Hype ↓
10:58 sabato 19 settembre 2026
Il 24 settembre esce Eternal, un cofanetto di 16 dischi che raccoglie un anno intero di bootleg dei Joy Division E oltre ai 16 dischi: artwork di Peter Saville, scatto di copertina di Wolfgang Tillmans, note di Simon Armitage, foto di Anton Corbijn e Kevin Cummins e una versione restaurata del documentario Joy Division – A Malcolm Whitehead Film.
Bon Iver ha composto un jingle pubblicitario per promuovere il polpettone del ristorante di una sua amica «Meatloaf dippers at Howard’s in Stillwater/Meatloaf dippers can be a whole meal or starter/Meatloaf dippers, oh so light and yummy/Go on and warm your tummy, with dippers».
C’è una scuola in Vermont che insegna ai figli dei ricchi a coltivare i campi, badare al bestiame e pulire casa. Per 40 mila dollari a semestre La Mountain School offre agli studenti del terzo anno la possibilità di passare un semestre a lavorare in fattoria. Un semestre piuttosto costoso, oltre che faticoso.
Una ricerca dice che gli investimenti in energie rinnovabili sono arrivati al punto di svolta positivo: producono effetti molto migliori del previsto a un costo molto inferiore delle aspettative Ma i problemi rimangono, perché ancora oggi per ogni euro investito per proteggere la natura se ne spendono 30 per distruggerla, si legge nella stessa ricerca.
Una raver ha lanciato una petizione per vietare i pantaloni di Hello Kitty ai rave «I rave non sono pigiama party. I pantaloni del pigiama servono per dormire», ha scritto Samantha Scott su Change.org, in una petizione che finora non ha riscosso grande successo.
L’UE vuole che il Canada diventi un “membro associato” dell’Unione, ma nemmeno l’Unione sa cosa vuol dire diventare un membro associato dell’UE Ursula von der Leyen ha avanzato la proposta, il Canada si è detto interessato, resta solo da capire che cosa comporti questa proposta.
La prima ricerca sul disastro in Nepal ha confermato quello che tutti sospettavano: la crisi climatica c’entra eccome in quello che è successo Lo ha realizzato la climatologa Friederike Otto dell'Imperial College di Londra: per lei, i nepalesi stanno pagando una crisi provocata dalle emissioni di combustibili fossili.
Una città in Belgio ha affidato la cura dei suoi prati a un gregge di pecore e le pecore sono state così brave a curare i prati che ora il Comune assumerà altre pecore per curare i prati Si chiamano Lactose, Rayban, Pils, Domino, Katimini, Maria, Juliette e Puyu. E il Comune di Ixelles non può più fare a meno di loro nella cura del verde pubblico.

Per anni su Wikipedia Cina la storia della Russia medievale è stata un’opera di finzione inventata da una casalinga

29 Giugno 2022

Per occupare il tempo, una casalinga cinese un giorno decide di dare il suo contributo alla condivisione e diffusione del sapere scrivendo alcune pagine di Wikipedia. La casalinga cinese è diplomata, non ha competenze specifiche né esperienze particolari in nessun campo accademico. Di conseguenza, decide di dedicarsi a un pezzo dello scibile umano facile da studiare e da approfondire: la storia della Russia tardo medievale. La donna non sa nulla dell’argomento, a parte quello che è già disponibile tra le pagine di Wikipedia. Decide, quindi, di inventare una sua versione del medioevo russo, in parte traendo ispirazione da eventi realmente accaduti e in (gran) parte facendo ricorso a un poderoso sforzo d’immaginazione. La donna comincia a scrivere, passano i giorni, le settimane, i mesi e gli anni e nessun admin di Wikipedia interviene a cancellare il romanzo storico che lei sta spacciando per cronaca della Russia dell’Evo di Mezzo.

A un certo punto la donna si rende conto di aver scritto milioni di parole, decine di pagine e di aver creato una vera e propria epopea attorno alle fantastiche miniere d’argento di Kashen, per generazioni contese tra i Principi di Tver e i Duchi di Mosca. È tutto frutto della sua immaginazione, ma allo stesso tempo, finché quelle pagine saranno su Wikipedia, sarà anche tutto vero. Quantomeno, lo sarà per le persone che leggeranno. Fino a quando non ne arriverà una che si insospettirà, che noterà le incongruenze e le invenzioni, che andrà a controllare e scoprirà che pagine dedicate alla miniera di Kashen, ai principi di Tver e ai Duchi di Mosca esistono solo nella versione cinese di Wikipedia e che non se ne trova traccia né in quella russa né in quella inglese. A quel punto, la casalinga cinese lo sa, la sua unica possibilità sarà chiedere scusa e sperare in un ban lungo ma non definitivo dalla comunità dei contributor di Wikipedia.

È esattamente quello che è successo all’utente Zhemao, già ribattezzata, come riporta Lithub, “Borges cinese” per la quantità e qualità dei dettagli che aveva inserito in questa sua “storia alternativa” del medioevo russo. Dopo dieci anni passati a inventare e a scrivere, la donna è stata costretta ad ammettere le sue colpe dopo che una scrittrice fantasy cinese, Yifan, si è accorta che quelle voci di Wikipedia riportavano informazioni false e ha segnalato tutto agli admin (viene da chiedersi come avranno reagito questi ultimi quando messi di fronte a una loro svista durata dieci anni). Zhemao ha già scritto una lettera di scuse usando il suo profilo sulla versione inglese di Wikipedia. Dice di non «aver avuto il coraggio di cancellare le centinaia di migliaia di parole che avevo scritto, e ora questo mi ha fatto perdere le milioni di parole che negli anni ho aggiunto». Sa di non poter fare nulla per rimediare, è lei stessa a suggerire un «ban definitivo». Non ha spiegazioni vere e proprie per quello che ha fatto, se non che «come dice il proverbio, dire una bugia significa dirne molte altre». Purtroppo, Wikipedia ha già provveduto a cancellare le pagine inventate, quindi anche se sapessimo il mandarino non conosceremo mai la storia dell’argento di Kashen e dei nobili di Tver e di Mosca che passarono anni a combattere per conquistarlo.

Articoli Suggeriti
C’è un videogioco in cui vivi le poche gioie e i tanti dolori di un dipendente di una piccola casa editrice indipendente

Si chiama Small Press Tycoon, tutte le cose che si dicono e si vedono nel gioco fanno molto ridere perché, chi lavora nell'editoria indipendente può confermare, sono molto vere.

Secondo uno dei capi della sicurezza di Anthropic, «c’è il 10 per centro di probabilità che l’AI ci uccida tutti entro questo decennio»

L'ennesimo dirigente di un'azienda AI che dice che le aziende AI stanno per far succedere qualcosa di grave. Senza che nessuno intervenga per fermarle.