Hype ↓
15:55 mercoledì 25 febbraio 2026
Cinque anni dopo lo scioglimento, i Daft Punk hanno pubblicato un nuovo video Si tratta del video ufficiale di "Human After All" e contiene immagini Electroma, il loro film di fantascienza del 2006.
Una battaglia di palle di neve organizzata in un parco di New York è degenerata quando i partecipanti hanno iniziato a prendere a palle di neve la polizia Degenerata nel vero senso della parola: due agenti sono finiti al pronto soccorso e la polizia sta dando la caccia a due degli "aggressori".
È morto Giancarlo Politi, il fondatore di Flash Art e uno dei critici d’arte più influenti del ‘900 Editore e critico, con la sua rivista ha creato un punto di riferimento per l’arte internazionale, lanciando molti nomi della scena contemporanea.
Il momento più commentato della prima serata di Sanremo è stato un refuso in una grafica nella quale la repubblica è diventata “la repupplica” L'errore è stato corretto abbastanza velocemente. Ma non abbastanza per evitare ore di scherno sui social.
Uscirà un film su Colazione da Tiffany e a interpretare Audrey Hepburn sarà Lily Collins La protagonista di Emily in Paris, abbastanza a sorpresa, è stata preferita a Rooney Mara e ad Ariana Grande.
Secondo un report dell’Onu, sono 606 i migranti morti nel Mediterraneo soltanto nei primi due mesi del 2026 Per l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni si tratta del peggior inizio di anno da quando si è iniziato a tenere traccia di queste tragedie.
Tra le ultime aggiunte alla prestigiosissima Criterion Collection c’è anche KPop Demon Hunters Sarà contento Park Chan-wook, che ha detto di essere anche lui un grande appassionato di KPop Demon Hunters.
C’è un sito che digitalizza vecchie musicassette trovate per caso in tutto il mondo Si chiama Intertapes e ogni musicassetta viene catalogata non solo per la musica o le registrazioni che contiene ma anche per la grafica e i colori.

Immagini di straordinaria normalità

Da quanto siamo in quarantena è come se tutto quello che c'era prima non ci fosse più. Il World Press Photo ci ricorda di non dimenticare che esiste un mondo oltre il Coronavirus.

17 Aprile 2020

Viviamo in un tempo congelato. Siamo stati trasformati in tanti Ian Solo, cristallizzati nella grafite, come ne L’Impero colpisce ancora di Guerre Stellari. Tutto ciò che ci circonda parla di coronavius, mascherine e quarantena. I virologi monopolizzano la nostra attenzione da ormai due mesi, e quando alla tv spunta la faccia di un Cristiano Ronaldo o di un Carlo Conti qualsiasi ci sembra quasi che arrivino da un passato lontanissimo. Ma, ovviamente, il mondo là fuori scorre. Eccome. La gente continua a scannarsi in Libia e in Siria, i barconi di migranti continuano a sbarcare a Lampedusa. Terremoti, carestie, tifoni e altre calamità purtroppo non sono andate in lockdown. Eppure sembrano non esistere più. A risvegliarci dal nostro torpore, ci pensa il World Press Photo, il più prestigioso premio di fotogiornalismo del pianeta, che poche ore fa ad Amsterdam ha scelto i vincitori del 2020. L’annuncio è stato fatto sui social perché la tradizionale cerimonia è saltata proprio a causa del covid-19.

La giuria internazionale guidata da Lekgetho James Makola ha scelto le immagini dopo una selezione fra 73996 scatti di 4283 fotografi provenienti da 125 Paesi. Quest’anno ha vinto l’immagine del giapponese Yasuyoshi Chiba, dell’agenzia France Press. E’ stata realizzata a Khartoum in Sudan, lo scorso mese di giugno durante le proteste dei manifestanti contro il regime del dittatore Omar Al-Bashir. Al centro della scena c’è un ragazzo. Tutt’attorno è buio, sono giorni di blackout, ma il suo viso è illuminato dalla luce dei telefonini. Urla slogan e recita poesie e chiede un governo democratico dopo trent’anni di oppressione. Bashir è stato deposto dall’esercito in aprile dopo le proteste e sbattuto in una cella perché trovato in possesso di ingenti somme in valuta locale e straniera, senza giustificazione legale.

Il coronavirus ha cristallizzato il nostro passato e annebbiato il nostro futuro. Ma lo scatto di Chiba, 49 anni, casa a Nairobi dal 2007, in pochi istanti ci ha portato a casa: il rumore dei cingolati, le urla del popolo, i colpi di fucile e tutto quel bagaglio di atroce normalità a cui ci eravamo (forse) colpevolmente disabituati. Il presidente Makola, che ha rivoluzionato l’immagine africana grazie al progetto Market Photo Workshop di Johannesburg, ha spiegato quanto sia essenziale avere un’immagine capace di ispirare le persone, «soprattutto nel periodo in cui viviamo, pieno di violenza e conflitti». «Chi si aspetterebbe oggi una insurrezione contro un dittatore», ha aggiunto Makola, «dove nessuno imbracci un’arma. Ma questo ragazzo non spara, non lancia sassi, sta recitando una poesia».

Le giornate, tutte uguali, scandite dal bollettino della protezione civile ci hanno intorpidito. L’ora di cyclette quotidiana non basta per ricordarci che il Nord Africa resta una polveriera e che la primavera araba da queste parti non è mai finita. Lo ha raccontato con un intensissimo bianco e nero il francese Romain Laurendeau nel suo reportage Kho, genesi di una rivolta (dove kho significa fratello) con cui ha conquistato il World Press Photo Story of the Year. Il fotoreporter di Tolosa ci ha svelato per immagini il ruolo che hanno avuto gli studenti algerini nell’ispirare i tumulti del 2019 contro il presidente Abdelaziz Bouteflika che si voleva candidare per un quinto mandato. Lo ha fatto stabilendo con loro una connessione migliore di qualsiasi altro wi-fi e un’intimità commovente. Nel suo lavoro ci sono sì le proteste ma anche attimi di ordinaria normalità. Ci sono ragazzi che amoreggiano sulla spiaggia, tifosi che vanno allo stadio o che vivono nei quartieri operai di Algeri.

Long Term Projects, 1° posto © Romain Laurendeau, France, Kho, the Genesis of a Revolt

Se il nostro nemico oggi è il Covid 19, per il talebano ritratto da Lorenzo Tugnoli per il Washington Post sono ancora gli occidentali. L’uomo immortalato dentro l’auto ha lo sguardo fisso nel vuoto, la faccia sporca e il volto segnato dalla stanchezza. Il quarantunenne di Lugo di Romagna lo ha ritratto nel suo The Longest War, con cui ha vinto il primo premio nella sezione Contemporary Issues, Storie e ha raccontato il conflitto in Afghanistan e le vicende del 2019, durante il quale Stati Uniti e talebani hanno cercato un accordo per la pace.

Contemporary Issues, Storie, 1° premio © Lorenzo Tugnoli, Italia, Contrasto, per il Washington Post, The Longest War

Ve lo ricordate il cambiamento climatico? Il virus ha ovattato anche quello. L’ungherese Esther Horvat per il New York Times ha vinto il premio nella categoria ambiente grazie a un orso polare e il suo cucciolo che gironzolano fra i macchinari degli scienziati della nave Polarstern, che fa parte di una spedizione scientifica che analizza gli effetti del cambiamento climatico dell’Artico.

Ambiente, 1° premio © Esther Horvath, Ungheria, New York Times, Polar Bear and her Cub

Le studentesse in divisa azzurra armate di mascherina ritratte dal danese Nicolas Asfouri, primo premio sezione General News, Storie, e i soldati cileni in strada fotografati da Fabio Bucciarelli per L’Espresso, secondo premio, ci ricordano invece che prima del coronavirus il batterio dei cinesi di Hong Kong era Pechino e quello dei cileni erano le gigantesche diseguaglianze sociali ed economiche.

General News, Storie, 2° posto © Fabio Bucciarelli, Italia, L’Espresso, A Rebellion Against Neoliberalism

Ci guarda invece dritta negli occhi la quindicenne rappresentata dal polacco Tomek Kaczor per Gazeta Wyborcza (primo premio categoria ritratti). Armena, figlia di rifugiati, se ne sta seduta su una sedia a rotelle accanto ai genitori. Ha gli occhi neri giganti, accentuati dal bianco e nero. Si è svegliata da poche ore da uno stato catatonico provocato dalla sindrome da rassegnazione che colpisce più frequentemente bambini, psicologicamente traumatizzati durante i processi migratori. Prima dell’emergenza eravamo bombardati proprio dalle news dei migranti, ma anche da quelle degli incendi in Australia, delle stragi compiute da teenager nelle scuole americane, degli attentati dei terroristi islamici e degli incidenti aerei. C’erano Greta e il Festival di Sanremo. Ci appassionava il campionato di calcio, la Formula Uno e l’Nba. Sembra passato un secolo.

Ritratti, 1° premio © Tomek Kaczor, Polonia, Duży Format, Gazeta Wyborcza, Awakening

Costretti in casa da settimane, abbiamo fame di spazi aperti e voglia di normalità. Per questo l’immagine che forse più di altre rappresenta il nostro desiderio di aria, cielo e infinito è quella del lituano Tadas Kazakevičius, nella serie Between Two Shores. Terzo premio nella sezione ritratti, mostra un uomo con la barba e con gli occhi chiusi. Vive nella penisola di Neringa, una striscia di sabbia di cento chilometri che divide il Mar Baltico dalla laguna dei Curi. Un luogo che per secoli ha attratto artisti, poeti e scrittori. Il reporter trentaseienne ha voluto comunicarci il senso di libertà e di spazio percepito e assorbito con tutti i sensi e non solo con lo sguardo. Per questo ha scelto di fotografare solo soggetti che, dopo aver deciso in che posizione mettersi, hanno chiuso gli occhi. Dovremmo provarci anche noi.

Ritratti, Storie, 3° premio © Tadas Kazakevičius, Lituania, Between Two Shores

Articoli Suggeriti
Cinque anni dopo lo scioglimento, i Daft Punk hanno pubblicato un nuovo video

Si tratta del video ufficiale di "Human After All" e contiene immagini Electroma, il loro film di fantascienza del 2006.

È morto Giancarlo Politi, il fondatore di Flash Art e uno dei critici d’arte più influenti del ‘900

Editore e critico, la sua rivista è stata per decenni un punto di riferimento per l'arte contemporanea in Italia.

Leggi anche ↓
Cinque anni dopo lo scioglimento, i Daft Punk hanno pubblicato un nuovo video

Si tratta del video ufficiale di "Human After All" e contiene immagini Electroma, il loro film di fantascienza del 2006.

È morto Giancarlo Politi, il fondatore di Flash Art e uno dei critici d’arte più influenti del ‘900

Editore e critico, la sua rivista è stata per decenni un punto di riferimento per l'arte contemporanea in Italia.

A Knight of the Seven Kingdoms è piaciuta così tanto perché è un Game of Thrones che non si prende troppo sul serio

Il sorprendente successo di questo terzo spin-off della saga dimostra due cose: il pubblico ha ancora voglia di Game of Thrones ma non vuole più saperne di quel Game of Thrones.

Uscirà un film su Colazione da Tiffany e a interpretare Audrey Hepburn sarà Lily Collins

La protagonista di Emily in Paris, abbastanza a sorpresa, è stata preferita a Rooney Mara e ad Ariana Grande.

Tra le ultime aggiunte alla prestigiosissima Criterion Collection c’è anche KPop Demon Hunters

Sarà contento Park Chan-wook, che ha detto di essere anche lui un grande appassionato di KPop Demon Hunters.

The Fall-Off è un altro, l’ennesimo, bel disco di J. Cole ed è proprio questo il suo peggior difetto

Uscito il 6 febbraio, nell'album non c'è nulla che si possa definire sbagliato ma non c'è neanche nulla che si possa definire rischioso. Ed è per questo che, secondo molti, è l'ennesima occasione persa. Forse l'ultima, per J. Cole.