Breaking ↓
12:45 giovedì 22 gennaio 2026
Una ragazza a Los Angeles ha fatto causa ai social per averle causato una “tossicodipendenza” dall’algoritmo K.G.M, 19 anni, sostiene che Instagram, TikTok, YouTube e Snapchat le abbiano causato gravi problemi e vuole chiamare a processo tutti i loro Ceo.
Il nuovo film di Tom Ford, Cry to Heaven, sarà girato tutto in Italia, tra Roma e Caserta Le riprese sono appena iniziate ma già si parla di una possibile prima alla Mostra del cinema di Venezia.
È stato indetto in Italia il primo sciopero generale dei meme per protestare contro un mondo ormai troppo assurdo anche per i meme Un giorno intero senza meme, perché a cosa servono questi in una realtà che è diventata più estrema pure della sua caricatura?
Michelangelo Pistoletto ha risposto a Britney Spears, dopo che Britney Spears ha chiesto «da dove ca**o salta fuori» la mela di Michelangelo Pistoletto in Stazione Centrale a Milano Con un post Instagram, l'artista ha rivendicato la paternità dell'opera e invitato la popstar ad andare a trovarlo a Biella.
Il regime iraniano sta facendo causa e confiscando i beni di tutte le celebrity che hanno sostenuto le proteste Attori, sportivi, imprenditori, figure pubbliche in generale: il regime sta punendo chiunque si sia espresso a favore dei manifestanti.
Su internet è in corso un’affannosa ricerca per scoprire di che marca sono gli occhiali da sole indossati da Macron a Davos Gli aviator sfoggiati dal Presidente sono diventati allo stesso tempo meme e oggetto del desiderio: sono Louis Vuitton? Ray-Ban? Baijo?
I monaci benedettini tedeschi sono stati costretti a vendere il più antico birrificio del mondo perché anche in Germania si beve sempre meno birra In attività da 975 anni, il birrificio Weltenburger vive una crisi talmente profonda da aver costretto i monaci benedettini a metterlo in vendita.
Aphex Twin ha superato Taylor Swift per numero di ascoltatori mensili su YouTube Music Merito soprattutto di una canzone, "QKThr", diventata una delle più usate come colonna sonora di video su YouTube.

Non leggiamo più di metà degli articoli che condividiamo online

20 Giugno 2016

Lo scorso 4 giugno, il sito di informazione satirica The Science Post ha pubblicato un articolo in cui tre paragrafi non erano altro che il “lorem ipsum”, il tipico testo riempitivo utilizzato da grafici, designer, programmatori o tipografi per le bozze. Nell’introduzione al pezzo, invece, c’era un dato significativo: in genere solo il 70 per cento delle persone legge l’articolo scientifico in cui è entrato col proprio browser, i restanti si limitano a condividerlo o a commentarlo.

Ancora più recentemente, uno studio condotto da alcuni ricercatori della Columbia University e dell’Istituto nazionale francese ha rivelato che il 59 per cento del link totali condivisi sui social media non viene letto. Il trend inoltre non esclude neppure quei contenuti già condivisi migliaia di volte.

Secondo gli autori della ricerca questa attitudine contribuisce anche a spiegare certi usi di Internet, come ad esempio il cosiddetto fenomeno del clickbaiting, che fa suo l’utilizzo di titoli accattivanti, urlati e di falsi allarmi. Per giungere a questa conclusione i ricercatori hanno monitorato i collegamenti dalle piattaforme di Cnn, New York Times, Huffington Post, Bbc e Fox News, per un intero mese durante l’estate 2015.

«Le persone sono più disposte a condividere un articolo piuttosto che a leggerlo», ha dichiarato Arnaud Legout, tra i ricercatori coinvolti nel rapporto, che aggiunge: «Tale approccio è tipico del moderno consumo di informazioni. Le persone si formano un parere sulla base di una sintesi, o di una “sintesi sintetizzata”, senza fare lo sforzo di scendere più in profondità».

Nell’immagine: I loghi di Snapchat, Facebook e Twitter sotto le montagne russe del parco giochi Dreamland di Margate, in Inghilterra (Chris Ratcliffe/Getty Images)
Articoli Suggeriti
Social Media Manager

Leggi anche ↓
Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero

Un algoritmo per salvare il mondo

Come funziona Jigsaw, la divisione (poco conosciuta) di Google che sta cercando di mettere la potenza di calcolo digitale del motore di ricerca al servizio della democrazia, contro disinformazione, manipolazioni elettorali, radicalizzazioni e abusi.