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15:43 martedì 24 marzo 2026
Il nuovo progetto di Hayao Miyazaki sono dei diorami che riproducono alla perfezione scene di film dello Studio Ghibli Il regista sta lavorando a 31 "scatole magiche", basate su altrettante sue illustrazioni, che verranno esposte a luglio al Ghibli Park, in Giappone.
A causa dei depositi di petrolio colpiti dalle bombe, a Teheran c’è anche un gravissimo problema di inquinamento dell’aria Molti cittadini di Teheran hanno raccontato di star soffrendo da giorni di mal di testa, irritazione a occhi e pelle e difficoltà respiratorie.
Tajani al seggio che vota Sì è diventato l’involontario e perfetto meme che celebra la vittoria del No La foto del Ministro degli Esteri che esercita il diritto di voto è diventata, suo malgrado, il simbolo di tutto ciò che è andato storto nella campagna per il Sì, tra citazioni sbagliate e foto imbarazzate.
Paul Thomas Anderson avrebbe riscritto la sceneggiatura del nuovo film di Scorsese per fare un favore a DiCaprio, e non è la prima volta che succede Era già successo con Killers of the Flower Moon, adesso la storia si ripete con il nuovo film di Scorsese, What Happens at Night. Sempre su richiesta (insistente) di Leo.
Dopo Bad Bunny e John Galliano, Zara fa la tripletta lanciando una collezione fatta assieme a Willy Chavarria La collezione si chiama Vatísimo e celebra le origini ispaniche del designer, con un video dove la protagonista è la top model degli anni '90 Christy Turlington.
Chappell Roan è diventata la persona più odiata del Brasile per colpa della sua guardia del corpo, di una bambina, di un calciatore, di un attore, di un sindaco e dei social La bodyguard ha rimproverato una bimba che si era avvicinata alla cantante. Poi si è scoperto che la bimba è figlia di persone molto famose e con molti follower sui social.
Le elezioni in Slovenia sono state così combattute che è dovuto scendere in campo pure Slavoj Žižek, con un video molto Slavoj Žižek in cui invitava ad andare a votare «Prendetevi 10 o 20 minuti domenicali per fare un salto alle urne, così poi potete andare a guardare una buona serie tv», questo il suo invito.
Nonostante la domanda continui ad aumentare, il prezzo dell’Ozempic e dei farmaci simili sta scendendo moltissimo La scadenza dei brevetti e la competizione tra aziende farmaceutiche sta facendo crollare i prezzi, a partire dagli Stati Uniti.

Tra le centinaia di giornalisti licenziati improvvisamente dal Washington Post ce n’è una che lo ha scoperto mentre lavorava per il giornale in una zona di guerra

La corrispondente Lizzie Johnson ha scoperto di essere rimasta senza lavoro mentre scriveva dal fronte ucraino, al freddo e senza corrente.

05 Febbraio 2026

Tra le migliaia di giornalisti che hanno scoperto di essere stati licenziati in tronco dal Washington Post durante una drammatica riunione via Zoom della redazione c’era anche lei, collegata da molto più lontano di tutti gli altri collegh: Lizzie Johnson ha scoperto di essere rimasta senza lavoro mentre si trovava in una zona di guerra. La giornalista stava infatti lavorando per il suo ormai ex giornale dall’Ucraina, come corrispondente di guerra. Qualche giorno prima aveva raccontato di essere rimasta senza corrente, al freddo. Nel gelido inverno ucraino aveva scattato una foto, mentre scriveva i suoi articoli chiusa in macchina, usando una torcia da speleologo per rischiarare l’abitacolo, usando matite al posto delle penne perché in Ucraina il freddo dell’inverno è tale che congela anche l’inchiostro.

Johnson ha ricondiviso il post in cui raccontava le difficoltà quotidiane in Ucraina, dichiarandosi orgogliosa del suo racconto del conflitto per denunciare pubblicamente il comportamento riprovevole della testata per cui lavorava, dichiarandosi devastata. La sua storia ha fatto il giro del mondo e di tutte le testate internazionali, diventando il simbolo di una mossa che sembra molto più di un ridimensionamento per uno dei quotidiani più autorevoli al mondo. I tagli riguardano un terzo del personale: oltre trecento giornalisti, su ottocento, non fanno più parte della redazione. Tagli enormi e trasversali, tanto che The Indipendent parla di un «bagno di sangue». Più sobrio l’annuncio ufficiale della testata stessa, che spiega di aver cancellato la redazione sportiva, tutto il pluripremiato team dei fotografi, tutta la parte della redazione che si occupava di libri e letteratura e di aver deciso di fare a meno anche di una buona parte dei corrispondenti dal mondo che garantivano il racconto della politica internazionale.

La motivazione dietro la riduzione del personale è la volontà di fare un reset strutturale per rientrare delle perdite del quotidiano. Alcuni commentatori però parlano già della morte della testata, perché con un organico così ridotto è improbabile che il Washington Post possa mantenere la linea editoriale ricca d’inchieste, scoop e reportage che lo ha reso un punto di riferimento. Il colpevole sarebbe solo uno: Jeff Bezos, che ha acquistato il Post nell’agosto 2013 per 250 milioni di dollari, in un’impresa personale (l’acquisizione non è avvenuta tramite Amazon) caldeggiata da Donald Graham, ex proprietario del giornale.

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