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11:13 giovedì 21 maggio 2026
Succession è finita da un pezzo ma la saga dei Murdoch invece continua: adesso James ha comprato Vox e New York Magazine per farne l’anti Fox News e sfidare Rupert Il valore dell'operazione sarebbe attorno ai 300 milioni di dollari, con Murdoch Jr. che ha detto di voler puntare tutto sul giornalismo di qualità.
Il furto del Louvre, “il furto del secolo”, diventerà un film diretto da Romain Gavras Sarà l'adattamento di un libro-inchiesta che uscirà in Francia il 27 gennaio e che promette di rivelare i contenuti di documenti segretissimi.
L’epidemia di Ebola in Repubblica Democratica del Congo è dovuta anche al fatto che i primi contagiati risultavano negativi perché sono stati testati per la variante di Ebola sbagliata I sanitari hanno sottoposto tutti al test per rilevare la variante Zaire. Si è poi scoperto che le infezioni erano dovute a quella Bundibugyo.
Sally Rooney pubblicherà Intermezzo in Israele con un editore filopalestinese che si oppone all’occupazione e all’apartheid Negli ultimi 5 anni la scrittrice aveva rifiutato di essere tradotta e pubblicata in Israele, una scelta fatta per sostenere il movimento BDS (Boycott, Divestment, Sanctions).
La NATO è preoccupata che se la guerra in Iran dovesse continuare si ritroverà senza armi e munizioni perché gli Stati Uniti ne stanno usando troppe Finora gli Usa hanno speso 29 miliardi di dollari per una guerra di cui non si vede la fine e ancora non è chiaro lo scopo.
C’è una gran polemica nel mondo letterario perché la Premio Nobel Olga Tokarczuk ha detto di aver usato l’AI durante la stesura del suo nuovo libro Cosa che in realtà non ha mai detto, come si è affretta a spiegare lei stessa in un comunicato stampa in cui precisa che l'AI non scriverà mai al posto suo.
Se siete in Sicilia e incontrate Mick Jagger, sappiate che è lì perché interpreta il padre di Josh O’Connor nel nuovo film di Alice Rohrwacher La sua parte però sarà piuttosto breve, poco più di una scena accanto a Kyo, il personaggio interpretato da Josh O'Connor.
Il prezzo del desideratissimo Royal Pop di Swatch e Audemars Piguet è già crollato ma era assolutamente prevedibile Molti reseller stanno dunque scoprendo solo ora che passare ore in fila ad aspettare forse non è stata la più sensata delle decisioni.

Zoom vuole creare dei cloni digitali che partecipino alle riunioni al posto nostro

04 Giugno 2024

Durante la pandemia, per continuare a lavorare in tantissimi ci siamo ritrovati a scaricare Zoom, ma non in tutte le aziende si è continuato a usarlo così tanto come in quei periodi di lockdown. Con gli uffici aperti, molte riunioni sono tornate a tenersi di persona, e lo stesso vale, ad esempio, per le interviste o i colloqui di lavoro. Ma per chi deve rapportarsi con clienti o colleghi lontani, Zoom continua a essere fondamentale, e il suo Ceo, Eric Yuan, sembra molto fiducioso e ottimista sul futuro dell’azienda. Parlando con Nilay Patel di The Verge, Yuan ha spiegato che, come praticamente ogni altra grande azienda, Zoom ha intenzione di sfruttare l’intelligenza artificiale. In pratica, il Ceo vuole far crescere Zoom e al tempo stesso vuole che non sia più necessario dover partecipare alle riunioni su Zoom. «Le idee di Eric Yuan su ciò che farà l’intelligenza artificiale sono piuttosto folli», riassume Patel nella sua introduzione.

Secondo il Ceo, l’intelligenza artificiale permetterà a tutti noi di creare quello che chiama un “gemello digitale”, essenzialmente un avatar deepfake di noi stessi che potrà partecipare alle riunioni Zoom al nostro posto e persino prendere decisioni per noi mentre ci dedichiamo a cose più importanti, «ad esempio la famiglia», specifica Yuan. Non solo le videochiamate ma anche molte altre tediose attività che svolgiamo ogni giorno potranno essere gestite dall’AI di Zoom. Il nostro gemello non sarà utile solo per le riunioni o le videochiamate: potremo rifilargli anche la gestione di chat scritte o messaggi vocali, telefonate, calendari, attività creative od organizzative. Ci sono davvero pochissime cose che i nostri gemelli (perché potranno ovviamente essere più di uno) non saranno in grado di fare, se istruiti correttamente. «Anche le mail», specifica Yuan. «Io odio leggere le mail ogni mattina: se tutto andrà come spero, la mia versione AI le leggerà al mio posto».

Il Ceo si spinge ancora più in là, sostenendo che conoscendo i nostri punti deboli a livello professionale, potremo perfezionare il nostro clone digitale: se sappiamo che la negoziazione non è il nostro punto forte, ad esempio, potremo programmarlo per renderlo un venditore migliore, e quindi presentare una versione più efficace di noi stessi in base all’obiettivo di quella specifica riunione. E intanto, magari, se siamo in smartworking, approfittarne per fare un pisolino.

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