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12:16 venerdì 7 agosto 2026
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.
Il Pentagono ha improvvisamente cambiato il modo in cui conta i morti e i feriti nella guerra in Iran Pare su richiesta diretta dalla Casa Bianca. Risultato: 4 morti "in meno" e circa 600 feriti in più.
Fred Again ha passato 50 ore consecutive in livestream su YouTube per completare il suo nuovo mixtape Lo ha fatto insieme al collettivo LATIN MAFIA, registrato tutto a Città del Messico e intitolato (didascalicamente ma efficacemente) 9 months & 50 hours.

Cursed images, la raccolta di foto inquietanti di cui si sta parlando

24 Ottobre 2016

Cursed images (@cursedimages) è un account di Twitter con oltre 87 mila follower che posta regolarmente alcune delle immagini più inquietanti che si trovano online. I soggetti includono una donna che suona il violino durante un intervento chirurgico al cervello, una bambola di plastica la cui cavità toracica è utilizzata a mo’ di ciotola per il guacamole, un tizio che utilizza come maschera un koala di pelushe smembrato, ma anche la regina dei Paesi Bassi che visita una mostra sul corpo umano. Sono tutte, come suggerisce il nome, foto molto creepy.

Gestito in maniera anonima, Cursed images ha attirato l’attenzione del New Yorker, che ci ha scritto un articolo, dove lo paragona ad altri account anonimi che postano su Twitter immagini apparentemente random ma legate da un tema comune, come per esempio Cartoon GIFs (@toongif), che però pubblica immagini animate tratte da cartoni animati e ha solo ottomila follower. «È una pausa per il cervello», scrive Jia Tolentino.

Tuttavia quello che distingue Cursed images è il senso di inquietudine che trasmettono le immagini: «Attirano la tua attenzione e la svuotano per un discreto lasso di tempo. Sono piccoli scatti di un mondo messo a punto da una presenza impaurita, smaliziata e forse malevola». Tolentino è riuscita a contattare per email il gestore (o gestrice) dell’account, che ha raccontato come la sua fascinazione nei confronti della creepiness sia nata nell’infanzia, quando viaggiava spesso con la famiglia, e «ogni città aveva le sue leggende metropolitane su eventi sovrannaturali». 

Il termine creepiness è difficilmente traducibile in italiano: talvolta si può usare “inquietante”, ma nei contesti accademici è più comune “perturbante” (dall’Unheimlich, analizzato da Schelling e Freud). Deriva da “creep”, un (ormai ex) neologismo coniato da Dickens per indicare i brividi. Il verbo “to creep”, infatti, significa “strisciare”: nell’Ottocento alcuni ladri di bassa lega, s’intrufolavano “strisciando” nei bordelli per derubare i clienti ed erano soprannominati per questo “creeps”. Così l’autore di David Copperfield si appropriò del termine per descrivere un misto di repulsione e paura.

Una mostra sul corpo umano a Guben, in Germania, 2010 (Sean Gallup/Getty Images)
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