Il nuovo romanzo della scrittrice giapponese è un racconto del Giappone brutto, sporco e cattivo che non si vede quasi mai e che pure esiste da sempre. Tra locali notturni, faccendieri, malavitosi, karaoke, alcool e ragazze che vogliono prendersi il potere.
Vermiglio di Maura Delpero è candidato al Golden Globe per il Miglior film in lingua straniera
La stagione dei premi è entrata nel vivo, tutte le candidature e cerimonie delle prossime settimane sono tappe lungo la strada che porta alla notte del 3 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles. Per Maura Delpero questo è solo un primo indizio, ma tant’è: Vermiglio negli Stati Uniti è piaciuto abbastanza da essere candidato ai prossimi Golden Globe nella categoria Miglior film in lingua straniera. Gli altri film candidati al premio sono: Emilia Perez di Jacques Audiard (Francia, per il momento dato per favoritissimo); All We Imagine as Light di Payal Kapadiya (India); The Girl with the Needle di Magnus von Horn; I’m Still Here di Walter Salles (Brasile), The Seed of the Sacred Fig di Mohammad Rasoulof (Germania). Il vincitore del premio lo scopriremo il 5 gennaio.
Tutte le candidature le trovate qui, sul sito dei Golden Globe. Non ci sono sorprese in praticamente nessuna delle categorie né cinematografiche né televisive, tranne una: Isabella Rossellini, candidata al premio per la Miglior attrice non protagonista per la sua interpretazione in Conclave (che in Italia esce il 19 dicembre). Anche per lei questo è un primo passo verso una nomination all’Oscar nella stessa categoria. Nel suo caso, però, una vittoria ai Golden Globe o una candidatura agli Academy Award sarebbe persino più sorprendente che per Delpero e Vermiglio: non capita spesso, infatti, che un’attrice venga candidato o addirittura premiata per un’interpretazione lunga appena sette minuti.
Il nuovo romanzo della scrittrice giapponese è un racconto del Giappone brutto, sporco e cattivo che non si vede quasi mai e che pure esiste da sempre. Tra locali notturni, faccendieri, malavitosi, karaoke, alcool e ragazze che vogliono prendersi il potere.
E a quanto pare potrebbero riuscirci, perché quella di Ortiz – che a Rocky presta anche la voce – è considerabile come una vera e propria prova attoriale.
È morta a 89 anni una delle più importanti intellettuali nella storia del femminismo italiano. La sua eredità sta nei libri, nella politica, nella filosofia e soprattutto in un luogo speciale: la Libreria delle donne a Milano.