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La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.
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Amsterdam è la prima capitale del mondo a vietare la pubblicità sia della carne che dei combustibili fossili negli spazi pubblici La misura è entrata in vigore dall'1 maggio. Secondo il Comune, è necessaria per «allineare il paesaggio urbano agli obiettivi ambientali».
Un festival cinematografico in Canada ha iniziato a proiettare film a velocità 1.5x per attirare la Gen Z L'esperimento è iniziato con Amour Apocalypse di Anne Émond, che a velocità x1.5 dura 66 minuti invece di 100. Ben 34 minuti risparmiati.
Alla donna francese ricoverata in condizioni gravissime a causa dell’hantavirus era stato detto che i suoi sintomi erano dovuti all’ansia Nonostante i sintomi e il fatto che fosse letteralmente appena scesa dalla MV Hondius, la diagnosi dei medici è stata questa: stress misto ad ansia.
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In quasi nessuna delle capitali europee un mese di salario minimo è sufficiente a pagare un mese di affitto L'Italia in questo studio non è menzionata, perché in Italia c'è la crisi abitativa ma il salario minimo no.

La maggior parte delle notizie sul conflitto israelo-palestinese viene da sette account X

24 Ottobre 2023

Nei giorni successivi all’attacco di Hamas contro Israele, il Center for an Informed Public della University of Washington ha portato avanti una ricerca sugli account X più coinvolti nella discussione sul conflitto israelo-palestinese. Come riporta Gizmodo, l’istituto ha ora pubblicato i risultati di questa ricerca: si intitola The New Elites e leggendolo si scopre che la gran parte dei contenuti relativi al conflitto (notizie, fotografie, video) provengono da sette account appena. Questi sette account – Visegrad 24, Mario Nawfal, OSINTDefender, The Spectator Index, War Monitor, Collin Rugg, Censored Men – hanno accumulato 1.6 miliardi di visualizzazione soltanto nei primi tre giorni del conflitto, tra il 7 e il 9 ottobre. Più dei profili di istituzioni mediatiche come il New York TimesCnn Bbc, per fare tre esempi. Nello stesso giorno è uscita anche un’altra ricerca, questa prodotta da NewsGuard, che tanti stanno mettendo assieme per dimostrare il pessimo stato in cui versa l’informazione sui social (su questo argomento ha scritto un bel pezzo Kyle Chayka sul New Yorker): la ricerca di NewsGuard dice che il 74 per cento della notizie false presenti su X è prodotto da account che hanno acquistato la spunta blu tramite l’apposito programma di abbonamento istituito da Elon Musk.

Tutti i sette profili citati nella ricerca della University of Washington sono utenti verificati. Molti di questi sono conosciuti per avere in passato diffuso notizie false. La maggior parte di questi account sono gestiti da una sola persona o da redazioni piuttosto piccole. Alcuni si sono solo recentemente convertiti all’informazione: Censored Men, per esempio, fino al giorno prima dell’inizio della guerra in Medio Oriente si occupava soprattutto di difendere Andrew Tate. Ci sono però account che rappresentano media company propriamente dette: nel pezzo di Gizmodo si fa l’esempio di Visegrad24, un account che ha guadagnato seguito e visibilità in seguito all’invasione russa dell’Ucraina, e attualmente è gestito da una redazione composta da dodici persone. Uno dei dati più interessanti sottolineati da questa ricerca è l’asimmetria che si registra tra il numero di follower di questi profili e la diffusione dei loro contenuti. Per quanto riguarda il mondo dell’informazione, gli account X più seguiti sono sei e appartengono a Bbc, Cnn, New York Times e Reuters: 298.1 milioni di follower totali. I sette, invece, ne hanno appena 3.2 milioni. Eppure i loro contenuti in questi giorni hanno superato il miliardo e mezzo di visualizzazioni, contro i 112 milioni accumulati dai cosiddetti media tradizionali (sempre tenendo in considerazione i primi tre giorni di conflitto in Medio Oriente). Il solo Visegrad 24 ha raccolto più di 370 milioni di views.

La spiegazione di questa larghissima vittoria numerica sta nei cambiamenti recentemente apportati all’algoritmo di Twitter e alla nuova politica in fatto di contenuti adottata da Elon Musk. Che potrebbe essere lui stesso un fattore nei successi di questa Nuova Élite di X: in passato Musk ha consigliato ai suoi follower che volessero saperne di più sul conflitto israelo-palestinese di seguire sia OSINTDefender che War Monitors, nonostante entrambi gli account abbiano in passato diffuso fake news (Musk ha cancellato il tweet in questione dopo che il Washington Post aveva sottolineato la stranezza delle sue preferenze in fatto di informazione). Resta infatti, però, che Musk ha partecipato ai live stream di Mario Nawfal, ha interagito con almeno un post pubblicato dai membri della Nuova Élite – tranne Spectator Index – ne segue personalmente tre ed è anche un abbonato ai profili di Nawfal, OSINTDefender, Collin Rugg e War Monitors.

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