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20:03 lunedì 2 febbraio 2026
In Portogallo il centrodestra sta chiedendo ai suoi elettori di votare per i socialisti al ballottaggio pur di non far vincere l’estrema destra Diversi esponenti del centrodestra hanno annunciato che l'8 febbraio voteranno António José Seguro, perché è l'unico modo di difendere la democrazia portoghese.
In vista dell’uscita del film di Cime tempestose, la Gen Z sta recuperando il libro e lo sta trovando difficilissimo Oppure noioso: qualcuno dice che per arrivare alla fine ha deciso di leggere soltanto i dialoghi, altri consigliano di partire dal capitolo 4.
Un programmatore ha creato un social che possono usare solo i chatbot e i chatbot lo stanno usando per lamentarsi degli esseri umani Si chiama Moltbook, somiglia molto a Reddit e anche i chatbot si comportano in modo molto simile agli utenti Reddit: si lamentano e insultano.
Il governo Usa si è dimenticato di censurare i volti e i corpi delle donne ritratte nella tranche di Epstein Files appena pubblicata Alcune di queste sarebbero addirittura minorenni: se ne sono accorti i giornalisti del New York Times, grazie a loro le foto sono state rimosse.
Nel nuovo trailer del Diavolo veste Prada 2 c’è Miranda Priestly che, come tutte le direttrici del mondo, va alla ricerca di soldi per il suo giornale Ambientato a Milano, il trailer mostra una Miranda Priestly alle prese, persino lei, con la crisi dell'editoria.
Nonostante abbia vinto il premio per l’Album dell’anno, a Bad Bunny è stato vietato di esibirsi dal vivo ai Grammy Stavolta non c'entra la politica ma un grosso concerto che Bad Bunny terrà l'8 febbraio durante un evento piuttosto importante.
TikTok ha chiuso l’account di Bisan Owda, una delle più note e apprezzate giornaliste palestinesi, senza una spiegazione Secondo la giornalista, 1.4 milioni di follower, vincitrice di un Emmy per i suoi reportage, la versione Usa dell'app sta censurando le voci palestinesi.
È uscita la prima immagine di Paul Mescal, Barry Keoghan, Harris Dickinson e Joseph Quinn nei panni dei Beatles e in tanti li trovano piuttosto buffi Hanno colpito molto soprattutto la scodella e i baffoni sfoggiati da Barry Keoghan, che nella saga diretta da Sam Mendes sarà Ringo Starr.

Cercare i sintomi delle malattie su Google è una malattia?

07 Settembre 2016

L’ossessione contemporanea per la salute fa parte del nostro quotidiano, a partire dalla fissa per l’omeopatia fino all’abitudine di googlare i propri sintomi e giungere a conclusioni frettolose e (quasi sempre) sbagliate. La propensione all’autodiagnosi ha un suo nome, “cybercondria”, e sta diventando particolarmente preoccupante in America, come nota su Quartz la dottoressa Mary Aiken, psicologo forense esperta di crimini informatici. Ogni anno, infatti, gli americani spendono all’incirca 20 miliardi di dollari in visite non necessarie, contribuendo così all’incremento del costo della sanità nazionale, che secondo una proiezione raggiungerà i 5,5 miliardi di dollari nel 2024.

This Doctor Has  A FingerSecondo uno studio Pew del 2013, circa il 72% degli americani cerca informazioni sulla propria salute su internet: il 35% è alla caccia di diagnosi specifiche, e di quelli che si auto-diagnosticano questo o quel disturbo, poco più della metà finisce per interpellare un medico. Nel giugno 2016, Google ha fatto sapere che l’1% del suo traffico complessivo è legato proprio a questa ricerca di sintomi medici. Tuttavia chi non ha le conoscenze necessarie per decifrare il linguaggio medico finisce per fraintendere quello che legge, arrivando al punto di auto-suggestionarsi e sviluppare fenomeni ansiogeni.

Il termine cybercondria, in realtà, non è affatto nuovo: come ricorda Aiken, è stato coniato per la prima volta nel 2001 da un servizio su Bbc ed è in seguito stato ripreso da un articolo sulla pubblicazione specializzata Neurology, Neurosurgery and Psychiatry. Poi, in un fondamentale studio del 2009, i ricercatori Microsoft Ryen White e Eric Horvitz hanno messo in relazione l’aumento esponenziale delle ricerche online di questo tipo con quello dei disturbi legati all’ansia sul proprio stato di salute, scoprendo un rapporto diretto tra i due fenomeni. (Persino lo stesso Google ha ammesso che navigare fra i contenuti a tema salute può essere complicato, e non è raro che ci si imbatta in descrizioni di malattie rare partendo da sintomi piuttosto comuni, d’altronde).

Secondo Aiken, la viralità con cui si diffondono i contenuti sul web e le reazioni che provocano sono «[l’equazione] E = mc2 di questo secolo». Tra le soluzioni indicate dalla studiosa, ci sono: una revisione dei risultati delle principali query legate alla salute sui più popolari motori di ricerca, così da garantire una navigazione più chiara, e una copertura giornalistica professionale, che informi in maniera corretta il lettore digiuno di nozioni mediche. Cose non semplicissime da realizzare, ma ricordatevene la prossima volta che googlate quel mal di testa.

Immagine: Nicholas Kamm/AFP/ Getty Images
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