Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
Will Smith potrebbe perdere l’Oscar per via del ceffone a Chris Rock?
Sui social non si parla che di questo più o meno dalle quattro del mattino ora italiana, momento in cui una altrimenti noiosissima cerimonia di premiazione degli Oscar è diventata uno degli eventi che resteranno per sempre impressi nella memoria collettiva, meme dopo meme. Will Smith ha preso a schiaffi Chris Rock per una battuta di quest’ultimo sull’acconciatura di sua moglie, Jada Pinkett-Smith. E, poco dopo, lo stesso Will Smith ha vinto il primo Oscar della sua carriera, un premio per la sua interpretazione in Una famiglia vincente − King Richard. Ora, però, stando a quanto riporta il New York Post, bisogna stare a vedere se Smith quella statuetta dorata riuscirà a tenersela o se gli sarà portata via come punizione per l’aggressione a Rock.
C’è una regola, infatti, nel codice di condotta dell’Academy (riformato dopo gli scandali a sfondo sessuale del 2017) che impone a tutti gli appartenenti all’istituzione di «rappresentarne i valori, vale a dire l’inclusività, la volontà di costruire uno spazio sicuro per tutti e il rispetto per la dignità umana». Intenzioni che mal si conciliano con una cinquina piazzata in pieno volto a un’altra persona, colpevole sì di una battuta pessima e sbagliata ma, appunto, pur sempre colpevole di una battuta pessima e sbagliata. Probabilmente alla fine non succederà nulla e Smith potrà mettere la tanto attesa statuetta in un’apposita bacheca in casa sua: stando a quanto riportano diversi giornali americani, a Chris Rock è stata data la possibilità di sporgere denuncia per quanto accaduto, possibilità che il comico avrebbe declinato. Chissà, forse lui e Smith seguiranno il consiglio dato da Puff Daddy (molti di voi se lo ricorderanno come l’artista precedentemente conosciuto come P. Diddy, Diddy e Puffy): «Risolveremo tutto quanto come una famiglia, nell’afterparty».
Per la seconda volta consecutiva, la Santa Sede ha allestito uno dei padiglioni più belli della Biennale: Alexander Kluge, Brian Eno,, Caterina Barbieri, Devonté Hynes, FKA Twigs, Jim Jarmusch, Kali Malone, Patti Smith (tra gli altri) espongono tutti qui.
In particolare, il regista voleva che le protagoniste del suo Bucking Fastard, Rooney e Kate Mara, potessero vincere il premio per la Miglior attrice.