che l'8 febbraio voteranno António José Seguro, perché è l'unico modo di difendere la democrazia portoghese.
In vista dell’uscita del film di Cime tempestose, la Gen Z sta recuperando il libro e lo sta trovando difficilissimo Oppure noioso: qualcuno dice che per arrivare alla fine ha deciso di leggere soltanto i dialoghi, altri consigliano di partire dal capitolo 4.
Un programmatore ha creato un social che possono usare solo i chatbot e i chatbot lo stanno usando per lamentarsi degli esseri umani Si chiama Moltbook, somiglia molto a Reddit e anche i chatbot si comportano in modo molto simile agli utenti Reddit: si lamentano e insultano.
Il governo Usa si è dimenticato di censurare i volti e i corpi delle donne ritratte nella tranche di Epstein Files appena pubblicata Alcune di queste sarebbero addirittura minorenni: se ne sono accorti i giornalisti del New York Times, grazie a loro le foto sono state rimosse.
Nel nuovo trailer del Diavolo veste Prada 2 c’è Miranda Priestly che, come tutte le direttrici del mondo, va alla ricerca di soldi per il suo giornale Ambientato a Milano, il trailer mostra una Miranda Priestly alle prese, persino lei, con la crisi dell'editoria.
Nonostante abbia vinto il premio per l’Album dell’anno, a Bad Bunny è stato vietato di esibirsi dal vivo ai Grammy Stavolta non c'entra la politica ma un grosso concerto che Bad Bunny terrà l'8 febbraio durante un evento piuttosto importante.
TikTok ha chiuso l’account di Bisan Owda, una delle più note e apprezzate giornaliste palestinesi, senza una spiegazione Secondo la giornalista, 1.4 milioni di follower, vincitrice di un Emmy per i suoi reportage, la versione Usa dell'app sta censurando le voci palestinesi.
È uscita la prima immagine di Paul Mescal, Barry Keoghan, Harris Dickinson e Joseph Quinn nei panni dei Beatles e in tanti li trovano piuttosto buffi Hanno colpito molto soprattutto la scodella e i baffoni sfoggiati da Barry Keoghan, che nella saga diretta da Sam Mendes sarà Ringo Starr.

Molestie sul lavoro, cinque uomini raccontano perché non sono intervenuti

08 Novembre 2017

Il caso Weinstein ha riaperto il dibattito sulle molestie sul luogo di lavoro. Un problema, dati alla mano, molto reale. Secondo un sondaggio del Washington Post, in America una donna lavoratrice su quattro ha subito, nel corso della sua carriera, una qualche forma di molestia, e lo stesso vale per un uomo su dieci. Una delle ragioni per cui il problema è così diffuso, sostengono alcuni, è che le vittime spesso non denunciano l’avvenuto. Un altro aspetto, però, di cui si parla meno, è che spesso le altre persone non intervengono. Che cosa spinge le persone a non intervenire in casi di molestie? Il New York mag ha raccolto cinque testimonianze di uomini – brave persone, uomini che non molesterebbero mai – che hanno raccontato, tra qualche senso di colpa, perché non sono intervenuti quando è capitato loro di assistere a situazioni in cui dei loro colleghi (uomini) molestavano delle donne.

luogo di lavoro

Per esempio c’è Steve, un dirigente informatico di 47 anni, che racconta di avere lavorato in un ambiente dove gli uomini, che erano la stragrande maggioranza, hanno creato una cultura lavorativa molto escludente per le donne (le uscite di lavoro si fanno agli strip club, i sistemi operativi si testano guardando porno, ecc): «Mi metteva a disagio l’idea di andare contro i miei colleghi perché erano anche amici», racconta. Bobby, un accademico di 36 anni, lavora con un professore che fa spesso domande inappropriate alle studentesse, per esempio chiedendogli della loro vita sessuale: non è mai intervenuto, dice, perché «non ne valeva la pena» e perché il professore era in una posizione di potere.

È interessante la testimonianza di Andrew, che ha un collega che si piazza davanti al bagno delle donne per fare commenti sgradevoli: vorrebbe intervenire… ma confessa di non sapere come fare. Charles invece ha tentato di intervenire, quando un suo collega ha iniziato a infastidire la centralinista vantandosi delle sue prestazioni sessuali: è stata la stessa donna a fermarlo, «gli uomini sono fatti così, cosa ci vuoi fare». Theo, un project manager trentenne, racconta di avere avuto un collega che faceva sempre commenti razzisti e sessisti: è andato alle risorse umane a parlarne, ma ha menzionato solo i primi perché «mi sembrava più facile indicare come sbagliato il razzismo che il sessismo».

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