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LuisaViaRoma, una delle storiche mete dello shopping italiano, è in grave crisi L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».
A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
Nella guerra in Iran, per la prima volta nella storia i data center privati sono stati attaccati in quanto obiettivi militari legittimi I Pasdaran hanno iniziato a colpire i data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, sostenendo che gli attacchi di Usa e Israele passano anche da quelle strutture.
Per la sorpresa di nessuno, la persona più contenta della decisione del CIO di escludere le donne trans dalle gare olimpiche femminili è J.K. Rowling La decisione del Cio l'ha talmente entusiasmata che si è persino dimenticata di commentare il trailer della nuova serie di Harry Potter.
Gregory Bovino, il famigerato capo dell’operazione anti immigrazione di Minneapolis, è andato in pensione e ha detto che il suo unico rimpianto è non aver espulso più immigrati Dopo la disastrosa operazione nelle Twin Cities, Bovino era stato declassato e rinnegato dall'amministrazione Trump. Ora va in pensione, rivendicando tutto.

Woodstock, 50 anni dopo

Una selezione di 6 articoli che raccontano cosa è rimasto dei «tre giorni di pace, amore e musica» più mitizzati della storia.

03 Agosto 2019

È del primo agosto la notizia dell’annullamento dei «3 giorni di pace, amore e musica», programmati per venerdì 16, sabato 17 e domenica 18 al Watkins Glen di New York (ma la location è cambiata diverse volte) per commemorare i cinquantesimo anniversario del raduno passato alla storia come uno dei più importanti momenti di celebrazione della cultura giovanile. Una piccola festa ci sarà comunque, esattamente dove il festival si svolse mezzo secolo fa, a Bethel, dove dal 15 al17 agosto ci si esibiranno alcuni dei protagonisti storici. Di seguito trovate una selezione di letture per celebrare l’anniversario, incluso un pezzo di Vanity Fair che spiega perché l’ambizioso progetto iniziale per festeggiare i suoi 50 anni è stato annullato.

Who Would Have Guessed Woodstock’s 50th Anniversary Would Involve So Much Litigiousness? –Vanity Fair
Dopo il no di Jay-Z, John Fogerty, Miley Cyrus, Santana, i Raconteurs e i Lumineers, una serie di permessi negati e vari casini burocratici (c’è di mezzo l’agenzia di comunicazione Dentsu Aegis Network, che a quanto pare ad aprile aveva già deciso di sua iniziativa di annunciare la cancellazione del festival), il povero Michael Lang (tra i 4 che organizzarono il festival del 1969) ha dovuto arrendersi e rinunciare alla grande celebrazione di Woodstock 50. Come sottolinea Kenzie Bryant in questo articolo, chi l’avrebbe detto che il festival della pace e dell’amore avrebbe creato tanti litigi?

Woodstock ’99: Remembering the Chaos 20 Years LaterVariety
Tutti stanno parlando del fallimento di Woodstock 2019, ma qualcuno si ricorda del disastro che fu Woodstock 1999? A rinfrescarci la memoria ci pensa Jeff Cornell su Variety in un articolo corredato di documentazione fotografica che ripercorre le tappe più sgradevoli del festival, un tripudio di violenza, distruzione e problemi di sicurezza: «coloro che hanno assistito al degrado (dell’evento del ’99, ndr) non hanno interesse a vivere un altro Woodstock. Più probabilmente, preferirebbero dimenticarlo».

Surviving Woodstock – The New Yorker
Come ci ricorda Hua Hsu sul New Yorker, c’è un detto che dice: se ti ricordi bene cosa è successo a Woodstock, allora non eri lì. Hsu commenta il documentario di 36 ore realizzato da Andy Zax e Steve Woolard e il modo in cui rivela molte verità dimenticate del festival, nel tempo deformato e mitizzato dalla cultura di massa fino a diventare un modello di business. Le versioni di chi ha partecipato, dal pubblico ai musicisti, non coincidono quasi mai con la documentazione video. «La musica è un grande catalizzatore per la memoria e la nostalgia – versioni del passato che a differenza della storia sanno come lusingare».

From Woodstock to Coachella: The ultimate music festivals – Bbc
Come il grande festival musicale pensato per riunire migliaia di giovani è presto diventato un modello di business efficace e redditizio (tranne in alcuni casi: vi ricordate il Fyre Festival?). Sulla Bbc Arwa Haider ripercorre l’evoluzione di questi grandi eventi, da Woodstock al Coachella e prova a immaginare il loro futuro.

Screen: Woodstock Ecstasy Caught on Film – The New York Times
La versione digitalizzata di una pagina del New York Times del 27 marzo 1970 con la recensione (non troppo entusiasta: «è un po’ meno straordinario dell’evento che racconta», si legge) del primo leggendario documentario su Woodstock, diretto Michael Wadleigh e prodotto Bob Maurice, oggi definito – sempre dal New York Times – epico, immersivo ed eccitante, il film definitivo sull’evento.

‘They Cleaned Up Pretty Well.’ What Archeologists Found at Woodstock – Time
Questo pezzo del Time racconta il festival da un punto di vista decisamente inedito, descrivendo cos’ha trovato un archeologo tornando anni dopo sul terreno che lo ospitò (quasi niente, perché gli organizzatori pulirono molto bene). Buona lettura.
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