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17:29 martedì 13 gennaio 2026
La polizia spagnola ha messo a segno il più grande sequestro di cocaina in mare aperto della storia d’Europa Quasi mille chilogrammi di cocaina sono stati scoperti su una nave, nascosti sotto montagne di sale per eludere i controlli.
L’uomo che ha passato 52 anni a cercare il mostro di Loch Ness ha ammesso che il mostro di Loch Ness non esiste Adrian Shine si è dovuto arrendere alla realtà: le leggende sono solo leggende, nonostante ciò, ha dichiarato di essersi divertito moltissimo
Un misterioso youtuber ha pubblicato un video lungo 140 anni in cui non succede, non si vede e non si sente niente L'utente shinywr è diventato improvvisamente l'uomo più cercato di internet: chi è? Come ha fatto? E, soprattutto, perché?
L’app più scaricata in Cina serve ad avvisare i tuoi parenti se sei morto Si-le-ma ("Sei morto?) usa un sistema di check-in giornaliero per rassicurare i Gen Z cinesi che vivono da soli e temono di morire senza che nessuno se ne accorga.
Se esistesse un Golden Globe al Miglior meme, quest’anno l’avrebbe stravinto Leonardo DiCaprio L'attore non ha vinto il premio come Miglior attore protagonista, ma è stato senza dubbio il personaggio più commentato, screenshotato e memizzato della serata.
Il regime iraniano ha inventato un nuovo strumento di censura pur di impedire ai manifestanti di accedere a internet con Starlink Secondo gli esperti di cybersecurity, un simile livello di oscuramento delle comunicazioni, e di internet in particolare, ha pochissimi precedenti nella storia.
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Wes Anderson ha insultato Netflix senza nemmeno rendersene conto

16 Giugno 2023

«Scrivete queste parole sulla lapide di Netflix», commenta un utente Twitter dopo aver letto l’intervista a Wes Anderson pubblicata giovedì 15 giugno su IndieWire. Altri lo stanno definendo come il più devastante dissing involontario di tutti i tempi. Ma sarà stato davvero involontario? Non lo sapremo mai. Sta di fatto che per Netflix deve essere stato assai spiacevole scoprire che Wes Anderson è contento che il suo nuovo film, The Wonderful Story of Henry Sugar, con protagonista Benedict Cumberbatch, verrà distribuito sulla piattaforma (lo potremo vedere alla fine di quest’anno, una data d’uscita ufficiale ancora non c’è) solo e soltanto perché si tratta di un mediometraggio di 37 minuti e quindi «non di un film vero e proprio. Per questo Netflix è la scelta giusta».

Nell’intervista a Indiewire, Anderson ha raccontato di aver provato per anni ad adattare Henry Sugar, raccolta di racconti di Roald Dahl del 1977, tra le sue preferite dello scrittore. Però, per quanto il progetto lo appassionasse, non riusciva mai a trovare il modo di rendere giustizia alla scrittura di Dahl: «Sapevo cosa mi piaceva di questa storia ma non trovavo l’approccio giusto. Volevo che l’adattamento conservasse la bellezza del racconto, che sta tutto nella prosa di Dahl. La risposta mi è sfuggita per tantissimo tempo, e poi alla fine è arrivata. Il punto era non fare un lungometraggio: bastavano, più o meno, 37 minuti». Finalmente pronto a cominciare a scrivere la sceneggiatura, Anderson si è trovato però davanti un altro ostacolo: nel tempo che lui aveva impiegato a riflettere sulla maniera migliore di adattare Henry Sugar, i diritti per la trasposizione del racconto li aveva acquisiti Netflix. «La famiglia Dahl aveva venduto tutto a Netflix. All’improvviso, in sostanza, se volevo girare questo film l’unica maniera di riuscirci era lavorare con loro». Anche in questo caso, si percepisce chiaramente l’entusiasmo di Anderson all’idea di lavorare con Netflix.

C’è da dire che il regista ha sempre detto di considerare la sala cinematografica l’unico luogo adatto alla visione di un film (a lui piace definirla «the real cinema way»), e anche nel caso della sua ultima opera, Asteroid City (che da noi arriverà il 14 settembre), ha detto di aver insistito per una distribuzione “classica”: solo in sala, niente streaming. Anderson ha poi cercato di addolcire la pillola dicendo che, al contrario di Asteroid CityHenry Sugar non avrebbe senso distribuirlo solo in sala: «È troppo corto, nessuno pagherebbe un biglietto intero per vedere un film di 37 minuti». Speriamo che tanto basti per far pace con Netflix.

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